Galliani: “Al Milan corteggiai Conte e Sarri. Oggi prenderei Icardi”

Galliani: “Al Milan corteggiai Conte e Sarri. Oggi prenderei Icardi”

L’ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, ospite negli studi di Tiki Taka, ha parlato dei rossoneri e di alcuni aneddoti passati

di Alessio Roccio, @Roccio92

ULTIME NEWS MILAN – L’ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, ospite negli studi di Tiki Taka, ha parlato dei rossoneri e di alcuni aneddoti passati.

Sul fatto se avesse chiamato Cassano per andare al Monza nella scorsa stagione: “Io ho sempre cercato Antonio. A volte lui mi ha trascurato ma l’ho sempre voluto”.

Sul possibile ritorno di Ibrahimovic al Milan: “Non lo so, in questo momento non gestisco il Milan e non posso rispondere ma sarebbe molto bello. Ho un bellissimo ricordo di Ibrahimovic, se sta bene è ancora un fenomeno”.

Su Milan-Napoli: “Ovviamente ho visto la partita perché il mio cuore è rimasto rossonero. Dopo ho visto l’Inter contro il Torino insieme ad Allegri davanti a una pizza. E mi è sembrato che i nerazzurri fossero una macchina da guerra”.

Sul Dybala e Higuain che dovevano andare via, sono rimasti e ora sono decisivi: “Quando ero al Milan avevo venduto Serginho e Boban che non sono andati via, sono rimasti e hanno fatto benissimo. Il mercato è così”.

Sulla sostituzione di Ronaldo con la Juventus: “Lasciar fuori Ronaldo è come quando Sacchi lasciava fuori Van Basten. Marco era il CR7 dell’epoca. Ha vinto tre palloni d’oro ma si è fatto male alla caviglia a 28 anni, altrimenti ne avrebbe vinti cinque o sei. Come ha reagito Van Basten? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Sul fatto che i grandi campioni incidono anche se non sono al 100% della forma: “È verissimo. Mi ricordo l’allenamento prima della finale di Champions di Atene nel 2007 dove Inzaghi non aveva preso una palla. Così dissi ad Ancelotti che avrei fatto giocare Gilardino e lui mi rispose: ‘Ma magari Pippo domani fa due gol’”.

Sul VAR: “Dopo il gol di Muntari non dato sono assolutamente favorevole. Dopo quell’episodio sono diventato un fan di qualsiasi tipo di tecnologia legata al calcio. Certamente il VAR va migliorato ma era peggio prima quando non c’era la tecnologia: adesso hai più certezze e meno sospetti. Si può modificare ma non si può tornare indietro. Sono molto contento che ci sarà il VAR anche in Serie B l’anno prossimo. La gente è più tranquilla adesso”.

Sull’Inter che si sta giocando lo Scudetto con la Juventus, dichiara: “Dopo 31 anni di Milan non parlo di Inter. Ma ha ragione Conte quando dice che senza l’Inter la Juventus avrebbe già vinto il suo nono Scudetto di fila. È rimasta l’unica squadra che può contendersi il titolo con i bianconeri”.

Su Conte cercato dal Milan: “Sì ci ho provato, l’ho corteggiato a lungo ma non ce l’ho fatta a prenderlo”.

Su Sarri vicino al Milan: “Nel calcio ci sono tante cose che si dicono e non si dicono. Sono stato vicino a Sarri come a tanti giocatori. Se fossi rimasto al Milan avrei cercato di prendere Icardi perché penso che sia un attaccante straordinario”

Sull’emozione più bella vissuta al Milan: “È come l’amore, il primo non si scorda mai. E la prima Coppa dei Campioni vinta non si scorda mai. Milan-Steaua Bucarest a Barcellona con tutto lo stadio rossonero perché i tifosi rumeni non potevano uscire dalla Romania. Mi ricordo la gente impazzita. Mentre andavamo allo stadio c’erano migliaia di tifosi in strada e Sacchi disse ‘Se non vinciamo chi glielo dice a tutta questa gente?’”.

Sulla dinastia dei Maldini al Milan: “Ci sono altre dinastie nel calcio ma papà e figlio che alzano la Coppa dei Campioni da capitani non è mai successo in Europa. Cesare la alza nel 1963 a Wembley e Paolo nel 2003 a Manchester. Speriamo che Daniel possa fare la stessa cosa”.

Sul Monza: “Io sono nato e cresciuto al Monza, mia mamma mi portava a vedere il Monza a 5 anni. Quando ho iniziato a lavorare con Berlusconi gli dissi che potevo lavorare tutti i giorni ma dovevo avere la possibilità di andare a vedere il Monza in casa e in trasferta. Non è un passo indietro, il Monza è la mia vita. Può giocare in Serie C, in D o in B ma è casa mia. Sono un po’ come Ulisse che torna a Itaca. Io non sarei mai andato via dal Milan ma il Monza non è un’altra squadra, è la mia vita. Io sono partito dal Monza, poi ho fatto 31 anni di prestito al Milan e sono tornato al Monza”

Su Ancelotti: “Carlo è una persona fantastica. Le sue doti migliori sono quelle di saper sdrammatizzare e farsi scivolare tutto. Mi ricordo che quando Berlusconi voleva giocare con le 2 punte, Ancelotti mi disse ‘dobbiamo dire al presidente che Kakà è una seconda punta’”.

Su Giampaolo cercato dal suo Milan: “Nel 2016 io volevo Giampaolo, mentre i cinesi volevano Montella e l’hanno spuntata loro. Io stimo Montella ma mi è sempre piaciuto Giampaolo perché fa giocare bene le sue squadre. Però con Montella abbiamo vinto il nostro ultimo trofeo e va bene così. Non conta che Giampaolo non avesse allenato grandi squadre, ricordo che quando incontravo Allegri a Cagliari gli dicevo sempre che aveva il phisique du role per poter allenare il Milan”.

Sull’attuale società del Milan: “Non è giusto che io parli del Milan che è una società gestita da un presidente, Scaroni, che è mio amico, da un amministratore delegato, Gazidis, che conosco dai tempi dell’Arsenal e da due monumenti e amici come Maldini e Boban. Non è giusto che io dica niente sul Milan. Spero e mi auguro che il Milan si riprenda ma non è giusto che ex direttori sportivi del Milan sputino nel piatto dove hanno mangiato. Non va bene, non si fa così”.

Sui progetti del Monza: “Facciamo solo progetti annuali e quello di quest’anno è quello di andare in Serie B. Brocchi sta facendo molto bene, la squadra sta giocando molto bene, abbiamo un discreto vantaggio e speriamo di mantenerlo fino alla fine”.

SEGUICI SUFacebook /// Twitter /// Instagram /// Telegram

SCARICA LA NOSTRA APPiOS /// Android

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy