Shevchenko: “Milan, parte della mia vita. Mi piacerebbe allenarlo un giorno”

Shevchenko: “Milan, parte della mia vita. Mi piacerebbe allenarlo un giorno”

Andriy Shevchenko, attuale C.T. dell’Ucraina ed ex attaccante del Milan, ha parlato in esclusiva ai microfoni di ‘DAZN’: le sue dichiarazioni

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILANAndriy Shevchenko, classe 1976, ex attaccante del Milan (322 gare, 175 gol) ed attuale Commissario Tecnico della Nazionale Ucraina, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di ‘DAZN‘ nella quale ha parlato così della squadra rossonera e della possibilità, un giorno, di sedersi sulla panchina della compagine meneghina.

“Io ce l’ho un lavoro, sulla panchina della Nazionale, anche se il Milan fa parte della mia vita, ma in questo momento sono occupato. Rino, stai facendo un grande lavoro, continua così. Beh sicuramente un giorno mi piacerebbe allenare il Milan: sono legatissimo alla società e ai tifosi. Adesso quasi tutti i miei ex compagni fanno gli allenatori, molti hanno allenato il Milan: magari tocca anche a me una volta”.

Poi, su Gennaro Gattuso, Shevchenko ha aggiunto: “Rino ha sempre avuto qualità umane: da sempre di più per il gruppo, è un grande motivatore. Ha sempre avuto qualità personali importanti per essere allenatore. Non mi aspettavo che Rino diventasse un tecnico completo. Soprattutto vedendo lui all’inizio: molto emotivo, litigava con tutti, arbitri e giocatori … adesso lui è trasformato e regge bene il lavoro”.

La chiacchierata con Diletta Leotta è stata l’occasione anche per raccontare un aneddoto su Alessandro Costacurta, con cui si è sviluppata una grande amicizia extra campo. “Quella volta dopo due ore e mezza di allenamento, ero alla prima settimana al Milan, mi avvicinai a Billy Costacurta per chiedergli: quando inizia allenamento? Perché era tattica! Per me tattica era una passeggiata, pensavo che dopo avremmo fatto allenamento! Per cui davvero ho chiesto a Billy se poi sarebbe incominciato allenamento! Billy è un grande, ha riso e poi è andato a raccontarlo a tutti”.

Chiusura dedicata a qualche aneddoto sulla sua carriera: “Nella mia carriera mi sono sentito in un bunker parecchie volte. Uno dei momenti più difficili è stato il terzo anno al Milan, quando è arrivato Carlo Ancelotti. Io ho avuto un po’ di problemi fisici, poi quando ero pronto a tornare, la squadra stava andando bene con un altro schema, con una punta sola. Allora io son stato fuori per tre mesi, in quel momento è importante parlare con l’allenatore: Carlo mi motivava, mi spiegava che in quel momento non c’era spazio per me, ma sarebbe arrivato il mio momento e mi sarei dovuto tenere pronto. Dovevamo giocare una partita importantissima contro il Real Madrid, lui due giorni prima mi ha spiegato che avrei giocato, sottolineando quanto era importante quella partita: io mi son sentito pronto, motivato e abbiamo preparato partita benissimo, ho fatto gol, ho trovato più spazio, Carlo ha cambiato schema di gioco. Siamo passati alle due punte e anno dopo abbiamo vinto la Champions League”.

Intanto, però, a dispetto delle volontà di Sheva, il candidato principe a diventare allenatore del Diavolo, nella stagione 2019-2020, sembra essere un altro: per le ultime, continua a leggere >>>

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