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Milan, contatti ancora vivi con Pochettino. Ma anche lui come Rangnick sarà ai Mondiali

Daniele Triolo Redattore 
Caos panchina al Milan: Ralf Rangnick - che potrebbe diventare direttore tecnico - suggerisce tre profili per il dopo Massimiliano Allegri, ma Zlatan Ibrahimović spinge per l'opzione Mauricio Pochettino. Tutti i dettagli del bivio societario

Il futuro tecnico del Milan si trova davanti a un bivio strategico e societario senza precedenti. Le grandi manovre per individuare il sostituto di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera hanno delineato una netta spaccatura interna, con due visioni calcistiche e gestionali diametralmente opposte che si contendono la guida del club di Via Aldo Rossi.

Il "Piano A": Rangnick direttore tecnico e la scuola tedesca

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La prima opzione porta la firma di Ralf Rangnick. Al manager tedesco è stata ufficialmente offerta la carica di direttore tecnico del Milan, ma l'accordo definitivo è subordinato alla risposta del proprietario del club rossonero, Gerry Cardinale, in merito ad alcune precise condizioni poste dal tedesco. La resa dei conti tra le parti è attesa per l'inizio della prossima settimana.

Nel frattempo, Rangnick ha già indicato una short-list di tre allenatori ideali per il suo progetto tattico basato su pressing e intensità.

  • Matthias Jaissle: per il quale è già in agenda un colloquio esplorativo.
  • Sebastian Hoeness: tecnico attualmente sotto attenta valutazione da parte del club.
  • Il "Piano B" di Ibrahimović: la pista Ramón Planes-Pochettino

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    Parallelamente si muove la fazione opposta, guidata da Zlatan Ibrahimović, Senior Advisor di RedBird per il Milan. Lo sbarco di Rangnick con pieni poteri azzererebbe di fatto l'influenza decisionale dello svedese sulle sorti del club. Per questo motivo, Ibrahimović sta spingendo con forza per un piano alternativo che prevede una struttura societaria più tradizionale.


    Questo scenario vedrebbe lo spagnolo Ramón Planes nel ruolo di direttore sportivo e l'argentino Mauricio Pochettino in panchina. Secondo quanto riportato da Tuttosport e La Gazzetta dello Sport, i contatti con l'entourage dell'argentino sono vivi, tanto che esisterebbe già una bozza di accordo sulla base di un contratto pluriennale da 5 milioni di euro netti a stagione.

    Il paradosso del doppio incarico e il fattore tempo

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    L'eventuale scelta di Pochettino (così come quella di Rangnick) porta con sé una complicazione logistica non indifferente. L'allenatore argentino è l'attuale Commissario Tecnico degli Stati Uniti d'America, Nazionale che dovrà guidare nei prossimi Mondiali casalinghi.

    Un doppio incarico di questo tipo finirebbe inevitabilmente per dilatare i tempi del suo effettivo sbarco a Milano, rallentando la programmazione in un'annata che si preannuncia di totale ricostruzione. Un lusso temporale che il Milan, in questo momento storico, deve valutare se può davvero permettersi.