Weah sulla crisi del Milan
—Dopodiché, Weah ha fatto il punto sul momento complicato del Milan.
"Tutti i club affrontano cambiamenti ed evoluzioni nel tempo. Rispetto al passato, il livello generale del campionato italiano è sicuramente cambiato. Al Milan la pressione resta comunque enorme. C'è un gruppo molto giovane in rosa e bisogna concedere ai calciatori il tempo necessario per ambientarsi. Servono tanto lavoro e molta pazienza. Bisogna avere calma, ma il Milan tornerà a essere un grande club".
L'importanza della pazienza
—L'ex attaccante del Milan si è espresso anche sulla mancanza di pazienza che caratterizza il movimento calcistico italiano.
"Il discorso sulla crescita valeva anche per la mia carriera. Sono arrivato in rossonero a 28 anni. Se fossi arrivato prima, probabilmente non sarei stato pronto per una piazza simile. Ho affrontato la realtà di San Siro dopo aver accumulato anni di esperienza al Monaco e al Paris Saint-Germain. Ero un giocatore maturo e ho saputo sfruttare l'occasione. Altrimenti non so se avrei avuto lo stesso successo”.
Il consiglio di Weah al calcio italiano
—Weah ha concluso l'intervista offrendo un consiglio prezioso al calcio italiano.
“Questo è il mio consiglio per l'ambiente calcistico italiano: serve pazienza e bisogna accettare gli errori dei ragazzi. Troppo spesso vedo giovani calciatori finire in panchina subito dopo uno sbaglio. Non è questo il modo corretto di gestire un talento. Bisogna lasciare loro il tempo di lavorare e maturare. I fenomeni precoci sono rari: non tutti nascono Lamine Yamal".
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