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RASSEGNA STAMPA

Milan, il leader è Rabiot: i numeri e il carisma non mentono

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Se c'è un calciatore che può permettersi il lusso di dire le cose come stanno è Adrien Rabiot: i numeri dal suo arrivo...

Se c'è un calciatore che può permettersi il lusso di dire le cose come stanno, quel qualcuno è proprio Adrien Rabiot, che, per altro, domenica giocherà Milan-Juventus da ex. Anche contro il Verona, le sue parole sono state chiarissime: la vittoria serviva, era importante, ma la partita non è stata giocata al top e, per ritornare in Champions League, si deve fare molto ma molto meglio dal punto di vista tattico.

Il peso dei gol: 5 reti che valgono oro per il quarto posto

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Una vera e propria presa di responsabilità da parte di uno degli uomini più importanti dell'intera squadra rossonera. Nel momento più difficile della stagione, infatti, è stato lui a prendersi la squadra sulle spalle e a parlare davanti ai microfoni. Come abbiamo potuto ben notare, il centrocampista francese è risultato essere uno dei marcatori migliori del Milan con ben 5 reti all'attivo, tra cui la bellissima doppietta al Como, il gol importantissimo del 3-0 al Bologna e quello di Verona. Una pedina di cui Allegri non può veramente fare a meno.

Più che un mediano: il "termometro" tattico di Allegri

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Rabiot non si limita a giocare: lui legge la partita. I dati raccolti finora sono impressionanti: 23 presenze da titolare su 24, quasi sempre per 90 minuti. Il francese è il "termometro" del Milan: quando la squadra si allunga, è lui a ricucire i reparti; quando Leao fatica (e Adrien è stato il primo a difenderlo pubblicamente dai fischi), è lui a dare equilibrio alla fase difensiva. La sua assenza a Firenze, dove ha giocato solo mezz'ora per un fastidio al polpaccio, ha mostrato quanto il castello di Allegri rischi di crollare senza il suo pilastro francese.

Mercato Milan l'appello di Allegri: ne servono tanti di giocatori come Rabiot

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Guardando i dati, perciò, la ragione ce l'ha assolutamente Allegri: il francese è insostituibile. Il tecnico rossonero, in estate, aveva spinto molto per un suo arrivo, sin dai primi momenti sulla panchina rossonera: l'ex bianconero, però, è arrivato solamente i primi di settembre, subito dopo la prima partita del Milan (persa contro la Cremonese per 1-0 a San Siro). Mai sconfitta più salutare, verrebbe da dire! Chissà cosa sarebbe successo senza quel ko. Sarebbe arrivato Rabiot? Che stagione sarebbe stata quella del Milan? Uno sliding doors assolutamente positivo insomma.


Ma per il futuro, verrebbe da dire: non lasciatelo solo! Il Milan deve assolutamente cercare altri profili come lui, di forza fisica e inserimento, di qualità e personalità, di grande esperienza e caratura internazionale. Ecco perchè si fa il nome di Leon Goretzka, uno dei pochissimi a coniugare queste caratteristiche. Allegri lo sta ripetendo spesso alla dirigenza: per il salto servono giocatori così. Verrà accontentato??