archivio2016

BIANCHI (All. portieri Primavera): “Ecco il nostro metodo di lavoro”

Donato Bulfon

L'allenatore dei portieri del Milan Primavera, Giorgio Bianchi, a Milan Channel, ha parlato del metodo di allenamento rossonero che sta dando tanti frutti.

L'allenatore dei portieri del Milan Primavera, Giorgio Bianchi, alla trasmissione Milan Next, in onda su Milan Channel, canale tematico rossonero, ha parlato del metodo di allenamento rossonero che sta dando tanti frutti.

I PORTIERI ROSSONERI E IL METODO DI LAVORO -  "Alla base di tutto c'è ovviamente un talento innato e su questo noi possiamo solo fare in modo che venga espresso. Dietro a questo talento c'è un grandissimo lavoro. Per fare il portiere del Milan bisogna lavorare tanto. I ragazzi fanno 3-4 ore di allenamento tutti i giorni dopo la scuola. Per poter pensare di giocare a questi livelli bisogna lavorare sotto l'aspetto fisico, sotto l'aspetto tattico e sotto quello tecnico. Grandi sacrifici che però portano a soddisfazioni come quelle date da Gigio Donnarumma, che sta avendo un rendimento altissimo in Serie A a 16 anni. Più in generale, noi suddividiamo la preparazione dei portieri in tre macro aree: l'aspetto fisico è curato in palestra attraverso esercitazioni in maniera statica e dinamica. C'è un grande dispendio di energie, ma vogliamo che il nostro portiere diventi un'atleta. Ci vuole continuità nel lavoro. L'aspetto tattico si basa sul concetto di ciò che vuole l'allenatore.  Sotto l'aspetto tecnico parliamo della vera e propria tecnica del portiere, ma anche degli stili di corsa per occupare meglio gli spazi nella situazione di fase di non possesso. Quella fisica è quella che va curata di più. I due Alessandro stanno lavorando moltissimo su questo aspetto, senza tralasciare gli altri".

LE DIFFERENZE TRA LE VARIE CATEGORIE - "Le differenze sono lievi a livelli di carichi tra le varie categorie, ma il metodo è lo stesso ed è esteso a tutto il settore giovanile rossonero attraverso colloqui con i vari allenatori dei portieri. L'unico grosso problema è che c'è un grosso gap da colmare tra Primavera e prima squadra. Sotto l'aspetto fisico non puoi competere con la prima squadra, il lavoro ti permette di compensare e arrivare a giocare a questi livelli. Al portiere devi dare delle conoscenze e farlo diventare un atleta. Altrimenti fanno la fine di tanti altri portieri che si sono persi nonostante avevano un grandissimo talento. E questa è responsabilità dei preparatori dei portieri".

I PORTIERI BRAVI CON I PIEDI -  "Costruire il gioco dal portiere e da dietro è un concetto identico a quello della prima squadra. Chiaro che nella Primavera c'è una richiesta maggiore, perchè si può anche considerare meno il risultato della partita e quindi preparare il portiere in vista della prima squadra".