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River-Boca, Infantino: “Quattro idioti non possono fermare il calcio”

Edoardo Lavezzari

Il numero uno della FIFA Gianni Infantino si espresso con durezza sui fatti di Buenos Aires e sulla finale di Copa Libertadores

Il Presidente della FIFA, Gianni Infantino ha parlato ai microfoni di "Marca" di quanto successo in Argentina e della decisione presa dalla CONMEBOL di giocare la finale di Copa Libertadores tra River Plate e Boca Jr. a Madrid, queste le sue parole: "La CONMEBOL ha analizzato la situazione ed è arrivata alla conclusione che giocare a Madrid fosse l'unica soluzione. I presidenti di Real e Atletico si sono subito resi disponibili, hanno subito dato una mano. È un caso eccezionale che richiede misure eccezionali. In ogni caso non è stata una mia decisione, ho solo dato una mano a supportare la CONMEBOL in un momento difficile. In un primo momento si era pensato di giocare perché sembrava la cosa corretta da fare".

La decisione di rimandare la partita: "È sempre meglio scendere in campo: c'erano 60mila persone allo stadio, un intero Paese e tutto il mondo collegati. Quattro idioti che lanciano pietre non dovrebbero fermare tutto ciò. Erano più di 4? 4, 40 o 400 conta poco. Sono sempre idioti. Quando ci siamo resi conto che alcuni giocatori non erano in grado di scendere in campo, abbiamo deciso di posticipare".

La violenza nel calcio: "Vedo molta violenza, le persone devono darsi una calmata. Dobbiamo dare l'esempio ai bambini, ma certe immagini non aiutano. È solo una partita, fermiamoci un attimo. Importante? Sì, certo: chi vince prenderà in giro gli avversari per i prossimi cento anni. Ma resta una partita, non è una guerra. Non è solo un problema argentino".

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