Paolo Scaroni: Eni, Berlusconi, Elliott e San Siro. Chi è il presidente del Milan

Paolo Scaroni: Eni, Berlusconi, Elliott e San Siro. Chi è il presidente del Milan

Curriculum, carriera, news e dichiarazioni sull’attuale presidente rossonero. Ecco chi è e cosa ha fatto il banchiere ed alto dirigente vicentino. A lui il dossier stadio: Meazza o nuovo impianto?

di Redazione
Paolo Scaroni Milan

LA SCHEDA

Nome: Paolo Scaroni

Luogo e data di nascita: Vicenza, 28 novembre 1946

 

BIOGRAFIA E CARRIERA PROFESSIONALE

Si laurea in Economia e Commercio all’Università Bocconi nel 1969, del cui International Advisory Council è tuttora membro, inoltre consegue un master in Business Administration presso la Columbia University di New York nel 1973. E’ sposato con Francesca Zanconato e ha tre figli: Clementina (1974), Bruno (1977) e Alvise (1986).

 

Comincia la sua attività professionale nella società di consulenza aziendale McKinsey. Nel 1973 lavora per il gruppo Saint-Gobain di cui, nel 1978, diventa presidente della divisione vetro a Parigi. Dal 1985 al 1996 è poi vicepresidente e amministratore delegato della Techint. Dal 1997 al 1999 ha la sua prima esperienza alla guida di una squadra di calcio: è infatti presidente del Vicenza. Nel frattempo è diventato amministratore delegato di Pilkington, carica che ricopre dal 1996 al 2002, anno in cui il secondo governo Berlusconi lo nomina amministratore delegato dell’Enel. All’Enel lavora per una maggiore focalizzazione sul core business energetico e sotto il suo mandato c’è anche la cessione di Wind.

 

Nel 2005 passa all’Eni, sempre come amministratore delegato: sotto di lui nel 2006 raggiunge fatturato e profitti da record anche grazie all’elevato prezzo del petrolio e dell’inverno rigido. Con Eni la sua politica gestionale è identica a quella utilizzata con Enel. E’ consigliere di amministrazione di Generali, vicepresidente non esecutivo del London Stock Exchange Group e consigliere di amministrazione di Veolia Environnement, inoltre è nel board of overseers della Columbia Business School di New York e in quello della Fondazione Teatro alla Scala. Dal 2014 è vicepresidente di Rothschild.

 

L’APPRODO AL MILAN E I CONTRASTI CON L’EX A.D. FASSONE

 

Il 14 aprile 2017 entra nel consiglio di amministrazione del Milan dopo la cessione del club da Fininvest all’imprenditore cinese Li Yonghong. Il 21 luglio 2018 viene nominato presidente dei rossoneri dopo il passaggio di proprietà dall’inadempiente Li Yonghong al fondo d’investimento americano Elliott Management Corporation. È anche amministratore delegato ad interim del Milan fino al 5 dicembre 2018, quando viene nominato Ivan Gazidis. Il 18 Febbraio 2019 il Vicenza fa sapere che Scaroni diventa socio della società.

 

TANGENTI ALGERIA, SCARONI ASSOLTO

 

Il Tribunale di Milano ha assolto l’ex amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. L’attuale presidente del Milan era uno degli imputati nel processo per una presunta corruzione internazionale in Algeria finalizzata a far ottenere a Saipem (partecipata di Eni) contratti in Algeria e per presunte irregolarità nell’acquisto della società canadese First Calgary Petroleums Ltd da parte di Eni nel 2008. Per i contratti di Saipem, Scaroni è stato assolto “per non aver commesso il fatto” e per il caso First Calgary “perché il fatto non sussiste”. (19 settembre 2018)

 

NUOVO STADIO O SAN SIRO RISTRUTTURATO?

 

Una delle prime e principali missioni del presidente rossonero Paolo Scaroni è sicuramente la questione stadio. L’ex AD di Enel ed Eni ha concentrato molto del suo tempo sull’individuazione di una soluzione condivisa con l’Inter al “problema San Siro”. Il vecchio Meazza non rappresenta un’adeguata fonte di incassi per le due squadre milanesi, incapace di vivere h24, 365 giorni l’anno come i più moderni stadi poli-funzionali. Due le possibili soluzioni inizialmente individuate da Scaroni e dal fondo Elliott: rimodernare San Siro oppure costruire un impianto nuovo, ex novo.

Entrambe le soluzioni hanno pro e contro: San Siro, la Scala del calcio, come viene anche chiamato, è un monumento del calcio italiano, uno delle principali attrazioni turistiche nei tour milanesi. Romanticamente impossibile da abbattere, il Meazza avrebbe però tempi lunghi e costi alti di ristrutturazione. Per contro, un impianto nuovo avrebbe costi definiti e previsioni di introiti superiori, ma anche meno fascino agli occhi dei più romantici e nostalgici.

Questo il pensiero di Scaroni, espresso in conferenza stampa:

“Gli stadi sono fuori dal Fair Play Finanziario. Di advisor ne abbiamo una quantità. Noi italiani e noi milanesi siamo rimasti indietro a livello di stadi. Inghilterra, Spagna e Germania hanno già fatto le cose che dobbiamo fare. Questo ci permette di copiare le eccellenze. Non dobbiamo inventarci come accogliere le famiglie. Al Bernabeu ci sono sette ristoranti. La Juventus l’ha fatto in tempi recenti. Noi Milano, capitale del calcio mondiale, dobbiamo prendere le esperienze migliori e metterle nel nostro stadio. Abbiamo presentato un progetto, non ci sarà solo lo stadio, ma anche altre situazioni. Abbiamo presentato una proposta complessiva. Le due ipotesi sono la costruzione di uno stadio nuovo o l’ammodernamento San Siro. Ogni ipotesi ha pregi e difetti, ma il nostro obiettivo è quello di dare uno stadio di grande livello a Milano, che faccia della città la capitale del calcio. Forse costruendo un nuovo impianto potrebbe essere più facile, ma ci sono anche ristrutturazioni di livello come per esempio lo stadio di Anfield. Nei prossimi mesi ne sapremo di più. Abbiamo lanciato il progetto insieme all’Inter, è stata una mia idea, mi prendo io il merito. A differenza di Roma, dove laziali e romanisti si odiano, a Milano non è così. Se l’Inter gioca in Champions, tifo per i nerazzurri. A Milano non c’è questa antitesi per fortuna. Ci siamo lanciati nel progetto stadio, in cui credo moltissimo e sono convinto che avremo il miglior stadio del mondo”

SCARONI: “SAN SIRO? NON ESCLUDO UN ADDIO”

 

IPSE DIXIT

“La Juventus è un modello, certo. Ma lo dico anche se Agnelli non condividerà: vincere sette scudetti di fila è un bellissimo record, ma ormai i titoli nazionali perdono peso in favore delle competizioni europee. In Cina o in Brasile guardano le coppe più che i campionati. Per questo preferisco un Milan qualificato tre volte in Champions piuttosto che vincere uno scudetto”. (Scaroni sull’importanza economica di una qualificazione in Champions League)

 

SCARONI: “LA CHAMPIONS COME UNO SCUDETTO”

 

“Nel calcio ci sono due montagne da scalare contemporaneamente, quella sportiva e quella economica: sono intrecciate e tenute insieme dal Fair play. Il ragionamento è complessivo e deve portare a cambiare le logiche di espansione del nostro campionato. Dobbiamo guardare all’Oriente e in America, perché per riportare qui i grandi campioni tutto passa dall’audience mondiale. Il Milan potrebbe essere avvantaggiato: è il club italiano con il maggior numero di tifosi sparsi nel pianeta. Non vogliamo restino vecchi signori che ricordano vecchie glorie, vogliamo tornare a livelli economici e sportivi eccellenti”. (Scaroni sui futuri obiettivi del Milan, posti dal fondo Elliot)

 

“Sul fatto che nel periodo tra il 2014 e il 2017 la società abbia violato i vincoli del Financial Fair play entrambe le parti concordano. Va solo stabilita una sanzione proporzionata alla colpa, come ha chiesto il Tas di Losanna. L’analisi del bilancio futuro è uno step successivo”. (Intervista alla Gazzetta dello Sport)

(di Massimiliano Valle)

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