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CorSport – Milan deluso dalla FIGC: le motivazioni

Giovanni Calenda

Il Milan avrebbe gradito maggior supporto dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e dai vertici dello sport nazionale: da Malagò a Fabbricini, a Uva
01:00 min

"Solo contro tutti": sembra essere questo il motto che accompagna il destino dei rossoneri, da giorni nelle mani della Uefa. Dopo la mancata concessione del "patteggiamento" () da parte del primo organo europeo di calcio, la società con a capo Yonghong Li si sarebbe aspettata una vicinanza da parte della FIGC e dei suoi vertici.

Secondo l'analisi effettuata dal 'Corriere dello Sport' questa mattina, se il Milan dovesse essere escluso dalla prossima edizione dell'Europa League, l'intero sistema del calcio italiano ne subirebbe un grave danno d'immagine. Al contrario, il club rossonero si è sentito abbandonato dalle dichiarazioni del Presidente del C.O.N.I., Giovanni Malagò ("Dispiace ma il problema è solo del Milan"), al commissario straordinario FIGC Roberto Fabbricini al direttore generale FIGC Michele Uva ("La Federazione non può farci nulla").

Senza considerare il fatto che la Uefa sembra abbia preso la decisione di non concedere il "patteggiamento" per dubbi riguardanti la proprietà del Milan (quindi su Yonghong Li) e non sul bilancio negativo della società, come sarebbe dovuto essere. E in questo la Federazione, esponendosi a difesa del Milan, avrebbe avuto un peso non indifferente. Oltretutto, se veramente ci fossero dubbi concreti sul nuovo proprietario cinese, anche la FIGC avrebbe qualcosa da recriminarsi, dal momento che la scorsa estate il cambio al timone della società è stato avallato proprio dai regolamenti interni della Federazione Italiana.

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