Buon compleanno Shevchenko! 40 anni a tinte rossonere

Buon compleanno Shevchenko! 40 anni a tinte rossonere

Shevchenko al Milan ha vissuto momenti indelebili: dalla finale di Manchester al titolo di capocannoniere, fino al Pallone d’Oro. Oggi compie 40 anni.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Era l’estate 1999 quando il Milan ha acquistato Andriy Shevchenko. Concesse un bis nel 2008. I suoi gol sono tutti stampati indelebilmente nella mente dei tifosi rossoneri. L’ucraino è un punto fermo della storia milanista, impossibile da dimenticare. I numeri, del resto, sono da fenomeno: 322 presenze e 175 gol. Per quasi un decennio è stato il simbolo del Milan che andava a imporsi in Italia, in Europa e nel Mondo. Non è un caso, forse, che sia nato proprio lo stesso giorno del presidente Silvio Berlusconi, con il quale oggi, dunque, condivide il compleanno. La metà degli anni: 40 candeline tutte rossonere.

Non ce ne vogliano i tifosi del Chelsea, della Dinamo Kiev o gli ucraini in generale, ma il Milan è stata certamente la tappa più importante della vita calcistica di Sheva. Silvio Berlusconi, scrive La Gazzetta dello Sport, lo ha pagato 25 milioni e per tutti ha rappresentato la risposta rossonera all’acquisto interista di Ronaldo, acquistato due anni prima. L’ex numero 7 ha lasciato poi il club rossonero nell’estate 2006, per poi tornarci due anni dopo, senza tuttavia lasciare il segno. Nel corso della sua prima esperienza, però, ha vinto tutto. Tutto. Dai titoli di squadra a quelli personali. Nel 2004, infatti, il Pallone d’Oro è stato suo, superando campioni come Ronaldinho.

L’usignolo di Kiev è stato uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio. Era completo: potente, tecnico, veloce, preciso. In totale, tra Dinamo, Chelsea e Milan ha messo a segno 354 gol. Con i rossoneri ha raggiunto risultati incredibili. Ad accoglierlo in rossonero è stato Alberto Zaccheroni, ma è con Carlo Ancelotti che si è affermato. Impossibile, parlando di Sheva, non riservare un posto d’onore alla finale di Champions League 2003. Una finale non come tutte le altre, perché l’avversaria era la Juventus. Una Juventus che nella tarda notte di Manchester non poté fare altro che piangere, quando con il rigore decisivo Shevchenko regalava la sesta coppa dalle grandi orecchie alla bacheca di via Turati. Un anno dopo vinse lo Scudetto da protagonista, ma al primo anno in Italia si tolse anche lo sfizio di vincere il titolo di capocannoniere, il primo straniero dopo Michel Platini a riuscirci. Che dire… Buon compleanno Zar Sheva!

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