INZAGHI VEDE IL SUO MILAN CRESCERE: MA C’E’ ANCORA UN DIFETTO

INZAGHI VEDE IL SUO MILAN CRESCERE: MA C’E’ ANCORA UN DIFETTO

Filippo Inzaghi, allenatore Milan
Filippo Inzaghi (fonte foto: www.giornalettismo.com)
La vittoria di ieri del Milan a Verona, contro l’Hellas, è stata molto importante, per diversi motivi. Su tutti la classifica che vede il Milan saldamente al quarto posto, ad un punto dalla Sampdoria e con un certo vantaggio su tutte le altre concorrenti per un posto in Champions League. Altro aspetto importante è stato aver esorcizzato la “fatal Verona” che, oltre agli incubi del ’73 e del ’90, pesava anche per la sconfitta della scorsa stagione. Il motivo più importante per sorridere probabilmente è un’altro, però. Il Milan, dopo la pausa per le Nazionali e privo di giocatori chiave come De Jong e Menez, rischiava di presentarsi al Bentegodi in fase di rodaggio, invece ieri si è vista una squadra motivata, spesso compatta e che ha fatto progressi sotto il piano del gioco, risultando più propositiva in fase di possesso palla.El Shaarawy, chiamato al riscatto, ha fatto il suo, Honda è stato un cecchino infallibile e persino Essien, che aveva l’arduo compito di sostituire De Jong “l’insostituibile” non ha sfigurato, pur senza giocare una partita da antologia. Tutto rose e fiori allora? Non proprio, la difesa non certo stata impeccabile e il gol subito, nonostante sia arrivato a fine partita e sul 3-0, è un segnale da non sottovalutare. Abbiati al termine della gara è stato chiarissimo: “Subisco ancora troppi tiri, questione di atteggiamento” ha tuonato e se lo dice lui, che ha la possibilità di vedere il lavoro dei compagni da posizione più che privilegiata, c’è da credergli. Nonostante i passi in avanti la retroguardia rossonera concede troppo agli avversari e spesso è distratta e il gol subito ieri è un chiarissimo esempio in questo senso. L’apporto di Alex e il miglioramento costante della condizione di Rami hanno aiutato non poco, ma i cali di tensione costano carissimo, soprattutto se la squadra si sbilancia troppo in avanti. Inzaghi allora dovrà ancora lavorare e tanto, sia sulla testa dei giocatori, sia sulla tattica per cercare di sistemare quello che fino ad oggi è l’unico punto debole di una squadra che si ha conquistato posizioni importanti a suon di gol.

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