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Locatelli, Mauri &Co: i talenti annunciati e poi dimenticati

Redazione

Il Milan ha trovato tanti potenziali talenti. Molti, però, hanno deluso. Da Mastour ad Albertazzi: non sempre le promesse vengono mantenute.

LA CANTERA

Sedotti ed abbandonati. E’ il destino che accomuna molti giovani del Milan. Il club rossonero, ha deciso di (ri)lanciare la cantera, ma a conti fatti sono pochissimi i talenti che riescono a ritagliarsi un posto in prima squadra. De Sciglio prima e Donnarumma poi sono le ultime due stelle prodotte dal vivaio rossonero, in passato vera e propria fucina di talenti.

LOCATELLI

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Dopo l’esordio con Mihajlovic in panchina e l’investitura di Silvio Berlusconi, si sono perse le tracce di Manuel Locatelli. Il giovane centrocampista, classe 98’, sembrava pronto ad occupare un ruolo centrale nel progetto Milan, quello di una squadra giovane e tutta italiana. Ed invece, Montella sembra deciso a fare a meno del regista.

JOSÈ MAURI

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Chi, invece, ha deciso di lasciare il Milan è José Mauri. Il centrocampista argentino con passaporto italiano non è un prodotto del vivaio milanista è vero, ma quando arrivò l’estate scorsa dal Parma sembrava pronto a prendere in mano il centrocampo rossonero. Un sogno rimasto tale, vista l’ultima stagione vissuta in panchina. L’arrivo di Montella aveva il sapore di una nuova chance, ma il tecnico come il suo predecessore, ha preferito altre soluzioni al classe 94’ chiuso anche dall’arrivo del croato Pasalic, giovane ma con alle spalle minuti e gol con Monaco ed Elche. L’Empoli a caccia di un regista non ha perso l’occasione ed ha portato a casa il gioiellino rossonero, Ceduto in prestito per una stagione. Chissà se lontano da Milanello, José Mauri saprà ritrovarsi, per tornare a Milano e recitare finalmente un ruolo da protagonista.

CALABRIA

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Un altro calciatore che vive sospeso tra presente incerto e futuro tutto da scrivere è Davide Calabria. Il terzino, può giocare sia a destra che a sinistra, ma è chiuso da Abate, De Sciglio, Antonelli ed anche Vangioni ed allora anche nel suo caso, si potrebbe pensare ad una cessione in prestito. Il Cagliari aveva chiesto informazioni, ma il no secco del Milan ha allontanato il club sardo che ha “mollato” la presa sul giovane classe 96’. Calabria, almeno per il momento, non trova spazio e rischia di trascorrere la seconda stagione in panchina.

MASTOUR

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Abile nel dribbling, palla incollata al piede, grande tecnica individuale, praticamente un predestinato. Hachim Mastour arrivò al Milan dalla Reggiana, come giovane talento pronto a vestire i panni del campione. Nelle giovanili rossonere, l’impatto del giovane marocchino fu devastante: gol, assist, grandi numeri e la convinzione della dirigenza rossonera di aver in casa un autentico fuoriclasse. Alle premesse non seguirono i fatti. Seedorf lo aggregò alla prima squadra, ma Hachim non trovò spazio. La società allora decise per la cessione, ed il Malaga lo accolse a braccia aperte. In Spagna, Mastour trovò posto solo in panchina ed a fine stagione tornò al Milan. La società quest’estate ha trovato una nuova sistemazione al suo talento. Il PEC Zwolle, modesta squadra olandese ha deciso di affidarsi alle magie del numero 98, giocatore più giovane della storia a vestire la maglia della nazionale marocchina (16 anni e 362 giorni). Mastour, in Eredivise, spera di trovare spazio e continuità, ma soprattutto un allenatore che creda in lui. Le potenzialità ci sono, l’età dalla sua parte, ma per chi ha bruciato le tappe questo sembra essere l’ultimo treno.

ALBERTAZZI

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Come Mastour, anche un altro giovane rossonero tentò, senza fortuna, l’avventura nella Liga. Michelangelo Albertazzi, passò dal Milan al Getafe in prestito, ma come il suo ex compagno di squadra, le troppe panchine lo costrinsero a tornare in Italia. Quando firmò nel 2008 il primo contratto con il Milan, i rossoneri bruciarono sul tempo l’Arsenal pronta a fare follie per portare il difensore del Bologna in Inghilterra. Un’operazione importante quella dei rossoneri, che per metà cartellino versarono nelle casse degli emiliani circa un milione di euro. La crescita di Albertazzi però fu ostacolata da una serie infinita di infortuni. Oggi il 25enne gioca nel Verona, in Serie B.

PALOSCHI

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“Paloschi è il mio erede”, parola di Pippo Inzaghi. Il 10 Febbraio del 2008, in un Milan-Siena di campionato, Ancelotti si affidò in attacco ad un giovanissimo e sconosciuto Alberto Paloschi. L’allora 18enne ripagò la fiducia dell’allenatore e dopo soli 18 secondi segnò il gol che diede la vittoria ai rossoneri. Paloschi conquistò le prime pagine dei principali quotidiani sportivi, strappò applausi al pubblico di San Siro e ricevette l’investitura ufficiale del suo idolo Pippo Inzaghi. Un esordio indimenticabile per l’attaccante che già immaginava un gol sotto la curva con la 9 sulle spalle. Un sogno rimasto chiuso nel cassetto. Così come Albertazzi, gli infortuni muscolari tormentarono Paloschi, oggi tornato in Italia dopo un’esperienza poco fortunata allo Swansea in Premier League. Il Milan è ormai acqua passata, il presente si chiama Atalanta.

Tornando ai giorni nostri, Montella ha dimostrato di credere nei giovani e nell’ultima partita contro il Napoli, ha schierato sei under 23 (Donnarumma, Romagnoli, Gomez, De Sciglio, Suso e Niang). Il tecnico campano però, pur riconoscendo il talento non si fida dei giovanissimi rossoneri e preferisce puntare su uomini di maggiore esperienza. Spetterà, dunque, alla società risolvere il rebus legato al futuro di altri giovani in rampa di lancio, che rischiano di bruciarsi. Insieme a Locatelli e Calabria in “lista d’attesa” restano ancora Gabriel, Vergara e Rodrigo Ely.

Fabio Benincasa

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