‘Saranno Famosi’ a Crema con Galli, Abbiati e Plizzari

Al teatro San Domenico di Crema, il convegno ‘Saranno Famosi’ con la partecipazione di Christian Abbiati ed Alessandro Plizzari: scatti e dichiarazioni

Questa mattina, intorno alle ore 9:30, presso il teatro ‘San Domenico’ di Crema, ha avuto luogo il convegno ‘Saranno Famosi, la strada verso il successo’ organizzato dal Trofeo Dossena, in collaborazione con A.C. Milan e La Gazzetta dello Sport. Ospiti i portieri rossoneri, Christian Abbiati e Alessandro Plizzari, cremasco doc e numero uno della formazione Primavera, accompagnati dal responsabile del Settore Giovanile rossonero Filippo Galli e da altri esperti dello staff del Milan, tra cui il tutor Alessandro Bolis. L’incontro si è svolto alla presenza degli studenti delle scuole superiori di Crema ed è stato moderato dai giornalisti Nicola Cecere e Luca Bianchin.

Filippo Galli ha dichiarato: “Poco prima dei 16 anni sono arrivato al Milan. Ho sempre messo la scuola al primo posto ed ho fatto sempre sacrifici per lo studio. Sono sempre stato tifoso rossonero. Mi ha aiutato a crescere unire l’impegno scolastico e quello dell’allenamento. Facevo la scuola serale e poi al mattino studiavo, poi prendevo il pullman a Piazzale Lotto per allenarmi e poi andavo a scuola. La passione e la voglia aiutano a superare i sacrifici: sono arrivato a laurearmi”. Ed ancora, alla domanda sul come ha fatto a risorgere più volte dagli infortuni, il responsabile del Settore Giovanile del Milan ha risposto: “Mi sono sempre impegnato. Mi sono sempre allenato e ho sempre lavorato. Ho avuto la fortuna di rimare freddo e di lavorare con parsimonia. Noi adulti dovremmo essere in grado di tirar fuori il talento dei ragazzi. Farli capire che hanno talento e di dimostrarlo in campo. Gli adulti, dagli allenatori in poi, sono molto importanti. La più importante è la famiglia che deve essere educata ad educare i figli a dimostrare il talento”. “I giovani – ha sottolineato Galli – vanno stimolati, e non bisogna avere paura di lanciarli: gli esempi? Donnarumma e Plizzari”. Galli ha quindi evidenziato come lo sport sia importante per il gruppo, ma non solo: “È importante per educare al rispetto delle regole. Si parla di gruppo non perché ci siano degli obiettivi da raggiungere insieme, ma come amici, persone da tenere affianco durante la vita di tutti i giorni. Che servono per crescere molto a livello individuale. Il Milan è prima una famiglia, poi una squadra”. Galli, sollecitato dalle domande dei ragazzi presenti al teatro di Crema, ha raccontato un aneddoto del suo passato da calciatore, durante il quale si divertiva a fare degli scheri ai compagni, ed ha raccontato dello scherzo del pescespada a Sebastiano Rossi che si vantava di essere un grande pescatore. “Abbiamo messo la testa di pesce sotto il letto: dovevate vedere la faccia di Seba!”. A proposito di portieri, Galli ha rimarcato come, oggi, debbano “essere bravi sia a parare che a gestire il reparto difensivo e con i piedi. Bravi Gigi (Donnarumma, n.d.r.) e Alessandro (Plizzari, n.d..r) a tenere i piedi per terra e non a perdere la testa. Ora i portieri devono essere molto bravi con i piedi per via degli schemi tattici studiati così. Al Milan si allenano con i piedi ed è molto importante, ma gli schemi non sempre considerano questa tattica”. Il responsabile del Settore Giovanile del club di Via Aldo Rossi si è anche soffermato sul calcio femminile: “L’Italia sta cominciando ora ad accrescere quel settore. Manca la cultura e bisogna mettere le basi”, ha detto Galli. In merito la possibilità di avere le ‘squadre B’, Galli ha detto di preferire una seconda squadra dove poter seguire i propri giocatori mentre dell’attuale momento del Milan non ha detto: “Non è questione soltanto di giocatori, ma di progetto. Ora qualcosa c’è e stiamo tornando a fare bene. Ringraziamo Mihajlovic per il percorso fatto fino a qui e che ci ha portato alla finale di Coppa Italia. C’è ancora speranza di far bene anche in campionato. Il Settore Giovanile è molto importante e stiamo portando avanti un bel progetto”. Chiusura dedicata al suo Milan, quello degli anni Ottanta e Novanta: “ A chi sono rimasto legato del mio Milan? Baresi, Tassotti. I compagni sono sempre delle risorse. Van Basten, Rjikaard e Gullit grandi giocatori che hanno aiutato il gruppo”.

Christian Abbiati ha ricordato come, all’età di 16 anni, facesse il panettiere per aiutare la famiglia. Dividevo la giornata tra lavoro e allenamenti. Andai a lavorare da un amico. Mi sono fatto la gavetta e poi mi sono ritrovato in questo ambiente stupendo. Dopo 20 anni di Milan sono la mia seconda famiglia. Guai chi mi tocca i colori rossoneri. Devo tutto al Milan. Iniziavo alle 6.30 al lavoro poi alle 12.30 andavo agli allenamenti a Monza. Sono contento dei sacrifici che ho fatto. Sono stati ripagati. Bisogna avere obiettivi nella vita, ma solo con sacrificio, rispetto ed educazione si raggiungono”. Il veterano portiere rossonero ha ricordato il suo esordio in campionato, dopo l’espulsione di Sebastiano Rossi contro il Perugia nella stagione 1998-99, rammentandolo con piacere, e ricordando come avesse continuato per un po’ anche a lavorare prima di dedicarsi anima e corpo alla porta. “Scuola? Ho smesso subito per via di problemi famigliari. Portavo a casa i soldi. I sacrifici? Sono importantissimi. Io non andavo a ballare con amici. Rosicavo ma ho avuto molte soddisfazioni con tanto lavoro”. Con lo sport, ha detto Abbiati, è diventato “uomo e responsabile”, ed ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato “provandoci sempre ed arrendendosi mai”. “Ho visto molti ragazzi che avevano un talento esplosivo, ma che non avevano la testa”, ha sottolineato l’ex Juventus, Torino ed Atlético Madrid, il quale, poi, non ha esitato a definirsi una persona introversa. Ciò, però, non gli ha impedito di fare amicizia nel mondo del calcio, in particolare con Gennaro Gattuso e Cristian Brocchi: “Fa strano averlo come allenatore visto che eravamo compagni di squadra fino a poco fa – ha sorriso l’estremo difensore -: ero in camera con lui e Gattuso. Guai a chi me li tocca. Sono molto legato a loro”. E di Balotelli, che ne pensa? “Tipo un po’ matto, ma è un bravo ragazzo, ed ha un grande potenziale: faccio il tifo per lui”. Le parate alle quali Abbiati, in carriera, è rimasto più legato sono, per difficoltà tecnica, quella su Christian Bucchi in Perugia-Milan 1-2 del 1999 valsa lo Scudetto ai rossoneri, e, per importanza, quella su Mohamed Kallon in Inter-Milan 1-1 semifinale di Champions League nel 2003. Ora, però, la sua carriera volge al termine: “Se smetto a 40 anni? Vediamo”.

Alessandro Plizzari, classe 2000, durante il convegno è stato insignito del premio ‘Crema Città dello Sport 2016’, ed è stato più volte chiamato in causa dai suoi concittadini. “Al convitto al Milan all’inizio era difficile, mi mancava la famiglia. Sono entrato al Milan a 5-6 anni. La mia vita è più difficile rispetto ai coetanei, andare via di casa è stato complicato, ma torno a casa ogni 2-3 settimane Ho fatto tanti sacrifici perchè ora vivo fuori casa e mi facevo i chilometri per andare all’allenamento”, ha commentato all’inizio del convegno. Plizzari ha voluto lanciare un messaggio agli adolescenti che si avvicinano al calcio: “Datevi degli obiettivi, e cercate di raggiungerli”, e spiegato, sorridendo, come provi delle emozioni forti ad allenarsi con campioni del calibro di Abbiati. Ma anche Gigio Donnarumma: “È un grande portiere. Madre natura lo ha baciato. Un grande fisico e potenziale”, il parere di Plizzari, il quale, poi, ha descritto la sua settimana tipo: “Mi alleno e studio con i tutor e poi ogni tanto ho il giorno libero dove torno a casa. Crema è Crema! Ho la mia famiglia, i miei amici, e la ragazza: avere la ragazza aiuta a crescere, portare avanti un rapporto duraturo a distanza aiuta molto. Io non sono un ragazzo a cui piace far casino quindi non invidio i ragazzi che fanno casino”.

dal nostro inviato al teatro ‘San Domenico’ di Crema, Edoardo Lanzi

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