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Milan, l’attacco entusiasma, la difesa meno

Stefano Bressi

Il nuovo Milan sembra aver trovato prima la giusta quadratura in attacco che in difesa, nonostante l'arrivo di Bonucci. In più c'è l'incognita Suso.

Durante l'estate il mercato del Milan ha infiammato i tifosi. I tanti acquisti hanno ridato entusiasmo a un ambiente che sembrava essere ormai da troppo tempo depresso. Alla fine, nonostante tutto, qualche piccola contestazione continuava però a essere fatta. Si sa, più si ha e più si vuole. In modo particolare, aveva lasciato a desiderare il mancato arrivo di un attaccante di grido, del bomber da 30 gol che potesse garantire una svolta in attacco. Tutt'altro parere si aveva sulla difesa, rinforzata con l'arrivo di Leonardo Bonucci.

Ebbene, dopo un mese di campionato si può dire che, ancora una volta, i pronostici sono stati ribaltati. Il Milan visto fin qui sembra essere decisamente in palla quando attacca, sempre pericoloso e con una circolazione di palla sicuramente interessante. Per quanto riguarda la realizzazione, poi, problemi sembra davvero non essercene. I tre attaccanti hanno già dimostrato di saper segnare molto, tanto da mettere in difficoltà Vincenzo Montella nelle scelte. I gol segnati fin ora sono tantissimi.

Diverso il discorso per la difesa. Bonucci non ha ancora ingranato e sembra quasi spaesato a tratti in un ambiente che forse non ha ancora riconosciuto come proprio. Anche il passaggio alla difesa a tre in corsa non ha aiutato, con meccanismi da modificare, con tanto tempo perso nel pre-campionato per raggiungere l'intesa di reparto. Se il Milan segna tanto, è pur vero che subisce, spesso alla prima occasione utile. Nelle ultime quattro gare i rossoneri hanno sempre preso gol.

Capitolo a parte merita Suso, che è sicuramente una delle stelle del Milan, da sempre considerato imprescindibile da Montella. Adesso il suo posto da titolare, con il passaggio alla difesa a tre, non è più una certezza. Lo spagnolo dovrà trovare la propria posizione migliore in campo, adattandosi al nuovo sistema di gioco. Altrimenti, rischia di rimanere fuori. Perché se lo scorso anno senza di lui il Milan sembrava perso, adesso c'è sempre qualcuno fuori che sembra assurdo non far giocare.

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