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Il Milan viaggia a gonfie vele verso una rivoluzione tattica e sportiva: il nome caldissimo per la panchina rossonera è quello di Andoni Iraola, tecnico spagnolo che ha portato in questa stagione il Bournemouth a qualificarsi in Europa. Dopo la mancata qualificazione in Champions League era quasi inevitabile un cambiamento, con Gerry Cardinale che ha fatto piazza pulita, esonerando Tare, Furlani, Moncada e anche Allegri. Il Milan, se l'allenatore livornese non troverà squadra questa estate, dovrà comunque pagare l'ultimo anno di contratto a circa 5 milioni di euro. La decisione di Cardinale è stata chiara, visto che nel comunicato si parla di "fallimento": in campo, il Diavolo di Allegri ha perso voglia, corsa e anche gioco. Questi i numeri delle ultime dieci partite di campionato, che hanno condannato i rossoneri al quinto posto: il Diavolo ha subito 16 gol in 10 partite, segnando solo 9 gol e conquistando 10 punti sui 30 disponibili. Allegri ha perso anche la sua solidità difensiva e questo ha portato a pochissimi punti, con le rimonte subite da Roma e Como.
Come detto, con il possibile arrivo di Iraola, il Milan cambierebbe totalmente filosofia di calcio: via il 3-5-2, spazio al 4-2-3-1. Una rivoluzione rispetto a Massimiliano Allegri: le squadre del livornese si difendono basse, dietro la linea della palla. Iraola, al contrario, punta su un pressing forsennato in fase di non possesso, mentre con il pallone tra i piedi si punta ad attaccare, a velocizzare il ritmo e alle verticalizzazioni. Una scelta sicuramente coraggiosa che però deve essere sostenuta fortemente dalla società.
Sì, perché non è detto che un allenatore come Iraola inizi a vincere dalla prima giornata di campionato. Se dovesse totalizzare pochi punti per iniziare la stagione? In quel caso dev'essere la società a difendere il proprio allenatore: si inizia un progetto, si continua un progetto, con le unghie e con i denti, a prescindere dai primi risultati. Il secondo fattore è il mercato: la rosa del Milan non ha tantissimi giocatori adatti al gioco di Iraola. Mancano difensori dai piedi buoni per impostare dal basso, servono terzini di spinta, centrocampisti e attaccanti che corrano e pressino al massimo per 90 minuti. Anche qui la società dev'essere chiara e decisa: servono colpi giusti e precisi per il gioco dell'allenatore spagnolo.
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