PIANETAMILAN news milan interviste Milan, Pulisic: “Voglio vincere il Mondiale con gli Stati Uniti. Leao? Nel mondo della moda è il numero uno”
INTERVISTE

Milan, Pulisic: “Voglio vincere il Mondiale con gli Stati Uniti. Leao? Nel mondo della moda è il numero uno”

Redazione PM
Dal sogno di vincere il Mondiale con gli Stati Uniti agli aneddoti sullo spogliatoio del Milan: l'intervista a Christian Pulisic

A pochi giorni dall'inizio del Mondiale casalingo, Christian Pulisic si è prestato a una lunga intervista ai microfoni di 'WWD'. L'attaccante del Milan arriva alla competizione senza la fascia da capitano, che gli è stata tolta da Pochettino in favore di Tim Ream, difensore dello Charlotte FC classe 1987. Nella prima amichevole di preparazione alla Coppa del Mondo, lo statunitense ha interrotto un digiuno che durava dallo scorso 28 dicembre: gol, assist e premio di MVP della partita nel match del 'Bank of America Stadium' contro il Senegal.

Milan, i numeri di Pulisic

—  

Dopo un avvio di stagione stratosferico, caratterizzato da 8 gol e 2 assist nelle prime 17 giornate, Christian Pulisic ha smarrito la bussola. Nel 2026 ha chiuso a quota zero reti con la maglia rossonera: gli unici squilli degni di nota restano l'assist servito a Rabiot nel 3-2 rifilato al Torino e quello per Athekame nella vittoria per 2-1 al 'Marassi' contro il Genoa. Un calo difficile da comprendere, soprattutto per un giocatore che, da quando è arrivato al Milan nell'estate del 2023, ha sempre mantenuto un rendimento abbastanza lineare. Il bottino totale in Italia resta significativo: 42 gol e 27 assist in 134 partite.

Milan, i sogni Mondiali di Pulisic

—  

Pulisic ha iniziato l'intervista ribadendo ancora una volta quale sia il suo sogno: diventare campione del mondo con gli Stati Uniti.

"Le varie nazionali come Argentina, Francia, Inghilterra e Brasile possiedono un talento e un'esperienza incredibili. La Coppa del Mondo, tuttavia, riserva sempre grandi sorprese. Non è possibile sottovalutare alcun avversario. Per quanto mi riguarda, il mio sogno è molto semplice. Vorrei vedere gli Stati Uniti in finale e vincere il Mondiale. Sinceramente non mi interessa contro quale squadra giocheremo".


La pressione e l'emozione di giocare in casa

—  

Successivamente, l'attaccante del Milan ha parlato della pressione di giocare un evento del genere in casa.

"La pressione è sempre presente in un Mondiale, in particolare quando rappresenti il tuo Paese. Questo scenario, però, coincide esattamente con quello che si sogna fin da bambini. Giocare il torneo in casa rende tutto ancora più speciale. Cerco comunque di non guardare troppo avanti nel tempo. L'aspetto prioritario è prepararsi al meglio ogni giorno, restare in salute e aiutare il gruppo a guadagnare fiducia".

La crescita del calcio negli Stati Uniti

—  

"Capitan America" ha analizzato anche la crescita del movimento calcistico negli USA.

"Il calcio sta crescendo moltissimo negli Stati Uniti. È una percezione evidente. I tifosi sono molto più coinvolti, gli stadi sono pieni e i bambini più piccoli seguono con grande attenzione il calcio europeo. Il prossimo Mondiale negli Stati Uniti darà una spinta ulteriore a questo movimento. C'è ancora molto spazio per migliorare, anche perché la cultura sportiva americana è enorme e competitiva. Ci stiamo muovendo in una direzione davvero stimolante".

Obiettivi personali e autocritica

—  

Pulisic ha svelato di essere una persona estremamente autocritica, anche troppo a volte.

"A prescindere da ciò che accade, continuo a spingere al massimo per cercare di migliorarmi. Se devo trovare una mia debolezza, forse a volte sono fin troppo duro con me stesso. Ho sempre aspettative altissime riguardo alle mie prestazioni".

Gli aneddoti di Pulisic sullo spogliatoio del Milan

—  

Infine, Pulisic ha chiuso l'intervista svelando alcuni aneddoti sullo spogliatoio del Milan, in particolare su Rafael Leao e Ruben Loftus-Cheek.

"Nel Milan ci sono diversi ragazzi che hanno un grande stile. Rafael Leao ha sicuramente un forte potenziale nel mondo della moda. Riesce a indossare capi particolari che non starebbero bene a tutti. Tra i compagni aggiungo anche Ruben Loftus-Cheek. Appare sempre sicuro di sé, senza dare l'impressione di sforzarsi troppo. Questo è un approccio che apprezzo molto e che rispecchia anche il mio stile".