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Cutrone rinnova nel silenzio, mentre Raiola continua a sparare

Stefano Bressi

Dal rinnovo di Donnarumma, mediaticamente fortissimo, a quello di Cutrone, arrivato quasi all'impovviso, proprio quando Raiola torna all'attacco...

Tutti si ricordano cosa è accaduto la scorsa estate. Gianluigi Donnarumma avrebbe dovuto rinnovare il proprio contratto e ciò che sembrava una formalità, visto l'attaccamento alla maglia professato dal ragazzo, si è trasformato in una telenovela durata settimane, condotta dal suo procuratore, Mino Raiola, e che ancora non è arrivata a una conclusione, visto che appena può, l'agente italo-olandese torna a parlarne e a sottolineare che si augura Gigio possa lasciare il Milan il prima possibile.

Proprio di oggi sono le ultime dichiarazioni di Raiola, che senza mezze misure ha detto di augurarsi che il prossimo anno il portiere titolare dei rossoneri sia Pepe Reina. Ed è particolare il confronto con un altro ragazzo, anch'egli cresciuto nelle giovanili rossonere: Patrick Cutrone. Il bomber classe 1998 pare sia pronto a rinnovare fino al 2023 dopo che nei mesi scorsi aveva prolungato il contratto. Una differenza abissale nel modo di gestire la trattativa.

Strano, considerando che Cutrone non ha mai giurato amore eterno, non ha mai dichiarato di essere da sempre tifoso del Milan. Eppure il numero 63 dimostra tutto il proprio amore per i colori rossoneri quotidianamente, sul campo. L'esultanza dopo il 2-2 al Chievo Verona è esemplare sotto questo aspetto. Il rinnovo è arrivato in silenzio, quasi all'improvviso. Niente ingaggi monstre, niente clausole rescissorie richieste. Proprio oggi, mentre Raiola lanciava l'ennesima frecciatina, Cutrone dava l'esempio a Donnarumma.

Già, perchè in tutto questo chi ci va di mezzo è proprio Gigio Donnarumma. Partendo dal presupposto che l'amore professato per il Milan sia reale, così come la voglia di restare a lungo in rossonero, tutta questa situazione non ha fatto altro che danneggiare il ragazzo. Anche in campo, la poca tranquillità è evidente. Il Milan si è comportato con Cutrone e Donnarumma allo stesso modo, ma da una parte ha incontrato un ragazzo che non fa altro che ripetere che deve pensare solo a lavorare e a crescere, dall'altra ha incontrato un procuratore che non fa altro che rendere l'ambiente "ostile". La differenza di risultati è sotto gli occhi di tutti.

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