Pianeta Milan News Milan Interviste Flamini: "Galliani è la storia del calcio. Ronaldinho un dono di dio. Ecco cosa serve al Milan per ripartire"

Flamini: "Galliani è la storia del calcio. Ronaldinho un dono di dio. Ecco cosa serve al Milan per ripartire"

Matteo Chini
La nuova vita da imprenditore, l'affetto per il Milan e le parole su Adriano Galliani e Silvio Berlusconi: l'intervista a Mathieu Flamini

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo Mathieu Flamini è diventato un imprenditore di successo, fondando un'impresa di energia pulita e una compagnia di cosmetici ecologici. L'ex centrocampista ha vestito la maglia del Milan dal 2008 al 2013, vincendo da protagonista lo scudetto del 2011. Intervistato ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport', il francese è tornato a parlare dei suoi anni in rossonero e della nuova vita da uomo d'affari.

Milan, l'intervista a Mathieu Flamini

Flamini ha iniziato la propria carriera da imprenditore proprio durante la parentesi al Milan, come raccontato da lui stesso nel corso della chiacchierata.
"Sono stato davvero fortunato. Quando sono arrivato al Milan ho giocato con campioni enormi, che avevano già un piede nel mondo degli affari. Shevchenko lavorava nell’immobiliare, ma anche Seedorf e Maldini avevano le loro attività. In più c’era un Presidente come Silvio Berlusconi, uno dei più grandi imprenditori italiani. Vivere in quel gruppo mi ha fatto fare molte domande su me stesso. La mia mentalità da imprenditore è nata proprio lì, al Milan".

Flamini su Berlusconi

Una figura fondamentale per Flamini è stata quella di Silvio Berlusconi, storico presidente del Milan.
"Il signor Berlusconi è stato una figura fondamentale per il calcio, la politica e l'impresa. Vincere in così tanti settori diversi non è da tutti. Era sempre vicino a noi: veniva a Milanello ogni settimana e ci seguiva in trasferta. Ci spronava a rischiare e a crescere, non solo come calciatori ma soprattutto come uomini. Crescere vicino a persone del genere mi ha aperto gli occhi".

Le parole su Galliani

Anche l'ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani ha lasciato il segno nella mentalità di Flamini.
"Galliani è la storia del calcio. È stato il primo dirigente che ho incontrato. Io sono cresciuto nel Marsiglia e ricordavo bene le sfide contro il grande Milan, che per me è sempre stato un punto di riferimento mondiale. Poter giocare lì con Berlusconi, Galliani e tutti quei campioni è stato un sogno. Non ho avuto un solo dubbio nel dire di sì".

Il compagno di squadra più forte

Flamini è stato anche chiamato a scegliere il più forte tra i compagni con cui ha giocato.
"Sceglierne uno solo è difficilissimo. All’Arsenal ho giocato con gente del calibro di Bergkamp, Henry e Pires. Al Milan avevo in squadra tre Palloni d’Oro come Shevchenko, Kakà e Ronaldinho, oltre a fenomeni come Maldini. Se devo proprio fare un nome, dico Ronaldinho: il suo talento era un dono di Dio".

Come deve ripartire il Milan secondo Flamini

Per concludere, l'ex centrocampista francese ha analizzato il momento del Milan offrendo alcuni consigli utili per la ricostruzione del club.
"I tifosi per prima cosa vogliono vedere giocatori che amano davvero la maglia, gente che dà l'anima per vincere. Poi si può parlare di progetti, ma la cosa fondamentale è ritrovare serenità e armonia all'interno della società. Serve una strategia comune e trasparente che unisca la proprietà, la dirigenza, la squadra e i tifosi. Chi ama questi colori chiede soprattutto onestà: ripartire non è mai semplice, ma la chiarezza è la base di tutto".