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Profiling – Origi: l’eroe del derby che non trova spazio a Liverpool

Edoardo Lavezzari

 Divock Origi, attaccante del Liverpool (credits: GETTY images)

Nato in una famiglia di calciatori, gli zii Gerald, Anthony e Austin Odour sono stati professionisti, come le è il cugino Arnold, che gioca in Norvegia Divock Origi è figlio d'arte. Il padre, Mike Origi Okoth è un ex calciatore kenyota che ha giocato in Belgio per gran parte della sua carriera. Origi è nato il 18 aprile del 1995 ad Ostenda. Cresciuto nelle giovanili del Genk, a 15 anni ha deciso di lasciare il Belgio per trasferirsi in Francia, nell'Academie de Lille, che lo porterà poi in prima squadra. Il debutto, sotto la guida di Rudi Garcia, ex tecnico della Roma, contro il Troyes: non passano neanche 10 minuti che il talentuoso belga firma il pareggio. Rete al debutto, come succede solo ai più grandi. La sua carriera al Lille si chiude nell'estate del 2015, con 89 presenze e 16 gol. Nell'estate del 2014 partecipa al Mondiale brasiliano, dove, grazie alla rete vittoria contro la Russia, diventa il settimo marcatore più giovane della storia ai Mondiali. Nell'estate 2015, il passaggio al Liverpool, dove però fatica a trovarsi spazio. Nei primi due anni ai "Reds" il belga trova 12 reti in Premier League, poche, tant'è che il club inglese decide di spedirlo in prestito al Wolfsburg, nell'estate del 2017. In Germania, Origi, colleziona 31 presenze in campionato, segnando solo 6 gol: pochi, ma gioca quasi sempre titolare. A fine stagione torna a Liverpool ed è di pochi giorni fa il suo primo gol della stagione e non si tratta di un gol normale, ma di quello che ha deciso il derby, al 96'.

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