ESCLUSIVA – Pieroni: “Non avrei cambiato Giampaolo: aveva bisogno di tempo”

ESCLUSIVA – Pieroni: “Non avrei cambiato Giampaolo: aveva bisogno di tempo”

Ermanno Pieroni, attuale direttore generale dell’Arezzo, ha parlato in esclusiva per ‘PianetaMilan’ del matrimonio terminato tra Marco Giampaolo e il Milan

di Peppe Gallozzi

ULTIME MILAN – Il Milan riparte dopo Marco Giampaolo. Un matrimonio terminato con brusco anticipo dopo un’estate di speranze e di progetti. Abbiamo parlato di questo e tanto altro in esclusiva per ‘PianetaMilan.it‘ con Ermanno Pieroni, attuale direttore generale dell’Arezzo e grandissimo conoscitore del calcio italiano.

Pieroni, cos’ha pagato secondo lei Giampaolo?

“Non sono favorevole al linciaggio mediatico che sta subendo un allenatore che ancor prima di ricevere una comunicazione leggeva tutti i nomi dei suoi possibili successori. E’ innegabile che al di là della vittoria di Genova la squadra non aveva assunto una quadra. Giampaolo è come Maurizio Sarri,: bisogna dargli tempo per inculcare le sue metodologie e il suo credo calcistico. Il Milan non può dare tempo e automaticamente devi vincere. Anche il fatto che non sono stati utilizzati giocatori come Rafel Leao e Lucas Paquetá su cui la società punta tanto ha influito. Sono state tante le problematiche riscontrate”.

Le colpe vanno imputate soltanto all’allenatore? 

“Giampaolo aveva bisogno di tempo perché con Empoli e Sampdoria non ha fatto male. Poteva avere le credenziali per fare l’allenatore del Milan e forse si poteva ancora aspettare”.

Cambiare il tecnico in questo momento del campionato può produrre un’inversione di rotta?

“Il punto è se lo spogliatoio era a favore o meno dell’allenatore. Oggi si giudicano i risultati ma non conosco le vicende interne e i motivi che hanno portato a questa scelta da parte della dirigenza. Il Milan ha fatto poche vittorie e prestazioni non esaltanti. Mi dispiace perché ritengo Giampaolo un tecnico molto preparato. Ora bisognerà vedere che obiettivi si porrà la società. La Champions League ? In questo momento ho qualche dubbio …”

Lei chi avrebbe scelto come successore di Giampaolo? 

“Probabilmente non lo avrei cambiato. Tra i nomi che sono girati sarei andato forte su Luciano Spalletti allenatore che si è rilanciato nel calcio proprio grazie a sei mesi di Ancona (stagione 2001-2002) quando centrò una salvezza miracolosa e prendemmo dei giocatori di un certo spessore. Quell’anno fece la mossa di allontanare Pietro Parente e quella mossa gli diede ragione. Ebbe grandissimi meriti in quella salvezza facendo un ottimo lavoro”.

Stefano Pioli, il prescelto della società per rilevare l’eredità di Giampaolo, non incontra, al contrario, il favore di tantissimi tifosi rossoneri sui social: guardate che protesta si è sollevata a livello mondiale!

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