RUUD GULLIT

Ruud Gullit Milan
Ruud Gullit, al Milan dal 1987 al 1994

MILAN, CAMPIONI ROSSONERI: LA HALL OF FAME

RUUD GULLIT

 

PROFILO

Nome: Ruud Dil Gullit

Data di nascita: 1 Settembre 1962

Luogo di nascita: Amsterdam

Nazionalità: Olandese

Ruolo: Centrocampista offensivo

VIDEO – RUUD GULLIT, GOL E GIOCATE AL MILAN

CENNI BIOGRAFICI

Ruud Gullit nasce ad Amsterdam il 1 settembre 1962.

Centrocampista offensivo di grande fisicità, è uomo simbolo della rinascita rossonera targata Berlusconi.

Con i colori rossoneri vince tre scudetti oltre a numerosi trofei in Europa e nel mondo; Pallone d’Oro nel 1987, è capitano della nazionale olandese Campione d’Europa del 1988.

Esaurita la carriera rossonera e blucerchiata con la Sampdoria, Gullit emigra in Inghilterra dove termina il suo percorso da calciatore e intraprende, con alterne fortune, in varie parti del mondo, la carriera di allenatore. Ora è anche commentatore e presentatore tv.

 

STORIA

Ruud Gullit è stato un’icona del Milan e del calcio italiano a cavallo tra gli anni 80 e 90.

Ha rappresentato il primo grande acquisto internazionale di Silvio Berlusconi che, nell’estate 1986, ne ammira personalità e fisicità a Barcellona nel Trofeo Gamper cui il Milan partecipa da comprimario.

Gullit è il leader e l’uomo immagine  che serve a Berlusconi per risollevare, nell’estate 1987, le sorti tecniche del Milan e recuperarne visibilità sul palcoscenico del calcio italiano.

Del primissimo Milan di Sacchi, Ruud è l’eccentrico valore aggiunto: il tecnico di Fusignano, seppur votato a rigidi schemi tattici, comprende che il talento dell’olandese non può essere soffocato e così Gullit esplode la sua potenza diventando, a seconda delle occasioni e delle necessità, centrocampista, ala, centravanti.

Sempre con esiti irresistibili, tant’è che nella stagione 1987-88 Gullit trascina letteralmente il Milan alla conquista dell’undicesimo titolo nazionale, realizzando reti di splendida fattura e confermandosi uomo squadra di sublime qualità.

Le peculiarità del Tulipano Nero, già emerse in Olanda, sono ora sotto gli occhi di tutti: a fine 1987 Gullit è miglior giocatore d’Europa. La conquista del Pallone d’Oro, oltre a rappresentare motivo d’orgoglio per il talento olandese e tutto il popolo rossonero, fa da volano alle ambizioni di Gullit che nell’estate 1988, insieme con il formidabile Van Basten, compagno di successi al Milan,  guida la nazionale olandese alla conquista del primo trofeo continentale.

Nella stagione successiva 1988-89 il duo orange milanista diventa un trio: Gullit convince Rijkaard a raggiungerlo al Milan e la formazione rossonera si lancia nella splendida cavalcata continentale che culmina con l’epica notte di Barcellona, in cui la stella di Ruud brilla con due delle quattro reti milaniste a conquista della Coppa dei Campioni. Indimenticabile la prima marcatura, che rappresenta il sigillo della leadership di Gullit e l’emblema della felicità con cui Ruud contagia i tifosi. Nella storia rimane scritto, però, anche il 5-0 rifilato al grande Real Madrid. Rivivi quella serata magica di San Siro nel video qui sotto:

 

Ruud Gullit vive con alti e bassi le successive quattro stagioni rossonere. Infortuni costanti e clamorosi ritorni, momenti di stallo e gol –  come quello fondamentale siglato nel 1993, contro l’Inter nel derby di ritorno, per spezzare il tentativo di rimonta in classifica dei nerazzurri -, il campione olandese è ancora uno dei simboli  del Milan con il quale vince due scudetti, una Coppa dei Campioni e altri trofei.Il grande amore si interrompe nell’estate 1993: Gullit si rende conto di non essere più l’unico idolo della tifoseria, passando così alla Sampdoria e diventandone leader e goleador. La classica nostalgia canaglia riporta Ruud al Milan ma i tempi sono cambiati: Gullit non può essere più protagonista e, dopo un frettoloso ritorno a Genova, il Tulipano Nero spende le ultime energie di una entusiasmante carriera in Inghilterra, al Chelsea, in tempo per mostrare gli ultimi sprazzi di una classe immensa.

Gullit diventa anche tecnico dei londinesi con i quali conquista, nel 1997, prima volta per un allenatore così giovane e non britannico, la Coppa d’Inghilterra.

 

CARATTERISTICHE

Ruud Gullit incarna alla perfezione il modello di calciatore universale tipico della scuola olandese e tanto caro ai canoni del calcio moderno.

La prorompente fisicità, unita ad una intelligenza calcistica fuori dal comune, fanno del campione, di volta in volta, eccellente difensore centrale, inarrivabile centrocampista offensivo, vigoroso attaccante centrale.

Gullit accompagna una irresistibile capacità di progressione ad un notevole stacco di testa oltre ad una buona tecnica di base.

 

LA LITE GULLIT-CAPELLO

Ruud Gullit il 28 Novembre 1992 venne alle mani con Fabio Capello, suo allenatore, dopo un’accesa discussione avvenuta in seguito ad una sua esclusione dai titolari di Juventus-Milan di campionato. L’anno dopo venne ceduto alla Sampdoria. Il ricordo dell’accaduto in questo video:

 

CURIOSITA’

Il suo soprannome era Il Tulipano Nero. 

La particolare capigliatura con le treccine rasta lo rendono particolarmente somigliante al mitico cantante Bob Marley: ed è proprio attraverso la musica che Ruud, con l’aiuto del gruppo dei Revelation Time, riesce a veicolare messaggi anti razzisti.

Fa clamore la dedica del Pallone d’Oro 1987 a Nelson Mandela, all’epoca simbolo della lotta all’apartheid in Sudafrica; per cercare di smuovere le coscienze, sensibilizzandole al tema, Ruud incide  il singolo “South Africa”.

Le treccine diventano un vero e proprio cult: a San Siro si vendono migliaia di cappellini con i finti capelli di Gullit, da indossare sugli spalti e sventolare in occasione delle innumerevoli prodezze del campione olandese. Un precursore rispetto alle successive parrucche dei ‘capelloni’ Valderrama, Fellaini ecc..

E le trecce irrompono come simbolo di successo anche nel campo della pubblicità: Gullit, vera e propria icona glamour, è nel 1989  tra i primissimi calciatori a prestarsi a spot pubblicitari. In particolare, resta nella storia quella in cui si mette alla guida di un’utilitaria.

La prestanza fisica, il sorriso beffardo, l’enorme simpatia fanno di Gullit, oltre che sportivo apprezzato, un eroe del popolo femminile. Ruud ama le donne e ne è costantemente ricambiato. Tre matrimoni, innumerevoli flirt, Ruud è protagonista dei rotocalchi pronti a coglierne ogni avventura sentimentale.

Secondo un divertente aneddoto recentemente svelato da Sacchi, il sesso è così importante per Gullit che, sollecitato dal presidente Berlusconi ad un mese di astinenza alla vigilia delle finale di Coppa Campioni del 1989, Ruud risponde con la consueta disarmante semplicità affermando che…. con gli attributi pieni lui non riesce a correre! Ecco il video in cui Sacchi spiega l’accaduto

 

Ruud è stato personaggio di culto ed innovatore anche in Inghilterra, assumendo l’origjnale ruolo di allenatore-giocatore, con pieni poteri di mercato, nella sua esperienza al Chelsea. Dopo un periodo di adattamento, Gullit vive a Londra una seconda giovinezza calcistica e non solo; stadi pieni e testa sgombra, Ruud segna e fa segnare. La sua strepitosa capacità di adattamento è ancora una volta apripista a grandi cambiamenti: grazie a lui gli inglesi cominciano  a vincere le proverbiali diffidenze calcistiche  verso gli stranieri.

La bella vittoria in Coppa d’Inghilterra nel 1997 lo catapulta nella storia del calcio inglese: Gullit è il  più giovane tecnico a conquistare questo trofeo nonché il primo senza nazionalità britannica. La lunga esperienza di calciatore, manager e commentatore per le TV di tutto il mondo hanno certamente consentito a Gullit  di maturare grandi conoscenze tecnico–tattiche.

Nel suo libro “How to Watch Football” emergono sia la capacità di osservazione di Ruud, calciatore, manager e opinionista, sia il suo modo ‘open minded’ di intendere la vita:  lungi dal sentirsi un supereroe, Gullit guarda con attenzione e acuto spirito critico alle esperienze calcistiche della sua Olanda, confrontate con le più concrete ma spesso vincenti scuole italiana e spagnola.

 

PALMARES

Calciatore:

Feyenoord (Olanda):

1 titolo olandese (1983-84), 1 Coppa d’Olanda (1984)

PSV Eindhoven (Olanda):

2 titoli olandesi (1985-86; 1986-87)

Milan:

3 Campionati italiani (1987-88; 1991-92; 1992-93); 3 Supercoppe d’Italia (1988; 1992; 1994); 2 Coppe dei Campioni (1988-89; 1989-90); 2 Coppe Intercontinentali (1989; 1990); 2 Supercoppe europee (1989; 1990)

Sampdoria:

1 Coppa Italia (1994)

Nazionale Maggiore:

1 Campionato d’Europa (1988)

Allenatore:

Chelsea, Coppa d’Inghilterra (1997)

Personale:

Calciatore olandese dell’anno (1984; 1986)

Pallone d’Oro (1987)

Calciatore dell’anno World Soccer (1987; 1989)

Inserito nella lista World Soccer dei “Migliori calciatori del XX secolo” (1999, 29. posizione)

Inserito nella lista IFFHS dei  “Migliori calciatori del XX secolo” (2000, 18. posizione)

Inserito nel FIFA 100 (2004, classifica relativa ai più grandi calciatori viventi)

Inserito nelle “Leggende del calcio” del Golden Foot (2011)

 

STATISTICHE

Club olandesi: HaarlemFeyenoordPSV (anni 1979/1987): Campionato olandese, 244 presenze, 109 reti; Coppa d’Olanda, 33 presenze, 24 reti; Coppe europee, 8 presenze, 1 rete

Club italiani:

Milan (anni 1987/1994):  Serie A, 125 presenze, 38 reti; Coppa Italia, 17 presenze, 10 reti; Coppe Europee ed altre Coppe: 29 presenze, 8 reti; complessivo con Milan: 171 presenze, 56 reti

Sampdoria (anni 1994/1995): Serie A, 53 presenze, 24 reti; Coppa Italia, 10 presenze, 3 reti

Club inglesi:

Chelsea (anni 1995/1997): Campionato inglese, 49 presenze, 4 reti; Coppe nazionali, 15 presenze, 3 reti

Nazionale Maggiore (anni 1985/1994): 66 presenze, 17 reti

 

Di Enrico Maggioni