Serginho: "Maldini mi ha salvato la carriera. Finale col Liverpool? Ecco cosa dissi ad Ancelotti"
L'ex terzino del Milan Serginho parla così della scomparsa del proprio figlio Diego, morto nell'agosto del 2024: "Non si può spiegare a parole la ferita che ti lascia un dramma così. Non mi abituerò mai a parlare della morte di Diego. Da quando non c’è più ho rimesso in discussione tutte le certezze che avevo. È il dolore più forte che un essere umano possa sopportare. Oggi vivo per lui, sono sicuro che ci aspetta un’altra vita in cui staremo insieme per sempre. I tifosi rossoneri? Ho sentito tanto affetto nel momento più difficile, non lo dimenticherò mai".
Ex Milan, i ricordi di Serginho
Con Cesari Maldini è cambiato tutto: "Devo ringraziare lui e Ancelotti. Maldini mi ha salvato la carriera: mi diceva di pensare solo ad attaccare, con lui vincemmo 6-0 il derby. Io ero sempre il migliore in campo. Poi è arrivato Carlo e la musica è cambiata definitivamente. Eravamo una squadra incredibile, la più forte del mondo in quegli anni". Nella sua lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport', Serginho ricorda anche i derby di Champions League: "Un’agonia, ricordo Berlusconi che entrò in spogliatoio a darci la carica. So che Nesta, Pirlo, Gattuso e gli altri se la vivevano molto male, complici giornali e tv. Noi brasiliani eravamo più sereni, lontani da questa pressione".Milan Serginho 08-11-2025
Sulla Champions persa contro il Liverpool: "Io sono dell’idea che a Istanbul avremmo perso anche se avessimo giocato per una settimana intera. Era una serata maledetta, irreale. La parata che Dudek fece sul tiro di Sheva è sovrannaturale, ne ho parlato anche con lui anni dopo. In panchina, già prima dei rigori, eravamo demotivati e sicuri che sarebbe andata male. Lo dicemmo pure a Carlo: “Mister perdiamo, è stregata”. All'intervallo festeggiavamo? Tutte caz...e. Successe invece il contrario: litigammo tutti, volarono anche parole".
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L'aneddoto su Galliani e Thiago Silva: "Gli segnalai Miranda e Thiago Silva, Braida si innamorò del secondo. Aveva già un pre contratto con l’Inter e sul giocatore c’era pure il Villarreal. Ma gli parlammo e scelse i rossoneri in cinque minuti. Lo convinse il blasone del club e l’idea di crescere al fianco di uno come Nesta. Con il senno di poi direi che ha fatto bene, con buona pace dei cugini nerazzurri...".
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