I limiti della squadra e il calciomercato
—"Oggi il Milan si ritrova con una squadra da quarto posto che si deve ancora qualificare alla Champions League all’ultima giornata. Questo accade dopo aver lottato per mesi in cima alla classifica con limiti di organico evidenti. A gennaio la rosa è stata colpevolmente lasciata così, senza accontentare le richieste di Mister e DS per provare a lottare fino a maggio. I Milanisti non vogliono vincere per forza, ma pretendono una squadra che sia costruita per provare a farlo. Vogliono giocatori che riflettano le ambizioni del loro popolo e che siano all’altezza della storia del loro Club. Questo è ciò che viene chiesto al sig. Cardinale. I tifosi sono stanchi delle sue interviste boriose sul suo essere un vincente e un ambizioso, perché gli ultimi quattro anni lo hanno smentito clamorosamente e nel modo più doloroso per chi ama davvero il Milan".
Le critiche a Cardinale e la gestione finanziaria
—"Cardinale riappare sul finale dell’ennesima stagione opaca, dopo essere stato lontano a lungo dal mondo rossonero. È mancato persino alla festa dei 125 anni del Milan, sempre per evitare le contestazioni. Oggi racconta di essere tornato per mettere le cose a posto, per capire cosa non ha funzionato e cosa migliorare. Afferma di aver speso tanto e di essere un vincente. Lo dice senza ridere, probabilmente perché non ha mai fatto un giro del museo in via Aldo Rossi, non ha mai visto una partita del Diavolo nelle storiche notti europee e non sa per quali calciatori ha investito i suoi soldi. Se è vero che sotto la sua gestione sono stati spesi tanti soldi (e male, come sottolineato in primis da lui), è altrettanto vero che gran parte dei quattrini spesi sono arrivati dalle vendite di calciatori importanti. In questo modo è stata smantellata ogni volta la spina dorsale della squadra, impedendole di competere per vincere".
Le richieste di allontanamento di Furlani, Moncada, Ibrahimovic e Scaroni
—"Visto che la proprietà non sembra intenzionata a vendere (purtroppo, anche se la speranza è l’ultima a morire), allora che inizi seriamente a porre rimedio ai disastri combinati in questi anni. Fino ad ora hanno pagato tutti tranne i principali colpevoli. Serve il benservito per Furlani e Moncada, responsabili di scelte disastrose che hanno relegato il Milan a un ruolo di comprimaria. Via anche Ibrahimovic: tanto valido come calciatore quanto dannoso nelle vesti dirigenziali, si è rivelato una figura nociva e divisiva nel gruppo squadra, spesso assente o fuori luogo nei momenti di difficoltà. E va cacciato anche Scaroni, del quale nessuno ad oggi ha ancora capito l'utilità. Nel monologo dell’americano si legge infine che bisognerebbe avere le persone migliori in tutte le aree societarie, ammettendo che "non ci siamo ancora". In effetti non c’è una singola area del Milan che funzioni: dall’area sportiva a quella commerciale, passando per il booking. Ma questa situazione è figlia proprio delle persone scelte da lui. Il Milan non è un marchio, non è intrattenimento, non è show business e non è speculazione. Finché ci saranno questi personaggi che non ragionano in questi termini, uccidendo giorno dopo giorno passione e Milanismo, sarà davvero difficile rivedere la luce in fondo al tunnel".
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