PIANETAMILAN stagione serie a news e risultati Milan-Cagliari, la protesta della Curva Sud: “Via Furlani, Moncada, Ibra e Scaroni”. Poi l’attacco a Cardinale
MILAN-CAGLIARI

Milan-Cagliari, la protesta della Curva Sud: “Via Furlani, Moncada, Ibra e Scaroni”. Poi l’attacco a Cardinale

Redazione PM
La Curva Sud continua la protesta contro la società anche in occasione dell'ultima giornata di campionato: la fanzine distribuita prima di Milan-Cagliari

Alle 20:45, i riflettori di San Siro si accederanno su Milan-Cagliari, match valido per l'ultima giornata del campionato di Serie A 2025/2026. Un match decisivo, che si porta dietro numerose pressioni: oltre alla qualificazione in Champions League, questa sera si deciderà il futuro di diversi elementi dell'organigramma rossonero. A questo clima, si aggiunge anche l'ennesima protesta della Curva Sud, che ha già iniziato a distribuire le classiche fanzine ai tifosi fuori dallo stadio.

Milan-Cagliari, la Curva Sud prende posizione contro Cardinale

—  

Il tifo organizzato ha diramato un comunicato molto pungente, in cui vengono espressamente chiesto a Gerry Cardinale di allontanare Giorgio Furlani, Zlatan Ibrahimovic, Geoffrey Moncada e Paolo Scaroni. Il proprietario del Milan non è stato risparmiato dalle critiche, venendo accusato di non aver mai visto una partita del Diavolo nelle storiche notti europee. Di seguito, il messaggio integrale contenuto nel volantino distribuito dalla Curva Sud prima di Milan-Cagliari.

L'intervista di Cardinale e la reazione della tifoseria

—  

"La scorsa settimana l'attenzione è stata catturata dalla lunga intervista del proprietario del Milan, Gerry Cardinale. Dopo anni di silenzio, si è risvegliato dal suo dorato letargo per snocciolare promesse astratte e concetti già triti e ritriti. Si tratta delle solite parole volte a placare la contestazione dei tifosi milanisti. Queste dichiarazioni arrivano proprio quando i media internazionali hanno raccontato ciò che sta succedendo intorno al Milan. Le proteste e il disagio di un'intera tifoseria stanno infatti incrinando l’immagine e la gestione di RedBird. Ecco perciò la paternale in una lunga intervista studiata a tavolino con la Gazzetta dello Sport. Ha concesso intere pagine al proprietario per cercare di smorzare i toni e calmare un ambiente devastato da questa proprietà, rassicurando il mondo della finanza più che l’ambiente milanista".

La gestione dello stadio e la "sostituzione etnica" dei tifosi

—  

"Cardinale ha dichiarato di non biasimare i tifosi milanisti per la loro rabbia, affermando di essere arrabbiato anche lui. Dice questo dopo che la sua stessa proprietà ha portato avanti una vera crociata contro la Curva Sud e tutto il tifo organizzato. San Siro è stato così svuotato non solo dei tifosi veri, ma anche di quella passione e di quel colore che lo hanno reso uno stadio leggendario. La cricca made in USA ha messo in atto una “sostituzione etnica” per allontanare i sostenitori più fedeli e caldi. L'obiettivo è sostituirli con clienti, consumatori e turisti del calcio, seguendo la conclamata logica dello show business con risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti. Cosa ha capito Cardinale dei Milanisti e del Milanismo? Un proprietario di una delle squadre più blasonate del mondo, rimasto lontano dagli stadi per oltre un anno per paura di essere contestato, non può arrogarsi il diritto di dire ai tifosi che la squadra va sostenuta. La tifoseria del Milan non ha mai smesso di cantare per tutto l’anno, anche di fronte a prestazioni imbarazzanti. La società ha inoltre acconsentito in silenzio, senza battere ciglio, di fronte ai divieti assurdi imposti a San Siro. Al contrario, i settori ospiti di tutta Italia venivano riempiti di colore e di passione senza folli limitazioni".


I limiti della squadra e il calciomercato

—  

"Oggi il Milan si ritrova con una squadra da quarto posto che si deve ancora qualificare alla Champions League all’ultima giornata. Questo accade dopo aver lottato per mesi in cima alla classifica con limiti di organico evidenti. A gennaio la rosa è stata colpevolmente lasciata così, senza accontentare le richieste di Mister e DS per provare a lottare fino a maggio. I Milanisti non vogliono vincere per forza, ma pretendono una squadra che sia costruita per provare a farlo. Vogliono giocatori che riflettano le ambizioni del loro popolo e che siano all’altezza della storia del loro Club. Questo è ciò che viene chiesto al sig. Cardinale. I tifosi sono stanchi delle sue interviste boriose sul suo essere un vincente e un ambizioso, perché gli ultimi quattro anni lo hanno smentito clamorosamente e nel modo più doloroso per chi ama davvero il Milan".

Le critiche a Cardinale e la gestione finanziaria

—  

"Cardinale riappare sul finale dell’ennesima stagione opaca, dopo essere stato lontano a lungo dal mondo rossonero. È mancato persino alla festa dei 125 anni del Milan, sempre per evitare le contestazioni. Oggi racconta di essere tornato per mettere le cose a posto, per capire cosa non ha funzionato e cosa migliorare. Afferma di aver speso tanto e di essere un vincente. Lo dice senza ridere, probabilmente perché non ha mai fatto un giro del museo in via Aldo Rossi, non ha mai visto una partita del Diavolo nelle storiche notti europee e non sa per quali calciatori ha investito i suoi soldi. Se è vero che sotto la sua gestione sono stati spesi tanti soldi (e male, come sottolineato in primis da lui), è altrettanto vero che gran parte dei quattrini spesi sono arrivati dalle vendite di calciatori importanti. In questo modo è stata smantellata ogni volta la spina dorsale della squadra, impedendole di competere per vincere".

Le richieste di allontanamento di Furlani, Moncada, Ibrahimovic e Scaroni

—  

"Visto che la proprietà non sembra intenzionata a vendere (purtroppo, anche se la speranza è l’ultima a morire), allora che inizi seriamente a porre rimedio ai disastri combinati in questi anni. Fino ad ora hanno pagato tutti tranne i principali colpevoli. Serve il benservito per Furlani e Moncada, responsabili di scelte disastrose che hanno relegato il Milan a un ruolo di comprimaria. Via anche Ibrahimovic: tanto valido come calciatore quanto dannoso nelle vesti dirigenziali, si è rivelato una figura nociva e divisiva nel gruppo squadra, spesso assente o fuori luogo nei momenti di difficoltà. E va cacciato anche Scaroni, del quale nessuno ad oggi ha ancora capito l'utilità. Nel monologo dell’americano si legge infine che bisognerebbe avere le persone migliori in tutte le aree societarie, ammettendo che "non ci siamo ancora". In effetti non c’è una singola area del Milan che funzioni: dall’area sportiva a quella commerciale, passando per il booking. Ma questa situazione è figlia proprio delle persone scelte da lui. Il Milan non è un marchio, non è intrattenimento, non è show business e non è speculazione. Finché ci saranno questi personaggi che non ragionano in questi termini, uccidendo giorno dopo giorno passione e Milanismo, sarà davvero difficile rivedere la luce in fondo al tunnel".