Milan, Leonardo non ci sta: “La partita andava sospesa”

Milan, Leonardo non ci sta: “La partita andava sospesa”

A due giorni dall’eliminazione della Coppa Italia contro la Lazio il direttore dell’area tecnica del Milan Leonardo parla alla Gazzetta dello Sport

di Alessio Roccio, @Roccio92

ULTIME MILAN –  Dopo il duro comunicato pubblicato ieri dalla società rossonera, attraverso le parole del direttore dell’area tecnica Leonardo, il Milan alza la voce dopo i recenti episodi di razzismo che si sono registrati in occasione del match contro la Lazio. Il dirigente brasiliano ha parlato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’.

Innanzitutto due premesse: “Prima: non parlo perché abbiamo perso. La Lazio ha meritato la finale e ha vinto sul campo. Seconda: dopo la vicenda della maglia di Acerbi, noi siamo intervenuti per risolvere il caso, ma abbiamo evitato qualsiasi dichiarazione pubblica per favorire l’avvicinamento il più sereno possibile alla partita di Coppa Italia”.

Sull’episodio Kessie-Bakayoko: “Un grave errore che abbiamo riconosciuto subito. Ma è il solo episodio venuto alla luce al termine di una partita in cui c’è stato molto altro: insulti, provocazioni e rissa finale. Noi non abbiamo denunciato nulla. Abbiamo punito i nostri giocatori pubblicamente e ci siamo impegnati a ricucire. Abbiamo fatto in modo che Bakayoko e Acerbi si parlassero, la società si è mossa”.

Sulla scelta del Giudice Sportivo: “Prima ancora che si pronunciasse è stato curioso vedere come Giorgetti e Gravina abbiano commentato in modo duro il comportamento dei nostri giocatori e chiesto pubblicamente provvedimenti. Credo sia una cosa grave, no? Ma dopo gli insulti razzisti a Bakayoko e Kessie non ho visto la stessa reattività nell’intervenire e la stessa intransigenza. Giorgetti e Gravina dove sono finiti? E Salvini che se l’è cavata utilizzando la parola vergogna per esprimere il gioco del Milan, dovrebbe usarla per episodi molto più gravi”.

Era nell’aria che potesse accadere qualcosa: “Ovviamente, dato il precedente di campionato. Infatti alla vigilia, in maniera informale, abbiamo contattato tutte le componenti per condividere l’allerta. Federcalcio, Lega, vertici arbitrali, responsabili dell’Ordine Pubblico e abbiamo ripetuto appelli alla responsabilità dei calciatori. Siamo stati zitti noi e zitti loro. Non bastasse la mattina c’è stata la manifestazione a Piazzale Loreto: ci doveva essere massima attenzione per stroncare sul nascere ogni provocazione che portasse alla violenza”.

Sul match: “C’erano mille motivi per interrompere quella partita. E’ stato assurdo. Con le nuove norme bastava il primo coro per chiamare i giocatori al centro del campo e in caso di secondo coro sospendere la gara. E invece nulla, eppure i cori e gli ululati li hanno sentiti tutti. Se sono stati trasmessi due annunci con gli altoparlanti significa che erano ben udibili a tutti. Eppure sembra che Mazzoleni sia stato l’unico a non sentire e ha tirato dritto. A noi avevano garantito che sarebbero intervenuti in caso di cori razzisti. Non era una situazione a sorpresa. Mazzoleni aveva già vissuto la stessa scena con Koulibaly in Inter-Napoli, eravamo tranquilli. Doveva decidere lui, ma penso che in questi casi gli arbitri non debbano essere lasciati soli, ma aiutati”.

Leonardo pretende rispetto: “Il Milan ha 120 anni di storia e di valori. Non possiamo subire ciò che è accaduto mercoledì. Accettiamo la sconfitta, rifiutiamo gli alibi. Ma pretendiamo giustizia e rispetto”.

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