Il Milan più "amoriniano" nel derby: partita tatticamente perfetta di Amorim. Quel segnale finale esalta
E' stata una partita perfettamente preparata e interpretata dal Milan quella contro l'Inter: un derby che i rossoneri hanno iniziato a mille all'ora, hanno retto e respinto la marea nerazzurra quando necessario e poi hanno gestito alla grande, senza grandi patemi d'animo nel secondo tempo, soprattutto nei minuti finali. Abbiamo visto in questo inizio di stagione degli sprazzi di Milan di Amorim: contro il Torino, nel secondo tempo contro la Lazio, nel primo contro l'Atalanta e contro il Salisburgo. Ma pesando la forza dell'avversario, quella contro l'Inter è la gara più "amoriniana" giocata fino a questo momento dal Milan.
Derby Milan-Inter 3-1 Ruben Amorim 01-11-2026
La fase offensiva e il dominio sulla fascia destra
I rossoneri sono entrati in campo con una voglia e un'aggressività impressionante e non è un caso che abbiano trovato due gol nei primi dieci minuti.Pressing costante e ben portato fin dagli attaccanti che non ha permesso all'Inter di giocare e imporre le sue trame: un proto 4-3-3, ma molto camaleontico che ha sfruttato in fase offensiva la fascia destra con la coppia Rabiot-Moreira che ha dominato.
Soprattutto l'esterno belga porta una qualità chiave nel gioco di Amorim: il dribbling secco e un grande uno contro uno che crea superiorità numerica sull'esterno.
Il blocco difensivo e il passaggio al 5-3-2
Dopo il gol di Bastoni il Milan ha saputo reggere e difendersi: linee vicinissime, baricentro basso e un 5-3-2 per fare densità a centrocampo e per non permettere ai nerazzurri di sfogare facilmente il gioco sulle fasce.Dopo il gol di Moreira il piano di Amorim è entrato nella sua seconda fase: quella della gestione.
Nel secondo tempo ci si aspettava un'Inter all'arrembaggio e invece non è stato così, perché il Diavolo ha controllato spesso il ritmo della gara con un possesso palla gestito alla perfezione dal professore Modric.
Quando i nerazzurri hanno provato ad attaccare non ci sono state mai vere e proprie occasioni da rete, con il Milan che ha difeso benissimo.
La squadra di Chivu è stata rallentata perfettamente dalla corsa e dall'intensità dei rossoneri sia in mediana sia sugli esterni.
Da non sottovalutare il lavoro di De Winter e Pavlovic sempre aggressivi e alla ricerca dell'anticipo sugli attaccanti, proprio come vuole Amorim.
I segnali di crescita e il pressing finale
Tutti segnali che questa squadra sta crescendo, lavorando e sta diventando sempre più il Milan che vuole il portoghese.Poi è la qualità a fare la differenza: Gila, Rabiot e Moreira sono mancati tantissimo in queste due partite e nessuna squadra può fare a meno dei suoi migliori giocatori tutti insieme.
Punto esclamativo finale: Hutchinson entrato al minuto 89' non si è abbassato, ma ha avuto il compito di pressare la prima impostazione dell'Inter per non regalare facili occasioni da gol.
Quando una squadra avanti 3-1 pressa ancora a pochi minuti dalla fine vuole dire davvero che sta imparando sempre di più i dettami tattici di Amorim.
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