Pianeta Milan Rubriche Editoriali e Analisi Milan, l'anno zero di Cardinale parte in salita: lo scetticismo pesa più del mercato

Milan, l'anno zero di Cardinale parte in salita: lo scetticismo pesa più del mercato

Redazione PianetaMilan.it
Piazza in rivolta, stampa diffidente e aspettative basse: il nuovo corso Cardinale-Amorim riparte con un credito di fiducia ridotto all'osso.

C'è un giudizio che, sul Milan, è già stato emesso prima ancora che la palla cominci a rotolare. A due mesi dal via della nuova stagione, il nuovo corso di Gerry Cardinale e Rúben Amorim riparte con un credito di fiducia ridotto all'osso: contestazione della piazza, stampa diffidente e aspettative basse. Per una società abituata a presentarsi ai blocchi tra le favorite, è una posizione di partenza inedita. Conviene allora capire da dove nasce quella diffidenza, prima ancora di pensare al campo.

Da dove nasce la diffidenza

Il punto di partenza è una rivoluzione societaria che ha spiazzato la piazza. Il Milan ha ufficializzato una struttura senza Head of Football, senza direttore tecnico e senza direttore sportivo tradizionale, con Cardinale accentratore al vertice e un mercato affidato a profili di matrice analitica e finanziaria. Una scelta arrivata, peraltro, dopo un mese di rifiuti: prima di Amorim erano arrivati i no di Iraola e Xavi, mentre per la dirigenza erano sfumati Ralf Rangnick e il tedesco Markus Krösche.

Le perplessità su questo modello le abbiamo analizzate nel dettaglio parlando del «magic touch» evocato dal club. Il timore di fondo resta lo stesso: un allenatore straniero da proteggere, senza un riferimento istituzionale di campo che faccia da scudo, come già accaduto nel difficile biennio tra Fonseca e Conceição.

Un Milan che parte dietro le big

È su questo sfondo che maturano le aspettative per la stagione che verrà, e non sono lusinghiere. Lo scetticismo si legge ovunque: nella contestazione della curva al nuovo organigramma, nei giudizi severi della stampa e persino tra i migliori siti scommesse, dove i rossoneri partono dietro a Inter e Napoli nelle valutazioni di inizio stagione.

È un indicatore parziale, ma racconta bene il clima del momento: il nuovo Milan non parte come una candidata al vertice, bensì come un cantiere aperto da cui ci si attende soprattutto di capire che identità avrà. Su Tuttosport, il giornalista Federico Masini è stato esplicito, «Non lasciate solo Amorim, rischia il caos», ricordando come Cardinale appoggerà il tecnico, ma dal suo studio di New York.

Ora tocca al campo

I verdetti di giugno, va detto, contano fino al primo fischio d'inizio. Ad Amorim, però, non basterà la lavagna tattica perché l'umore attorno alla squadra cambi: servirà che la struttura societaria regga i momenti di tensione che la Serie A porta inevitabilmente con sé, e che il mercato gli consegni una rosa coerente con le sue idee e non un compromesso al ribasso. Goncalo Ramos può essere un primo passo promettente, se non altro perchè asseconda le richieste dell'allenatore, cosa mai vista finora nella gestione Redbird. Ma sarà solo il campo a dire se il modello collegiale di Cardinale è un'intuizione o un azzardo. Di certo, l'anno zero rossonero comincia con il vento contro, e con l'onere di rispondere sul campo a chi, oggi, lo dà per partito battuto.