Per il numero uno di RedBird, la permanenza del connazionale Pulisic va ben oltre il mero fattore tecnico. Bensì rappresenta un asset fondamentale per una questione di immagine, marketing e consolidamento del brand rossonero sul mercato statunitense. Dal lato del calciatore, però, la situazione si fa decisamente più ingarbugliata.
La complessa situazione contrattuale e lo stallo sul rinnovo
—Il contratto che lega l'attaccante al Milan scadrà ufficialmente il 30 giugno 2027. Il club rossonero vanta una clausola d'opzione unilaterale per estendere il matrimonio fino al 30 giugno 2028 alle medesime cifre attuali. Ovvero 4 milioni di euro netti a stagione più bonus. Nonostante questa garanzia burocratica, l'impressione diffusa è che il calciatore voglia sfruttare la vetrina del Mondiale casalingo per rispolverare la propria immagine internazionale e attirare nuovi estimatori all'estero.
Non appare casuale il fatto che ogni dialogo per il rinnovo contrattuale si sia arenato per ben due volte, a causa di una serie di motivazioni profonde:
Il fattore nuovo allenatore e le tempistiche del mercato
—Il futuro dello statunitense potrebbe tuttavia essere riscaldato dall'imminente cambio della guardia sulla panchina del Milan. L'arrivo ormai probabile di un nuovo tecnico (conOliver Glasner in pole position), portatore di principi di gioco differenti e moduli più offensivi, potrebbe spingere Pulisic a rivedere i propri piani e a sposare nuovamente la causa milanista.
Ogni scenario resta al momento congelato. La concentrazione del calciatore è rivolta esclusivamente alla rassegna iridata. Fino alla metà di luglio, difficilmente si muoveranno tasselli definitivi sul futuro del numero 11 rossonero.
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