Pianeta Milan Rubriche Editoriali e Analisi Juventus-Milan 1-1: cosa ha funzionato e cosa no nel Milan di Amorim. L'analisi completa

Juventus-Milan 1-1: cosa ha funzionato e cosa no nel Milan di Amorim. L'analisi completa

Redazione
Il Milan accarezza il colpo allo Stadium con Cissé ma Gatti salva la Juventus al 92'. Tutti i segreti tattici e i promossi e bocciati del match di Torino

Juventus-Milan 1-1, analisi post partita: i rossoneri non hanno giocato benissimo, ma si portano a casa comunque un punto prezioso per il campionato.

1. La partita in breve

Finisce in parità il big match tra Juventus e Milan valido per la terza giornata di Serie A 2026-27. Dopo l’illusorio vantaggio firmato da Cissé, il Milan non riesce a chiudere la partita e i padroni di casa la pareggiano al 92’ grazie a un colpo di testa di Gatti.

2. Formazioni e cambiamenti tattici

I bianconeri, complici anche le numerose assenze, sono scesi in campo con 10 degli 11 giocatori da noi preannunciati, eccezione fatta per l’esterno sinistro, dove Alajbegović ha avuto la meglio nel ballottaggio con Boga.

XI di partenza Juventus: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí, Çelik; Locatelli, Douglas Luiz; Conceição, González, Alajbegović; Kolo Muani.

Nella ripresa sono entrati Boga e Koopmeiners per Alajbegović e Nico González, con l’olandese ex Atalanta che si è spostato sulla linea dei trequartisti. Più tardi ha fatto il suo esordio Woltemade per Douglas Luiz, sostituzione che ha cambiato anche l’assetto della Juventus, che si è messa con un 4-4-2 molto offensivo, con Koopmeiners e Locatelli come mediani. Infine hanno fatto il loro ingresso in campo anche Zhegrova per Conceição e, nel finale, Gatti per Çelik, per sfruttare i centimetri del difensore italiano.

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XI di partenza del Milan: Maignan; Gila, De Winter, Pavlović; Moreira, Musah, Modrić, Estupiñán; Rabiot; Saelemaekers, Ramos.

Nel secondo tempo Ruben Amorim ha effettuato cambi ruolo per ruolo, senza stravolgere lo stile di gioco. Nella fattispecie sono entrati contemporaneamente Cissé, Loftus-Cheek e Chukwueze per Saelemaekers, Rabiot e Moreira. Nel finale sono entrati anche Jashari per Modrić e Terracciano per Gila.

3. Come ha giocato la Juventus

Senza girarci troppo intorno, i padroni di casa hanno fatto la partita e creato diverse occasioni. La squadra è apparsa molto organizzata in entrambe le fasi. Senza palla ha applicato un’ottima pressione attraverso le tre punte e l’abbassamento di Nico González sulla linea dei centrocampisti, dando maggiore struttura alla zona di metà campo. In fase offensiva, invece, sono state sfruttate maggiormente le conclusioni da fuori, le transizioni in contropiede e i traversoni al centro.

4. Come ha giocato il Milan

I rossoneri, a differenza delle prime due partite, hanno sofferto qualcosa in più e creato meno in attacco. La costruzione dal basso avveniva tramite un “2+2”, con i braccetti larghi e Koni De Winter che si allineava con Modrić, permettendo così a Maignan di poter impostare quasi come un giocatore di movimento.

Nonostante questo, l’idea di gioco rimane sempre chiara e ben interpretata dai ragazzi di Amorim: costruzione dal basso, palle in profondità e cambi di gioco rapidi e precisi. Come nelle prime due partite, però, la partita si sblocca dopo il 60’ grazie ai cambi. Nel finale, purtroppo, si è pagata la voglia della Juventus di pareggiare la partita e la difficoltà rossonera sui palloni aerei.

5. Dove la Juventus ha fatto male

La squadra di Luciano Spalletti ha segnato su un colpo di testa arrivato dopo un traversone dalla sinistra, dove le marcature sono saltate. Inoltre sono stati ben sfruttati i movimenti palla al piede degli esterni, che rientravano verso il centro del campo per calciare in porta. A dare problemi alla retroguardia rossonera sono stati anche gli anticipi mancati dei braccetti Gila e Pavlović, che hanno aperto varchi alle loro spalle dove, complice anche un brutto posizionamento difensivo degli esterni del Milan, gli attaccanti juventini sono stati bravi a inserirsi e creare pericoli.

Anche nel finale, l’azione che ha portato al fallo su Woltemade, dal quale è nato il gol del pareggio di Gatti, nasce proprio da un’uscita errata di Terracciano. Il braccetto rossonero si fa trovare fuori posizione e consente al nuovo attaccante bianconero di difendere palla sul centrale belga del Milan e, dopo aver cercato di lanciarsi in profondità, ottenere il fallo.

6. Dove il Milan ha colpito

Il Milan, come indicato in precedenza, ha saputo sfruttare il proprio stile di gioco e le idee del tecnico portoghese. In una partita dalle poche occasioni create, sono stati importanti i movimenti in profondità e le sovrapposizioni, ma soprattutto i cambi di gioco rapidi e precisi.

Un esempio è proprio l’azione dello 0-1 di Cissé, ben pescato da Samuel Chukwueze, abile nell’uno contro uno e a calciare con il destro sul palo più lontano.

7. La chiave tattica: confermata o smentita?

Nel pre-partita era stato indicato come la gara avrebbe potuto essere condizionata dalla gestione delle transizioni. Chiave tattica confermata in parte, in quanto il vantaggio rossonero è arrivato proprio da una transizione e diverse occasioni mancate dai bianconeri sono nate da palloni recuperati in fase offensiva o da situazioni di superiorità numerica.

8. Le 3 cose da osservare: cosa abbiamo visto?

  • 1. Come il Milan è uscito dal pressing della Juventus? I rossoneri, per poter superare la pressione della Juventus, sono stati bravi a cambiare la prima impostazione abituale, passando da un 3+1 a un 2+2. Questo ha consentito a Musah di alzarsi sui trequartisti e, quando la palla era tra i piedi di un difensore o di Modrić, venire incontro fornendo un’ulteriore opzione. Poi, a seconda di quale lato fosse il pallone, l’esterno opposto cercava la profondità, sfruttando lo spazio lasciato dai terzini di Spalletti che si stringevano dentro al campo.
  • 2. Gli spazi alle spalle degli esterni bianconeri: A differenza dell'analisi pre-partita, dove ci si aspettava che il Milan cercasse molto la giocata profonda sugli esterni, questa soluzione è stata utilizzata poco e, quando è stata cercata, è stata sfruttata in malo modo. Peccato, perché se ricercata con maggiore frequenza avrebbe potuto creare problemi alla Juventus.
  • 3. Chi ha vinto le transizioni? Le transizioni sono state importanti e pericolose per entrambe le squadre, ma si è vista la Juventus creare più occasioni in questo contesto. Da notare però che il vantaggio rossonero è arrivato proprio da una transizione vincente: Kolo Muani perde palla, il pallone viene allargato a Chukwueze che cambia gioco e mette Cissé uno contro uno con Locatelli.

9. Cosa ha funzionato e cosa no per il Milan

Le cose positive viste nella partita di Torino sono gli attacchi alla profondità e i cambi di gioco. Importante anche segnalare la prova, in crescita, di De Winter, nonostante il fallo che ha dato origine al gol della Juventus.

L’altro lato della medaglia, però, ha fatto emergere alcune lacune, come ad esempio la cattiveria nei contrasti, la precisione dei passaggi, la qualità degli stop e la voglia di conquistare le seconde palle. Inoltre, alcune letture e alcuni posizionamenti difensivi sono da rivedere e aggiustare. Per fortuna del Milan la Juventus è stata imprecisa sotto porta, però il ritardo nel riposizionamento degli esterni, più che una novità, sembra essere una costante di questo avvio di stagione.

10. Conclusione: cosa ci lascia questa partita

Nella seconda trasferta stagionale a Torino si è affrontato il primo big match del campionato, in un confronto contro un’avversaria che ha saputo mettere in difficoltà il Milan e approfittare dei punti deboli. Tutto sommato, però, il Diavolo ha conquistato un punto che sicuramente è buono. La squadra ha dimostrato di saper soffrire e che, quando riparte, sa essere pericolosa.

Da evidenziare nuovamente l’importanza dei cambi e di quanto sia decisiva l’ultima mezz’ora di partita: 5 gol segnati tutti dopo il 60' in stagione. D’altro canto, però, bisogna segnalare la troppa superficialità nei tocchi e nelle sponde, la poca aggressività nei contrasti e, per la prima volta in stagione, la poca fantasia davanti, con le conseguenti poche occasioni create.

In definitiva, il pareggio lascia un po’ di amaro in bocca per il gol subito al 92’, ma allo stesso tempo conferma che questa squadra ha delle idee precise e che, anche contro un avversario organizzato, riesce a creare situazioni pericolose. Ora bisognerà lavorare soprattutto su quegli aspetti che contro la Juventus sono emersi maggiormente: aggressività, attenzione difensiva, seconde palle e qualità negli ultimi metri.

(autore Lorenzo Lancini – Occhio al Talento)

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