L’alibi dei rifornimenti non regge più: Milan, per Piatek è crisi nera

L’alibi dei rifornimenti non regge più: Milan, per Piatek è crisi nera

Krzysztof Piatek, in gol appena 3 volte in 14 gare di campionato, sembra aver smarrito inesorabilmente la sua vena realizzativa. Sciupone anche a Parma

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILAN – I più scaramantici, magari, daranno tutta la colpa alla fantomatica ‘maledizione della maglia numero 9‘, un anatema che, in casa Milan, sembra aver colpito tutti i centravanti che, dalla stagione 2012-2013, la prima dopo il ritiro di Filippo Inzaghi, hanno indossato quella prestigiosa casacca in rossonero.

In realtà Krzysztof Piatek i primi segnali negativi, sotto porta, li aveva dati già nella passata stagione, con Gennaro Gattuso, quando, pur indossando un più ‘modesto’ numero 19, aveva digiunato per cinque gare: dopo il gol rifilato, il 6 aprile 2019, allo ‘Stadium‘ contro la Juventus, il ‘Pistolero‘ era infatti tornato a sparare soltanto il 19 maggio 2019, a ‘San Siro‘ contro il Frosinone, interrompendo l’astinenza palesata nelle gare contro Lazio, Parma, Torino, Bologna e Fiorentina.

Questo non aveva comunque impedito a Piatek di segnare 30 gol in 42 gare totali, tra Genoa e Milan, con due digiuni lunghi entrambi cinque gare: uno in rossoblu e l’altro, come citato qui sopra, in rossonero. L’attuale stagione, però, per Piatek non è iniziata decisamente sotto una buona stella: tante incomprensioni tattiche, e qualche panchina di troppo, con l’ex tecnico Marco Giampaolo prima di riconquistare, definitivamente, una maglia da titolare con l’avvento di Stefano Pioli.

Dopo avergli preferito, inizialmente, il più mobile Rafael Leão, Piatek, infatti, è stato schierato titolare da Pioli nelle gare contro Spal, Lazio, Juventus, Napoli e Parma. Eppure, il polacco è riuscito a battere il suo record negativo di astinenza da reti in Italia, poiché, con la gara di ieri pomeriggio al ‘Tardini‘, Piatek è arrivato a sei gare senza gol all’attivo (la striscia comprende anche quella dell’Olimpico di Roma, datata 27 ottobre 2019) e, soprattutto, senza alcun promettente segnale di risveglio.

Si è detto e scritto tanto, in quest’annata disgraziata per i colori rossoneri, sul perché Piatek faccia fatica, sotto rete, a mitragliare i portieri avversari così come avveniva con regolarità, o quasi, nel passato campionato: con Giampaolo non è mai scattato il feeling, vero, e, probabilmente, il Diavolo giocava troppo male per poter favorire il suo centravanti, punta da area di rigore e poco incline al gioco ed al dialogo con i compagni.

Con Pioli, però, il Milan ha notevolmente innalzato la qualità del suo gioco: ora i rossoneri arrivano spesso alla conclusione verso la porta avversaria e, sempre più spesso, con Jesús Suso, Hakan Çalhanoglu e, più di recente, anche Giacomo ‘Jack’ Bonaventura, riforniscono continuamente l’attaccante designato. L’alibi dei rifornimenti che non esistono, di fatto, è venuto a cadere: di chance per fare gol, in effetti, Piatek in queste gare ne ha avute molteplici. Eppure non è riuscito a concretizzarne nessuna.

Che succede dunque al ‘Pistolero‘? Che abbia disputato una sola stagione da fenomeno per poi rientrare nell’anonimato? Oppure, più semplicemente, come spesso accade anche ai più grandi attaccanti, quando la palla non vuole entrare viene pedissequamente rispettata l’odiosa Legge di Murphy? Fatto sta che Piatek è in crisi nera, testimoniata, numeri alla mano, dai 3 gol in 14 gare, di cui soltanto uno (in Milan-Lecce 2-2 del 20 ottobre scorso) su azione, per una media di una rete ogni 312′ di gioco.

Non propriamente uno ‘score‘ da centravanti titolare di una gloriosa squadra come il Milan. Ecco perché, nella sessione invernale di calciomercato, i rossoneri si adopereranno per portare Zlatan Ibrahimovic di nuovo a Milano. A quel punto, per Piatek, potrebbero anche aprirsi le porte di una cessione, magari in prestito, per consentirgli di rivalutarsi altrove per poi tornare più forte di prima. Ma cosa pensa il polacco di questo scenario? Continua a leggere >>>

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