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Il Milan ha vinto tantissimo nella sua storia, anche grazie ai tantissimi campioni avuti in squadra (qui un aneddoto interessante). Non solo però: ogni grande club deve sapere anche coltivare e valorizzare i giovani talenti dei propri settori giovanili. Tra questi c'è chi, pur avendo intrapreso una strada diversa e lontana dai colori rossoneri, non ha mai nascosto l'amore per il Milan restando legato al Diavolo anche dopo tanti anni passati lontani da Milanello. A raccontare un interessante aneddoto è l'ex prima punta del Milan Patrick Cutrone, che è stato intervistato da Cronache di Spogliatoio. Ecco un interessante estratto delle sue parole.
"Parla per sé la storia del Milan di Berlusconi. Non nascondo che è la squadra del Milan cuore, dove sono cresciuto calcisticamente. Ho iniziato in rossonero a otto anni e sono arrivato in prima squadra. Quelle due stagioni le porterò per sempre nel mio cuore, era un sogno giocare con quella maglia. L'arrivo con l'elicottero di Berlusconi a Milanello? Ero con la Primavera e ci hanno chiamato ed è venuto giù con l'elicottero. Una persona incredibile, ha salutato e incoraggiato tutti per la stagione, è stato un momento incredibile".
Le parole di Patrick Cutrone mettono in luce un fattore fondamentale per il calcio ovvero il senso di appartenenza. Crescere in un settore giovanile importante che riesce a valorizzarti e a farti sentire già legato e importante per il club, è fondamentale per un giovane che ha ancora tutta la sua strada professionale da costruire. Il ricordo dell'epoca di Silvio Berlusconi e delle sue iconiche discese in elicottero a Milanello è davvero bellissimo: è cruciale avere una proprietà che dimostra l'amore al suo club e questi piccoli gesti contano tantissimo. Il Milan attuale sta rivoluzionando tutto, ma deve tenere in conto anche questi fattori per tornare a vincere trofei con continuità.
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