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Rangnick al Milan si complica? Pröll (Pres. ÖFB): “Sono molto ottimista che scelga l’Austria”

Daniele Triolo Redattore 
Gerry Cardinale offre la carica di direttore tecnico a Ralf Rangnick, ma il tecnico chiede pieni poteri e zero ingerenze da Zlatan Ibrahimović nel suo lavoro. Intanto l'Austria offre il rinnovo: le parole del Presidente della ÖFB, Josef Pröll

Entra nel vivo il duello internazionale per il futuro di Ralf Rangnick. Nei giorni scorsi, il fondatore e managing partner del fondo RedBird, nonché proprietario del Milan, Gerry Cardinale, ha offerto ufficialmente al manager tedesco la poltrona di direttore tecnico del club rossonero. La mossa, caldeggiata fortemente da Massimo Calvelli (responsabile dell'area sportiva all'interno di RedBird), punta a importare a Milano il vincente "modello Red Bull" che Rangnick ha creato e sviluppato a Salisburgo e Lipsia.

L'idea di ricostruire dalle fondamenta una società storica come il Milan stuzzica profondamente il tecnico classe 1958. Tuttavia, per porre la firma sul contratto, Rangnick esige garanzie assolute e pieni poteri decisionali. Le sue condizioni spaziano dalla gestione totale della Prima Squadra alla programmazione delle giovanili. Includono metodologie di lavoro, filosofia di gioco e l'inserimento dei propri uomini di fiducia in ogni settore strategico.

La clausola di non ingerenza: il nodo Ibrahimović-Kirovski

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Il punto più delicato della trattativa riguarda la richiesta di totale autonomia operativa. Il nativo di Backnang ha preteso da Cardinale la certezza che non vi siano interferenze o ingerenze nel proprio operato da parte di altre figure dirigenziali o consulenziali già presenti nell'orbita del Diavolo. Il riferimento, estremamente specifico, è rivolto a due profili chiave dell'attuale organigramma:

  • Zlatan Ibrahimović: Senior Advisor di RedBird per il club rossonero.
  • Jovan Kirovski: dirigente responsabile del progetto Milan Futuro.
  • Mentreil club di via Aldo Rossi prende tempo per formulare una risposta definitiva a queste pesanti condizioni gestionali, Rangnick valuta attentamente una proposta parallela e altrettanto concreta.


    L'offerta shock dell'Austria: ingaggio raddoppiato fino al 2028

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    Sul tavolo del manager c'è infatti la proposta di rinnovo formulata dalla ÖFB (la Federazione Calcistica Austriaca), intenzionata a blindare il proprio Commissario Tecnico per i prossimi anni. Per convincere il tedesco a rifiutare la corte del Milan, la Federazione ha messo sul piatto un prolungamento contrattuale fino al 30 giugno 2028 con un importante sforzo economico: lo stipendio verrebbe infatti raddoppiato, passando da uno a 2 milioni di euro netti all'anno.

    Le parole del Presidente Pröll: "Siamo molto ottimisti"

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    A fare chiarezza sulla posizione della Federazione austriaca è intervenuto direttamente Josef Pröll, Presidente della ÖFB, il quale ha espresso forte fiducia nel lavoro svolto finora e nelle possibilità di trattenere il tecnico:

    "Vogliamo tenerlo, lui conosce i termini. Aspettiamo la sua decisione nei prossimi giorni o settimane. Lui e io sappiamo cosa nutriamo l'uno per l'altro, perché comunichiamo in modo molto aperto. Sono molto ottimista che scelga l'Austria. È chiaro che finanziariamente non possiamo competere con un grande club internazionale. Ciononostante siamo convinti di aver costruito un pacchetto complessivo attrattivo con la Nazionale".

    Le dichiarazioni di Pröll certificano l'esistenza di un vero e proprio ostacolo per i piani di RedBird. Resta da capire se il fascino del progetto di rilancio rossonero e la prospettiva di operare con un budget da top club europeo basteranno a Rangnick per preferire il Milan alla stabilità della panchina austriaca.