Milan: interrotti i contatti con Ramón Planes, direttore sportivo spagnolo. Va verso la vittoria la linea di Gerry Cardinale con Ralf Rangnick e Oliver Glasner. Tramonta dunque il piano B di Zlatan Ibrahimović. I dettagli
Il dopo-rivoluzione in casa Milan ha assunto contorni politici e strategici ben definiti. In seguito al totale azzeramento dell'area dirigenziale e tecnica – che ha portato ai saluti simultanei di Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare e Massimiliano Allegri – la proprietà RedBird ha avviato una fitta agenda di audizioni. I numerosi colloqui esplorativi condotti nelle ultime due settimane hanno delineato due filosofie di pensiero nettamente distinte, pronte a contendersi il futuro del club rossonero.
La prima via: il ticket Rangnick-Glasner voluto dalla proprietà
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La prima strada, che gode fin dal primo momento della massima corsia preferenziale, prevede l'insediamento di Ralf Rangnick nel ruolo di direttore tecnico e di Oliver Glasner sulla panchina della prima squadra. Questa soluzione è fortemente caldeggiata da Gerry Cardinale, managing partner di RedBird, e da Massimo Calvelli, uomo di fiducia del fondo statunitense che ha recentemente ereditato parte delle deleghe operative da amministratore delegato precedentemente gestite da Furlani.
Il Piano B: la corrente Ibrahimović con Planes e Pochettino
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La seconda via ha rappresentato a lungo la principale alternativa strategica, promossa in prima persona da Zlatan Ibrahimović nel suo ruolo di Senior Advisor per la dirigenza e per Cardinale. Il piano caldeggiato dall'ex fuoriclasse svedese poggiava su basi solide e profili di caratura internazionale: