MILAN, I CONSIGLI DEL TRAP. GIUSTO SEGUIRLI?

MILAN, I CONSIGLI DEL TRAP. GIUSTO SEGUIRLI?

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Giovanni Trapattoni ha scritto la storia, in campo e in panchina, del calcio italiano. Con la maglia del Milan ha vinto due Coppe dei Campioni, le prime rossonere, in panchina, in particolar modo su quella dell’Inter, ha vinto lo Scudetto dei Record. Ora, dopo anni da girovago della panchina in Europa, il Trap ha voluto dare dei consigli al Milan a proposito del mercato: “Sì a Ibra; no a Romagnoli per 25 milioni, meglio un parametro zero; conta solo il risultato e non il bel calcio; non spendere solo nel reparto offensivo”. Consigli che arrivano da chi ha vinto tanto in passato. Ma tutti da seguire?

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (fonte foto: galleryhip.com)
1) IBRAHIMOVIC – Da prendere. Assolutamente. Per un rilancio nell’immediato non c’è giocatore più decisivo di Zlatan Ibrahimovic. Vincente da sempre, lo svedese ha perso un solo Scudetto, nel suo secondo anno di Milan con Allegri in panchina. Ma con il killer dei campionati il nome del Milan tornerebbe a fare paura a tutti in Serie A. Inoltre, fa rendere al meglio i propri compagni (chiedere a Nocerino).   
Alessio Romagnoli
Alessio Romagnoli, difensore della Roma (Fonte: www.calcionews24.com)
2) ROMAGNOLI – Ecco, qui ci sentiamo di dissentire caro Trap. Romagnoli è il futuro, insieme a Rugani, della difesa italiana. Pur non brillando oggi contro il Manchester City, in un anno alla corte di Mihajlovic è cresciuto molto. E in coppia con il serbo, il difensore della Roma potrebbe continuare il suo processo di crescita, garantendo al Milan un difensore pronto per i prossimi 10 anni. I parametri zero, la storia recente insegna, sono solamente nocivi. Esempi? Alex, che percepisce un ingaggio importante, è stato più volte in infermeria che in campo. Mexes fino allo scorso anno aveva lo stipendio più alto della rosa, ma le prestazioni sono sempre state all’altezza. La strada giusta, seppur difficile, è quella che porta a Romagnoli; non quella semplice dei parametri zero. 
Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic, tecnico rossonero (fonte foto: acmilan.com)
3) CONTA SOLO IL RISULTATO – Alla Juventus dicono: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Negli almanacchi rimarrà chi alza i trofei. Ma il Milan, come continua a ripetere il presidente Berlusconi dal giorno del suo insediamento nel lontano ’86, ha una mission differente: vincere imponendo il proprio gioco, cercando di essere padrone del campo. E dopo anni bui sia a livello di prestazioni che di risultato, i tifosi rossoneri si “accontenterebbero” del bel gioco. Senza dimenticare che al Milan, bel gioco e successi sono sempre andati a braccetto.  
Axel Witsel
Axel Witsel, centrocampista dello Zenit (fonte foto: www.calcioworld.it)
4) INVESTIMENTI IN DIFESA E CENTROCAMPO – D’accordo. Luiz Adriano e Carlos Bacca, non bastano.  Servono un difensore (se non due) e un centrocampista di livello internazionale. Romagnoli e Witsel per intenderci. Nomi che il Milan segue. E continuerà a seguire fino alla fine del mercato.

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