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Caro Leao, ti sembra questo il modo e il momento di salutare il Milan? Non è così che sarebbe dovuta finire

Redazione PM
Rafael Leao saluta il Milan nel momento più difficile: l'epilogo amaro di una storia d'amore durata sette anni

"Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare. Desidero provare una nuova sfida in un altro campionato. Se dovesse accadere, ne sarei molto felice", queste le parole di Rafael Leao ai microfoni di 'Sport TV'. Un messaggio di addio inequivocabile, che non lascia spazio a interpretazioni e che ha scatenato la rabbia dei tifosi rossoneri sui social.

Dopo lo scudetto vinto da protagonista nel 2022 e il premio di MVP del campionato, la traiettoria della carriera di Leao sembrava poter essere totalmente differente. Nelle successive stagioni non ha fatto male, con il Milan ha collezionato 80 gol e 65 assist in 291 presenze, ma il salto di qualità definitivo non c'è mai stato.

Milan, tutti gli episodi che hanno portato Leao all'addio

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15 marzo 2026, al 67' minuto di Lazio-Milan Massimiliano Allegri sostituisce Leao per far entrare Nkunku, ma il portoghese non gradisce e inveisce contro il proprio allenatore. Bisogna partire da qui per tracciare la linea che ha portato il numero 10 rossonero a rilasciare le recenti dichiarazioni in cui annuncia un imminente addio al Diavolo.

Qualche settimana più tardi, in occasione del match casalingo contro l'Udinese, San Siro emette la sentenza definitiva: una pioggia di fischi si abbatte sul portoghese al momento della sostituzione, insieme alla sensazione di un ciclo che dopo sette stagioni sembra essere arrivato al termine. La stessa situazione si ripete esattamente un mese dopo. Il numero 10 non incide contro l'Atalanta e il Meazza borbotta di nuovo durante il cambio.


La chiusura dei social

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In mezzo a questi episodi c'è anche la chiusura dei social (durata solo pochi giorni per la verità). Un altro segnale della negatività che Leao stava respirando. Il periodo di detox si conclude al termine di PSG-Bayern Monaco 5-4, quando il portoghese riappare su X per commentare: "Futebol de verdade", "Questo è il calcio vero" in italiano. Un altro messaggio che racchiude tutta la sua voglia di "scappare" dall'Italia, che i tifosi hanno colto immediatamente.

Leao, era questo il modo e il momento di salutare il Milan?

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Ricostruita la genesi dell'addio, la domanda sorge spontanea: è questo il modo di salutare un club che lo ha cresciuto come un figlio e che lo ha amato per sette lunghe stagioni? Con un'intervista anonima rilasciata a un'emittente portoghese nel momento più complicato della storia recente del Milan? Questo i tifosi non lo hanno accettato. Il problema non è il contenuto: che il suo percorso in rossonero fosse concluso era già palese a tutti. Il problema è il come, il quando e il perché.

Le responsabilità della proprietà

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Scaricare tutta la colpa su Leao, tuttavia, sarebbe riduttivo. La società e la proprietà non lo hanno mai protetto quando il suo nome e la sua faccia venivano spiattellati perennemente sulle prime pagine dei quotidiani. Il senso di vuoto e di incertezza sul futuro che oggi provano i tifosi, lo provano anche i giocatori. Si salvi chi può: questa è la sensazione che oggi provano i tesserati rossoneri. Come dar torto a un giocatore che al Milan non vuole restarci? Il giocatore ha pensato al suo bene: come biasimarlo.

Cosa resterà di Leao?

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Di certo Leao non ha aiutato il Milan con questa sua uscita, che farà abbassare ulteriormente il prezzo. Un po' di rispetto in più sarebbe stato gradito. Tutti abbiamo amato il Leao travolgente, che quando riceveva palla sulla sinistra e puntava il diretto avversario nell'uno contro uno era una forza della natura. Abbiamo anche imparato ad apprezzarne l'indolenza, perché alla fine è fatto così: "Se cambiassi il mio atteggiamento non sarei più Rafael Leao", diceva in un'intervista concessa a 'CBS Sports'. Ma questa, caro Rafa, difficilmente ti sarà perdonata dal popolo rossonero. O perlomeno ci vorrà tempo per digerirla. Nonostante tutto rimarrai per sempre nella storia del Milan. Nel bene e nel male.