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INTERVISTE

Donnarumma: “Via dal Milan perché avevamo ambizioni diverse”

Daniele Triolo

Gianluigi Donnarumma, passato in estate dal Milan al PSG a parametro zero, è tornato sulle ragioni del suo addio ai rossoneri. Le sue parole

Gianluigi Donnarumma, portiere del PSG, ha rilasciato una lunga ed interessante intervista in esclusiva al 'Corriere dello Sport' oggi in edicola. Ecco alcune dichiarazioni dell'ex estremo difensore del Milan.

Donnarumma sull'arrivo di Lionel Messi a Parigi: «È incredibile, un autentico colpo di teatro: quando si è saputo del suo addio al Barcellona non potevo immaginare che me lo sarei ritrovato qui, questa è una squadra di fenomeni. Messi si allena già con noi, scarso eh? Sinistro discreto, dovrebbe migliorare col destro».

Donnarumma sulla vittoria degli Europei con l'Italia: «Cinquanta giorni fantastici dall’inizio del ritiro alla finale di Wembley. I ragazzi, quei momenti mi mancano. Ogni tanto vado su 'YouTube', rivivo alcune tappe del nostro percorso e mi emoziono. Con i compagni di Nazionale ci sentiamo spesso o ci scriviamo, abbiamo una chat azzurra».

Donnarumma sul segreto del successo azzurro: «Quella vittoria è il frutto del lavoro del Mancio, un allenatore incredibi le, e di un gruppo che provava piacere a stare insieme. Nessuna pesantezza, zero noia, facevamo le cose di sempre ma con un gusto diverso. Respiravamo unità, e ogni partita, anche se da casa potevate non notarlo, la vivevamo come se fosse l’ultima. E poi Ciro, Lorenzo, io, noi terroni siamo matti e sappiamo come fare gruppo».

Donnarumma sui motivi del suo addio al Milan: «Non vorrei parlare dell’ultima stagione, non avrebbe senso oggi, cambiamo discorso. Al Milan sono stato otto anni, era casa mia, lì ho vissuto momenti bellissimi. Il Milan ancora oggi mi emoziona, ho grande rispetto per le persone che vi lavorano e per i tifosi. Quando ho saputo che il direttore Ivan Gazidis stava male gli ho scritto augurandogli di tornare in fretta a Milanello, il suo luogo … Ma la vita è fatta di scelte, avevamo ambizioni diverse. Del Milan resterò per sempre tifoso. Otto anni non si dimenticano, ma avevo bisogno di cambiare per crescere, per migliorare e diventare il più forte. Avvertivo la necessità di nuovi spazi, di nuove realtà».

Donnarumma sullo sfidare nuovamente l'impopolarità dopo gli episodi del 2017: «Ci sono decisioni che hanno un tempo di maturazione più lungo. Le scelte professionali le ho sempre prese da solo, la mia famiglia - tutti sportivi praticanti - mi ha sempre lasciato campo libero e mi ha sostenuto. La stessa cosa ha fatto Mino. Lui rispetta la volontà dei suoi assistiti al 100%, poi naturalmente fa di tutto per soddisfarne le richieste. Me ne sono andato dal Milan e non avevo contatti con altre squadre, lo giuro, ma ero sicuro che con un buon Europeo qualcuno si sarebbe fatto vivo».

Donnarumma sul suo arrivo al PSG: «Quando ho firmato il Presidente mi ha detto “Finalmente siamo insieme”. Ora sto benissimo, sono molto rilassato, l’anno scorso la squadra non ha vinto la Ligue 1, ma il vero obiettivo è un altro, la Champions League».

Donnarumma sul rifiuto di PSG e Juventus nel 2017: «Parigi mi ha sempre cercato, ma in quel momento la priorità era il Milan. Oggi anche grazie al Milan mi sento più sicuro, maturo, e sono migliorato tecnicamente. Gigi Ragno e Nelson (Dida, nda) hanno insistito parecchio sul lavoro con i piedi e su particolari che tengo per me».

Donnarumma sul mancato trasferimento alla Juventus nel 2011: «Provai a Vinovo, è vero. Ma non me la sentii di lasciare casa, i miei genitori. Era troppo presto».

Donnarumma sulla sfida con Keylor Navas tra i pali della porta del PSG: «È uno stimolo in più, e mi affascina».

Donnarumma sulla possibilità di essere bandiere in questo calcio: «Certo. Ma club e giocatore devono condividere gli stessi programmi, avere ambizioni e prospettive simili». Nome nuovo per l'attacco del Milan: interesse per Pellegri del Monaco. Le ultime