Terremoto al Milan dopo il repulisti del 25 maggio: Zlatan Ibrahimović si affida a Rafaela Pimenta per portare in panchina Arne Slot. Tutti i nodi economici sul possibile approdo del manager olandese sulla panchina rossonera
Esplode la guerra fredda in casa Milan dopo il terremoto societario di lunedì 25 maggio, giorno in cui la proprietà RedBird ha operato un radicale azzeramento del vecchio management. Il club rossonero si trova oggi spaccato a metà, diviso tra due correnti di pensiero opposte che lottano per definire la nuova area tecnica e la guida per la stagione 2026-2027.
La fazione Cardinale-Calvelli: la rivoluzione tedesca con Rangnick
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Da un lato si posiziona la linea prettamente aziendale guidata dal proprietario del club rossonero Gerry Cardinale e Massimo Calvelli, quest'ultimo uomo di fiducia di RedBird e attuale amministratore delegato facente funzione nel Milan. L'obiettivo della proprietà è ottenere il benestare di Ralf Rangnick, a cui è stata offerta la direzione tecnica totale del club. La mappa del tecnico tedesco per la panchina prevede due opzioni chiare:
La controffensiva di Ibrahimović: la regia di Rafaela Pimenta
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Dall'altro lato della barricata si schiera Zlatan Ibrahimović. Il Senior Advisor di RedBird rifiuta per ora categoricamente l'opzione Rangnick, conscio che l'accentramento dei poteri preteso dal tedesco lo svuoterebbe di ogni reale influenza sportiva. Per evitare il ridimensionamento, Ibra sta tessendo una fitta rete diplomatica dietro la sapiente regia di Rafaela Pimenta, l'avvocatessa che ha ereditato l'impero di Mino Raiola e da sempre vicina allo svedese.