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Milan, Pioli presente al Festival dello Sport: segui con noi il live dell’evento

Enrico Ianuario

In occasione del ‘Festival dello Sport‘, manifestazione organizzata da ‘La Gazzetta dello Sport’ con sede a Trento, Stefano Pioli parlerà davanti agli ospiti. Segui con noi l’intervento in diretta...

In occasione del 'Festival dello Sport', manifestazione organizzata da 'La Gazzetta dello Sport' con sede a Trento, Stefano Pioli parlerà davanti agli ospiti. Segui con noi l'intervento in diretta dell'allenatore del Milan.

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- 7 ott

Termina qui l'intervento di Stefano Pioli al 'Festival dello Sport'.

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Sul rapporto allenatore-giocatore: "Spendo tante energie per creare un rapporto speciale con i miei giocatori. Zlatan è il giocatore pià facile da gestire perché sa già cosa fare per ottenere la vittoria. Scudetto? Sarà una lotta equilibrata, ce la giocheremo fino alla fine. Sarà dura per noi ma anche per gli altri".

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Sulla bicicletta: "E' la mia più grande passione dopo il calcio, mi rilassa. Prima ero un ciclista amatoriale, ora faccio qualche uscita. A milanello c'è un bellissimo bosco, mi permette di farmi un'oretta, mi lascio andare, mi fa stare bene fisicamente e mentalmente. Io vedo tutte le corse. Guidolin è sicuro l'amatore più forte d'Italia, non voglio competere (ride, ndr). Sento Magrini, commentare Eurosport, mi piacerebbe fare un giro insieme. Quando giocavo con la Fiorentina mi registravo le corse per vedere Bugno, poi me le riguardavo una volta che i miei figli andavano a dormire".

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Sul fumetto Tex: "E' il mio preferito. Su chi sono i miei pars al Milan? I miei collaboratori. Osti, Giacomo Murelli, siamo in 12, un bel gruppo di lavoro. Grazie a loro mi tolgono tante diverse situazioni, sono molto soddisfatto. C'è anche mio figlio, fa il video analyst. Essere figli del mister non è bravo, ma se lo sta guadagnando. Daniel Maldini? Porta un cognome molto pesante, da generazioni. Ha qualità, talento, ha iniziato da poco il suo percorso. Ci darà soddisfazioni. Se si percepisce ancora la storia al Milanello? Si sente. Tutti i giorni passo davanti al busto di Rocco... Quando entri a Milanello respiri un certo tipo di aria, ti dà l'energia migliore per affrontare tutte le giornate. Lì tutti lavorano e tutti lavoriamo per ottenere il meglio e anche i giocatori vengono stimolati e motivati per dare il meglio. Se molti tifosi non vedono il backstage? Devo dire che noi abbiamo una tifoseria molto vicina e passionale, capiscono anche i nostri sforzi. E' una tifoseria che nel momento di difficoltà abbiamo sempre sentito con noi, non vedevano l'ora di riaverli allo stadio. Mi piace motlo sottolineare che il Milan era forte perché non c'erano i tifosi: sbagliavano, noi con loro lo siamo ancora di più. Chiaro che ora siamo più preparati, la squadra è più forte, ma adesso abbiamo un'energia superiore. Anche in allenamento sno abiutato a reguare da vicino con i tifosi, senza tifosi mi sentivano tutti. Adesso c'è il passaparola, ma il lavoro sta andando bene lo stesso. Se mi sento ultras? Sono moderato nella comunicazione, ma sono molto passionale. Dove ho perso le staffe? Sicuramente contro l'Atletico, ma soprattutto per le nostre ingenuità. Ma anche per altri motivi".

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C come Canzone di Jovanotti: "La devo cantare (ride,ndr)? Io amo cantare e ballare, ma sono un disastro in entrambe le cose. Questa canzone mi ricorda mia moglie Barbara, ci siamo fidanzati con questa canzone. Io vivo con la musica. Anche in spogliatoio, nell'ufficio tutto mio. Se Ibra mi fa cantare? Zlatan può fare qualsiasi cosa, quando arrivo al campo sono pronto a tutto (ride,ndr)".

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Sul basket: "Si è fatta un po' di leggenda. Dopo il calcio la mia passione è il ciclismo, ma mi piace anche il basket. Sono molto attento alla comunicazione, quello che dicono gli allenatori di basket. Noi in Italia abbiamo delle persone competenti come Messina. Quando guardo qualche situazione di gioco si impara sempre qualcosa anche se calcio e basket sono due sport diversi. Io sono innamorato dello sport, guardo qualsiasi manifestazione. Mi piace lo sport, praticarlo quando le condizioni fisiche me lo permettono. Adesso gioco anche a padel, è divertente".

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Su Astori: "Chi ha conosciuto Davide piò capire i sentimenti che ho verso di lui. E' stato un grande capitano, quando lo vidi pensai 'abbiamo trovato un capitano con la c maiuscola'. Bastava vedere il giorno del suo funerale... Era una persona stupenda, ben ricordato da tutti".

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A sorpresa, una domanda di Ibra: "Come ha fatto Ibra ha farti diventare importante? Zlatan è reale, concreto (ride, ndr). E' una persona troppo simpatica e intelligente. Non mi scorderò mai il primo colloquio con lui. Gli chiesi come stava, come si sentiva. E lui disse 'mister, non dar retta a chi dice quello che dicono fuori. Ti dico solo che tu sei l'allenatore e io il giocatore, prenderò sempre positivamente le tue decisioni'. E' veramente intelligente, simpatico. Capisce i tempi e il modo di intervenire, se deve essere rigido lo è, ma se deve aiutare un compagno e coccolarlo sa farlo anche. Se ho visto Sanremo? Avevo altro da fare (ride, ndr). Io continuo dirgli a Zlatan che faccia bene a pensare di fare il calciatore perché ha ancora tanto da fare, ma qualsiasi cosa farà dopo la carriera farà successo perché è un personaggio di grande spessore. Zlatan quest'anno ha giocato mezz'ora e ha fatto un gol, sono sicuro che ci aiuterà ancora. E' il più forte che io abbia allenato, anche se ho allenato Klose alla Lazio. Ma Zlatan è di un'altra categoria. Lui prevede il gioco, ha una grande fisicità straripante, non sbaglia mai i movimenti, le scelte... E' un grande campione. Il calcio è tutto tempo e spazio, chi ragione velocemente ci guadagna. E infatti lui è così ed è un campione. Se mi aggiorno? La mia crescita va di pari passo con la struttura dello staff che abbiamo implementato. Abbiamo anche collaboratori giovani, sono avanti a livello tecnologico. Se sono un allenatore pratico o profeta? Spero di essere un po' l'uno e un po' l'altro. Il mio obiettivo è di mettere nelle condizioni ottimali le caratteristiche dei miei giocatori. Tutta la strategia della partita può cambiare, bisogna mettere i giocatori nelle condizioni migliori di mettere in campo il loro talento. Non c'è un sistema di gioco vincente o perdente. Si parla troppo di moduli, ma è il concetto di gioco ad essere fondamentale. Se Ibra farà l'allenatore? Non lo so, lui è un campione intelligente e potrebbe far bene anche da allenatore. Come vedono Ibrahimovic i suoi compagni? Io credo che Zlatan abbia dimostrato intelligenza con un atteggiamento ottimo. Sapeva di arrivare in una squadra giovane e in difficoltà. Ha approfittato delle prime 2-3 settimane per capire con chi aveva a che fare. Io credo che lo vedano come un vero e proprio leader, sanno che quando Zlatan parla lo fa per il bene della squadra. Vedono il lui una figura completa, importante ed è riconosciuta come una grande persona".

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Sui giovani del club: "Una strada ben indirizzata dal club. Adesso sta dando i suoi risultati. Non è sufficiente dire 'facciamo una squadra giovane', l'area scouting è stata bravissima a scoprire dei grandi talenti. Ci vuole tempo, in Italia soprattutto c'è poca pazienza, ma abbiamo preso bravi ragazzi come Tonali che giocava in una squadra di provincia catapultato in una realtà completamente diversa. Se c'è talento e l'atteggiamento giusto si possono conquistare risultati importanti. Tonali è cresciuto tantissimo. Ha sempre avuto le qualità, aveva bisogno di tempo. Sarà un giocatore importante per il Milan nei prossimi anni e può ancora crescere. Cosa si può fare di pi per rendere il calcio sostenibile? Credo servano delle strutture diverse. In altri Paesi gli stadi sono molto più moderni, abituati ad ospitare un pubblico giovane. In Italia gli stadi sono vecchi. Io spero di essere allenatore del Milan quando ci sarà il nuovo stadio a Milano. Non faccio parte di chi deve decidere sul mercato. Non so se sia giusto perdere un giocatore a zero dopo che il club paga uno stipendio per 5-6 anni. Come vedono i 'ragazzini' il loro allenatore? Io spero che non mi vedano troppo vecchio (ride, ndr). Quando avevo Ranieri, lui aveva 43 anni, lo vedevo vecchio. Quindi spero che loro non mi vedano così. Abbiamo un rapporto sincero, sanno cosa ho passato e sanno che loro hanno bisogno di consigli e di essere ripresi. Nel mio rapporto con loro c'è tutto questo. A volte qualche ragazzo mi manifesta dei pensieri personali, significa che mi stima e che ha bisogno di qualcosa. Si tratta sempre di ragazzi giovani, di altri paesi, che avranno le loro difficoltà e hanno bisogno di aiuto anche loro".

- 7 ott

Sul Milan: "Il 5-0 di Bergamo è stata una sconfitta pesante. Però da lì siamo stati bravi a ripartire con più convinzione, con più energia e anche grazie agli arrivi a gennaio di Ibra, Kjaer e Alexis. Lì è rinato il Milan mio, del club, dei tifosi. Anche dalle situazioni negative si possono trarre delle esperienze positive. Nel campionato scorso, invece, contro l'Atalanta abbiamo toccato il punto più in alto, speriamo di fare meglio. Champions? DObbiamo crederci. Le due prime partite sono stati due risultati negative, ma non prestazioni dove non abbiamo giocato bene. Chiaro che la classifica è negativa in Champions, ma quattro partite sono tante e abbiamo ancora delle carte da giocare. Un aggettivo alla mia squadra? A me entusiasma, mi piace tutti i giorni. C'è n gruppo che crede in quello che fa, che condivide il modo di lavoro, un gruppo a cui piace il calcio che sta facendo. Un allenatore ha la percezione della propria squadra. Ai miei giocatori piace l'idea che proponiamo. Quando vai in campo con la convizione e il talento che hanno, i tifosi apprezzano quello che si vede in campo. Io mi alzo tutte le mattine con grande positività. Credo nel mio lavoro, nel migliorare, ho una grande passione. Ho sempre sperato di poter ottenere i migliori risultati positivi. Siamo arrivati al Milan in un momento di difficoltà, ma ho sempre creduto che tutti i miei giocatori avessero delle grandi qualità. Il club ci ha messo nelle condizioni ideali, a Milanello si lavora benissimo. Con il club ho avuto sin dalla prima riunione con Maldini, Massara e Boban grande sintonia. Mi sento a mio agio, condivido tutto quello che fa il club e la strada che ha intrapreso il club, ovvero puntare sui giovani e inserendo giocatori di spessore come Ibra e Giroud. Stiamo molto bene. Cos'è successo durante il lockdown? Non è semplice spiegarlo. Credo che da gennaio fosse già un altro Milan, però l'ultima partita contro il Genoa fu una delle peggiori partite. Il giorno dopo ci siamo trovati al campo, ma la società ci ha detto di andare a casa. Per un paio di setitmane non abbiamo sentito i giocatori, con il club abbiamo deciso di lasciarli stare. Poi siamo diventati pratici con zoom e abbiamo iniziato a lavorare, a parlarci e a confrantarci. Lì ho percepito qualcosa di diverso e quando ci siamo ritrovati a Milanello sembrava come se fossimo ancora più uniti. Poi la prima partita ufficiale la pareggiammo contro la Juve in Coppa Italia con espulsione di Rebic. L'eliminazione della coppa italia poteva essere una cosa negativa, invece siamo andati forte. E' difficile da spiegare, ma il merito va soprattutto ai giocatori che hanno creduto in un modo di lavorare".

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Su Ranieri: "Ho avuto Ranieri nel 93, avevo 28 anni quindi ero giovane ma più consapevole di quello che ti piacerebbe fare. Lì iniziavo a farmi delle domande, a capire perché si provavano certe situazioni di gioco. Lì ho iniziato ad interessarmi a diventare allenatore. Il mister mi ripeteva spesso che avrei fatto l'allenatore ma mi diceva anche che nel calcio e nella vita non c'è solo il nero il bianco, ma anche il grigio. Mi ha trasmesso certe idee e valori che mi hanno aiutato durante il percorso".

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Sul grave infortunio avuto da calciatore: "La mia carriera calcistica è stata piena di infortuni. Ho avuto la fortuna di non ricordarmi niente, è stato uno spavento soprattutto per i miei familiari e per i miei compagni di squadra. Se mi ha fatto ricordare Eriksen? Si, ma la sua situazione ha colpito tutti. Ho visto anche quello che ha fatto Kjaer, per fortuna è stato tutto risolto. Si ha paura quando si ritorna a giocare, ma poi passa tutto. Nei primi allenamenti stai un po' più attento nel non cercare i contrasti, ma poi passa tutto".

- 7 ott

SUl suo rapporto con i giocatori: "Credo che con i giocatori isogna essere diretti, sia nelle cose positive che nelle cose che non mi piacciono. Bisogna avere un rapporto continuo e bisogna essrre chiari in partenza con gli obiettivi da raggiungere. Bisogna avere pazienza per costruire certi rapporti. Magari con qualcuno crei subito empatia, con altri no perché c'è chi è più timido o diffidente. Anche io sono diffidente, poi quando i calciatori capiscono che hanno a che fare con uno staff serio è diverso. Se mi capita di litigare con qualcuno? Si, tutti i giorni. E' normale avere delle discussioni, dei confronti ed è proprio in quei momenti che si possono trarre dei momenti positivi".

- 7 ott

Su Trapattoni: "Sono arrivato alla Juventus da molto giovane. Avevo giocato a Parma un anno in Serie C. Ho freuqentato un ambiente con grandi persone. E' un allenatore che mi ha trasmesso tanta pasisone e ho un ricordo positivo. Trapattoni pur avendo vinto tutto nella sua carriera tutti i giorni si fermava con noi giovani. Anche lì dimostrava una voglia della passione del lavoro contagiosa. Mi ha dato degli insegnamenti positivi. Ho avuto tanti bravi allenatori, ognuno con le sue caratteristiche. Anche Bagnoli è stato eccezionale. Un uomo di poche parole ma diretto con i suoi giocatori. Una persona vera. Anche Claudio Ranieri. E' stato il primo allenatore moderno, mi ha fatto scoprire cose diverse".