Finisce qui l'evento con Mario Gila.
Siamo ancora in piena sosta per le partite delle nazionali mentre il Milan tornerà a lavorare da lunedì in vista del ritorno in campo contro il Sassuolo. È stata comunque una sosta ricca di temi per i rossoneri tra cui l'intervento di Mario Gila durante 'Il Festival dello sport' di Trento organizzato da 'La Gazzetta dello Sport'. Il difensore spagnolo ha parlato durante il panel 'Mario Gila: Grinta Milan'. Un'occasione interessante per scoprire qualche retroscena sullo spagnolo e sul Milan. Rivivi e rileggi tutte le dichiarazioni su PianetaMilan!
Finisce qui l'evento con Mario Gila.
"Lo conoscevo come calciatore. Mi ha sorpreso tantissimo tutto il mondo Milan commosso in un modo incredibile per la sua morte. E' stato un momento duro. Vorrei un 'pezzo' di quello che è stato per metterlo dentro di me. E' stato importantissimo, ci dispiace molto e speriamo di fare cose belle anche per lui".
"Molto forte, veramente forte. Una follia che sia così forte, può aiutare tantissimo la Spagna. Ha già la maturità giusta e non penso molto a quello che succede fuori. Penso vincerà 'Il Pallone d'Oro'". Portalo a Milano urlano dagli spalti e Gila sorride: "Magari. Cardinale deve fare miracoli".
"Si è molto simpatico, anche Bartesaghi, ci divertiamo parecchio. Camarda lo vedo come un fratellino. Ha grandi potenzialità, anche se non è in un posto facile. Il Milan deve avere pazienza con lui perché è un gioiello, un pezzo importante che può aiutare, ma è giovane si deve fare. Gli voglio molto bene e ha una grande potenzialità. Deve sentirsi importante e trovare minuti, può essere un calciatore che ci può aiutare tantissimo. Può diventare un giocatore da Milan quest'anno, poi sta a lui, ma può essere importante".
"Mi piace parlare comunicare e farmi sentire. Mi fa proprio bene, mi toglie tensione e mi tranquillizza. Non mi considero un leader come Maignan, Gabbia o Modric in questo momento. Rabiot e Pulisic sono più leader in campo, dove ti danno qualcosa in più. Quelli che senti di più sono i primi tre. Modric è silenzioso, ma se parli con lui ti dà il consiglio giusto, non urla è tranquillo, ma è comunque un leader, perché ogni parola che dice è santa. Gabbia mi sembra un grande lavoratore, lavora come un matto. Mi vedo come lui, nelle difficoltà abbiamo fatto un miglioramento. Maignan ha una grande presenza, dà tantissima grinta alla squadra e comanda. Averlo come portiere è importante".
"Mi ha scritto dopo la firma con il Milan e non sapevo che non era stato molto vicino negli altri anni. Da quello che vedo ora vuole stare vicino al Milan. Ascolta molto, è molto positivo. Vuole avvicinarsi molto, ma senza essere irruento, chiede per capire cosa fare o in cosa può aiutare. Vederlo è importante perché quando è vicino ti dà qualcosa in più, è molto importante per noi, ci farà molto bene".
"Si si. Siamo all'altezza, anche se non abbiamo fatto una bella partita contro il Benfica. Possiamo fare dei risultati molto positivi in Europa. Non bisogna pensare solo al campionato, l'Europa League è un obiettivo importante in questa stagione, lo pensiamo tutti e so che faremo bene. In Europa League metto il Milan tra le prime quattro: lo vedo con Juventus, Benfica e Bournemouth. Poi può succedere di tutto, ma vedo la gara che abbiamo fatto contro il Benfica come una possibile semifinale. Finale? Da sognatore Milan-Juventus, altrimenti Milan-Bournemouth".
"Entrare in Champions League per me è molto fattibile, abbiamo la squadra. Lotteremo per raggiungere questo obiettivo. Inter e Roma? Normale che siano più avanti è la verità. L'Inter è più forte in questo momento viene da un progetto più lungo, stessa cosa per la Roma. Vorrei vedere il Milan di oggi tra 5 anni di progetto. Il Como è molto forte, sta lavorando bene per Fabregas, ma non più forte di noi. C'è il Napoli, l'Atalanta, la Juventus, è un campionato bellissimo, ci sono 7-8 squadre che possono lottare è bello giocare a questi livelli. Ti fa crescere".
"Possono fare a meno di me, hanno vinto un Mondiale, sono contentissimo. Con l'Under 21 ho giocato una semifinale europea, ma bisogna lavorare. Sono contento di quello che faccio e del mio livello, devo fare qualcosa di più per meritarmi una chiamata, arriverà. Uno degli obiettivi più importanti, è un orgoglio".
"Sarri mi ha insegnato tanto, anche se all'inizio è stato difficile. Ha deciso che non ero pronto e per un po' di tempo non ho giocato, ma sono cresciuto. Ci siamo incontrati di nuovo e ho avuto un'importanza maggiore. Sarri è una persona incredibile, in campo è cazzuto, tosto. Sarri è più tattico e ordinato di Amorim, Amorim va più avanti è più aggressivo. Sono molto diversi, totalmente diversi".
"Ero un ragazzo così così all'epoca. Ero bravo, ma facevo un po' di casino. Il Barcellona non era deciso. Dire no al Real Madrid in quel momento era difficile. 4 anni bellissimi nella cantera e poi sono andato alla Lazio e mi sono ritrovato al Milan, non ho rimpianti".
"Con Modric non avevo giocato in campo, ma si vedeva che era pazzesco in allenamento. Mi allenavo come un giocatore della Primavera e non avevo misure quando mi allenavo con la prima squadra. Avevo menato un paio di volte Rodrygo. Modric mi disse di avere cura degli altri, ora ci ridiamo. Ci aiuta tantissimo, è un leader e da tutto. Fuori campo vedi la sua umiltà. Stare vicino a lui si imparano tantissime cose".
"Molto bene, mi sento bene, non me l'aspettavo perché mi trovo tanto bene. Sono ragazzi alla mano ti fanno sentire subito bene. Leao, Maignan, Gabbia, Camarda, Bartesaghi, sono tutti molto bravi. Mi intendo molto bene con i compagni di reparto. Pavlovic è molto cattivo".
"Sergio Ramos è stato il mio idolo da piccolo, l'ho vissuto quando ha vinto tanto con il Real Madrid. Segnava era un leader, cattivo, dava molto alla squadra. Sono sincero, nel Milan penso a Nesta, anche perché è passato dalla Lazio al Milan, il mio stesso passaggio. Ci sono tantissimi rossoneri: Maldini, Costacurta, tutti erano forti".
"Si, sta facendo benissimo con il Portogallo e noi dobbiamo migliorare nel servirlo. Dipende molto dal contesto e noi dobbiamo lavorare per lui. Ci può aiutare tantissimo".
"Bisogna vedere, contro il Lecce abbiamo avuto risultati positivi giocando un calcio molto più bello rispetto ad altre partite. Serve adattarsi agli avversari. Io ho visto una squadra decisa e dentro la partita contro il Lecce. Terzino? Mi piace perché mi stimola. A volte abbiamo bisogno di stimoli per imparare cose nuove, affrontare più uno contro uno. Mi piace per migliorarmi e perché vado più in attacco".
"Non sono così determinante. Contro la Lazio abbiamo preso due gol dalla mia parte. Gioco delle belle partite posso aiutare la squadra, ma nessun giocatore è così determinante, a meno che non si parli di un Pallone d'Oro. Nelle prime partite non riuscivo a finire le partite per l'infortunio in precampionato, già nelle ultime ho smesso di uscire. Ora bisogna stare sempre dentro".
"Abbiamo iniziamo molto bene, poi sono arrivate partite più difficile. Contro la Juventus e la Lazio non è facile pareggiare i risultati non sono negativi, ma sei al Milan, ti chiedono di vincere tutto, sempre. La pressione la senti, tutto l'ambiente la sente. Siamo all'inizio di un nuovo progetto, non puoi vincere sempre. L'intenzione di giocare bene e un calcio moderno ci sono, abbiamo fatto una bellissima partita contro il Lecce, i risultati arriveranno non abbiamo dubbi".
"Per un difensore è più difficile in generale. Non ti chiede solo la tattica difensiva, ma è completo. Vai più in pressione, gli piace uscire con la palla. Amorim ha molta ambizione, sotto quell'aspetto è tosto, ma ha la tranquillità di essere all'inizio di un progetto. Siamo contenti".
"Quello dove siamo ovvero l'Europa League, perché siamo arrivati lì lo scorso anno. Non siamo arrivati in Champions per molti fattori, ma è la realtà. Ora bisogna lavorare, l'obiettivo principale è tornare in Champions, ma anche avere l'ambizione di vincere lo Scudetto".
"Far vincere o aiutare a vincere è una soddisfazione molto più bella di arrivare a un'Inter o ad altre squadre che stanno già vincendo. Amorim è un allenatore che trasmette grinta è moderno, aggressivo e adatto al calcio che si chiede in Europa. Siamo all'inizio del progetto, i risultati arriveranno, ma serve tempo".
"Si c'erano diverse squadre, ma ho scelto il Milan. Quando ti chiama una squadra con queste squadra e questi titoli è difficile dire di no. Altre squadre vivono un momento migliorare, ma aiutare il Milan a tornare a vincere non puoi trovarlo da altre parti. Mi ha cercato anche l'Inter? Si".
"Ringrazio per queste parole, sono molto contento di essere al Milan. Abbiamo fatto un mercato importante a livello economico portando pezzi importanti per il progetto. Io cerco di aiutare sempre la squadra come Ramos e Moreira. Abbiamo iniziato bene con questi calciatori che danno un plus alla squadra. Vogliamo crescere, essere tranquilli e dare soddisfazione ai tifosi".
Gila entra sul palco accolto dai cori del pubblico
'Mario Gila: Grinta Milan': segui con noi live le parole del difensore rossonero Mario Gila durante il panel per 'Il Festival dello Sport' evento de 'La Gazzetta dello Sport' organizzato a Trento. Si inizia alle 18:00 con l'intervento video di Gerry Cardinale, proprietario AC Milan e fondatore RedBird Capital Partners.
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