MARCO VAN BASTEN

Van Basten e il Pallone d'Oro, foto Twitter
Van Basten e il Pallone d’Oro, foto Twitter

Profilo

Nome: Marco Van Basten

Data di nascita: 31 ottobre 1964

Luogo di nascita: Utrecht

Nazionalità: Olandese

Ruolo: Attaccante

 

Cenni Biografici

Marco  Van Basten nasce ad Utrecht il  31 ottobre 1964. Ritenuto uno dei migliori attaccanti in assoluto del calcio moderno, ha segnato oltre 300 reti in carriera, prematuramente conclusa in via ufficiale nel 1995 a soli  30 anni a causa di alcuni infortuni. E’ considerato un simbolo della formazione olandese dell’Ajax, con cui ha ottenuto trofei nazionali ed europei e, a partire dal 1987 sino alla data del ritiro, del Milan, club nel quale ha conquistato quattro titoli italiani oltre a trofei europei e intercontinentali. Van Basten è stato inoltre Campione d’Europa con la propria Nazionale nel 1988, risultando capocannoniere della manifestazione, ed ha vinto tre edizioni del Pallone d’oro (1988, 1989 e 1992). Terminata la carriera calcistica, l’olandese ha intrapreso con alterne fortune la carriera di allenatore.

 

Storia 

Marco Van Basten è giustamente considerato come uno dei centravanti più forti nella storia del Milan, se non il più forte. Tanti campioni e fuoriclasse hanno presidiato, prima e dopo di lui, le aree di rigore avversarie con i colori rossoneri, ma nessuno dotato dell’immensa classe che il fato ha riservato al Cigno di Utrecht.

Marco è figlio d’arte, cresce sui campi d’Olanda seguito dal padre, ma è Johan Cruyff, all’Ajax, ad esaltarne il talento eccezionale. Con i Lancieri di Amsterdam Van Basten vince titoli e coppe nazionali, domina per quattro anni consecutivi la classifica dei cannonieri sino a conquistare meritata fama internazionale, che culmina nella conquista della Coppa delle Coppe nel 1987.

Bello, aitante, bomber di razza: tutte qualità indispensabili per farsi notare dall’ambiziosissimo Milan di Silvio Berlusconi che, sul finire del 1986, lo ingaggia insieme all’eccentrico connazionale Ruud Gullit, allo scopo di rilanciare, sul piano dell’immagine e dei risultati, il Milan che verrà. Nell’estate del 1987 Marco approda a Milano: ha così iniziò una delle più belle storie calcistiche a tinte rossonere che si possano raccontare.

L’inizio è esaltante: Van Basten segna dispensando giocate di gran classe, ma la già malandata caviglia destra lo  tormenta e Marco deve stare fermo sei mesi per curarsi. Il ritorno sul campo coincide, non casualmente, con il decollo del Milan di Arrigo Sacchi nell’olimpo del calcio: due gol subito decisivi nella primavera del 1988 a suggellare l’undicesimo scudetto  nella storia del Milan. L’annus mirabilis prosegue con la conquista del titolo europeo con la Nazionale olandese: meravigliosa è la marcatura del 2-0 contro l’Urss, con un destro al volo di rara bellezza.

Van Basten è oramai una stella di prima grandezza del firmamento calcistico europeo, premiata a fine 1988 con il Pallone d’Oro. Nel giro di tre anni (dal 1989 al 1992), prima del lunghissimo stop per infortunio cui farà seguito l’amaro ritiro dal calcio giocato avvenuto nel 1995, Marco ed il Milan trionferanno in Italia, Europa e nel Mondo. Memorabile la Coppa dei Campioni del 1989, con il trionfo di Barcellona (due perle nel complessivo 4-0 finale) atteso da venti anni e celebrato da 90.000 deliranti supporters, cui seguiranno altri titoli con il Milan e personali.

Dopo aver vinto scudetti, Coppe Campioni, Intercontinentali ed essere stato premiato con altri due Palloni d’Oro a suggello delle sue qualità di bomber tanto elegante quanto implacabile e nel pieno della maturità calcistica, Van Basten è costretto a fermarsi per oltre due anni per gravi disordini alla caviglia destra. Le cure e gli interventi non danno l’esito sperato e così, due giorni dopo Ferragosto del 1995, nella Sala dei Trofei della sede del Milan, l’olandese è costretto ad annunciare mestamente l’addio al calcio.

 

Caratteristiche:

Centravanti moderno, con considerevole abilità nel gioco aereo e con doti acrobatiche non comuni, si contraddistingue per le eccellenti proprietà di palleggio, tali da consentirgli una costante partecipazione alla manovra e realizzazioni di ottima fattura.

 

Palmares:

Ajax: 3 Campionati olandesi (stgg:  1981-1982, 1982-1983, 1984-1985); 3 Coppe d’Olanda ( 1982-1983, 1985-1986, 1986-1987); 1 Coppa delle Coppe (1986-87);

Milan: 4 Campionati italiani (1987-88; 1991-92; 1992-93; 1993-94);  4 Supercoppe d’Italia (1988; 1992; 1993; 1994); 3 Coppe dei Campioni (1988-89; 1989-90; 1993-94); 2 Coppe Intercontinentali (1989; 1990); 2 Supercoppe europee (1989; 1990)

Nazionale Maggiore: 1 Campionato Europeo (1988)

Personale:

Capocannoniere dei campionati  olandese ( 1984 – 1985 – 1986, con riconoscimento Scarpa d’oro – 1987),  italiano (1990 – 1992) e del Campionato d’Europa per nazionali (1988);

3 Palloni d’Oro (1988; 1989; 1992);

Trofeo Bravo (1987);

Calciatore dell’anno World Soccer (1988; 1992);

Eletto FIFA World Player nel 1992;

Inserito nella lista World Soccer dei “Migliori calciatori del XX secolo” (1999, 9. posizione);

Inserito nella lista IFFHS dei  “Migliori calciatori del XX secolo” (2000, 12. posizione);

Inserito nel FIFA 100 (2004, classifica relativa ai più grandi calciatori viventi);

Inserito nella Hall of Fame del Calcio Italiano (2012, categoria Giocatore Straniero).

 

Statistiche

Club: Ajax (anni 1981/87):  Campionato e coppa nazionale, 155 presenze, 141 reti; Coppe europee, 17 presenze, 11 reti; complessivo con Ajax: 172 presenze, 152 reti

Club:  Milan (anni 1987/1995):  Serie A, 147 presenze, 90  reti; Coppa Italia:  22 presenze, 13 reti; Coppe Europee ed altre Coppe: 32 presenze, 22 reti; complessivo con Milan: 201 presenze, 125 reti

Nazionale Maggiore (anni 1983/1992): 58 presenze, 24 reti

 

Curiosità

Marco Van Basten è stato più volte paragonato, per la naturale eleganza mostrata sui campi di calcio, ad artisti e poeti di sublime grandezza. Eppure, seppur conscio dei suoi mezzi e delle sue qualità, è sempre restato uomo di rara concretezza. Ad esempio, dopo la quaterna al Göteborg, impreziosita da un gol in rovesciata che esalta pubblico e stampa di tutto il mondo, Marco afferma semplicemente di aver giocato “una buona partita con buoni gol”.

Il giorno dell’addio al calcio, mentre Adriano Galliani lo paragona, per grandezza e genialità a Leonardo da Vinci, Van Basten si mostra una volta ancora semplice e concreto: non vi faccio perdere tempo, è solo che smetto di fare il calciatore, questo il sunto della conferenza stampa.

Marco Van Basten è stato un esempio – oramai difficilmente replicabile nel calcio moderno  – di serietà e pragmatismo, di sobrietà e senso della misura.

Enrico Maggioni