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Milan, è un passo indietro che fa male: il caso Ramos e la tegola che spaventa Amorim

Daniele Triolo
Il Milan impatta al Mapei Stadium contro il Sassuolo: Adrien Rabiot illude, Cas Odenthal punisce i rossoneri. Preoccupazione per lo stop muscolare di Matteo Gabbia

Scatto in avanti? No, un passo indietro. Se non addirittura due. Il pareggio per 1-1 rimediato dal Milan di Rúben Amorim al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il Sassuolo di Alberto Aquilani, nel match valido per la 6^ giornata della Serie A 2026-2027, lascia un retrogusto decisamente amaro. L’analisi odierna del Corriere della Sera fotografa perfettamente il momento di stallo dei rossoneri, costretti a fare i conti con una frenata che fa male alla classifica e al morale, soprattutto alla luce del forcing che attende la squadra nelle prossime settimane.

Il temuto tour de force del mese di ottobre è appena iniziato. I rossoneri saranno chiamati a scendere in campo ogni tre giorni fino all'attesissimo derby della sera di Halloween. Aprirsi con un deludente pari in casa dei neroverdi non è il biglietto da visita sperato: il Sassuolo ha strappato un punto ampiamente meritato al Diavolo, giocando una partita ordinata ma senza dover compiere miracoli. Per il Milan si tratta, senza mezzi termini, di un’occasione persa per sprintare in classifica, specialmente perché l’Inter è già scappata a +4 dopo appena sei turni di campionato.

I problemi tattici di Amorim: l'identità smarrita e il rebus del modulo

Secondo il quotidiano generalista, nella serata storta di Reggio Emilia non è da censurare soltanto il risultato, ma l'intera espressione di gioco. Rúben Amorim ha provato a rimescolare le carte, passando dall'iniziale 3-4-2-1 a un più lineare 4-4-2. Una mossa che non ha pagato, costringendo il tecnico portoghese a una parziale marcia indietro nella ripresa che non ha però prodotto gli effetti sperati. La sensazione dominante è che ci sia ancora moltissimo lavoro da fare per trovare un’identità definita: la manovra rossonera è apparsa lenta, prevedibile, con ritmi troppo bassi, reparti distanti e sconnessi tra loro.
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In un colpo solo sono state spazzate via le ottime vibrazioni che la vittoria di San Siro contro il Lecce, prima della sosta per le Nazionali, aveva lasciato in dote. Al loro posto emergono interrogativi profondi, vecchi e nuovi, che minano le certezze dell'ambiente rossonero.

Il caso Gonçalo Ramos e gli esterni che sparano a salve

Il dubbio più grande porta il nome di Gonçalo Ramos. L'investimento estivo da 74 milioni di euro pesa come un macigno sul bilancio e sulle aspettative, a fronte di un rendimento attuale fermo a un solo gol in sei partite di campionato. Il paradosso legato all'attaccante portoghese è evidente: con la maglia del Portogallo, durante la recente sosta, ha timbrato il cartellino per ben 3 volte in 3 match da titolare. Diventa quindi chiaro come il problema risieda nel modo in cui il Milan lo mette in condizione di rendersi pericoloso. Ramos orbita troppo lontano dall'area di rigore, disinnescando la sua stessa letalità.

Il Corriere della Sera sottolinea inoltre la serata fortemente deficitaria dei due esterni, Samuel Chukwueze e Diego Moreira, oltre a quella della stella statunitense Christian Pulisic. Sulla carta avrebbero dovuto comporre una trazione anteriore super offensiva, ma sul terreno del Mapei Stadium hanno finito per sparare a salve, lasciando l'attacco isolato.

La beffa di Odenthal e l'allarme infermeria per Matteo Gabbia

I problemi per Amorim non si limitano all'incisività offensiva, ma investono direttamente la retroguardia. Il Milan era pure riuscito a sbloccare l'incontro al 63' grazie alla staffilata sul primo palo di Adrien Rabiot, splendidamente innescato da un Luka Modrić capace di cambiare la marcia della squadra dal suo ingresso a inizio ripresa. La gioia del vantaggio è durata però appena cinque minuti: al 68' è arrivato il pareggio del Sassuolo firmato da Cas Odenthal. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Armand Laurienté, il pallone è sfilato in area piccola passando in mezzo alle gambe dei difensori senza che nessuno accennasse l'intervento. L'ennesimo gol incassato da palla inattiva: un difetto strutturale che non può più essere tollerato.
Nel post-partita sia Amorim che Rabiot hanno parlato apertamente di due punti persi, e l'analisi dei fatti dà loro ragione. Resta il dato di fatto che, producendo una mole di gioco così esigua, diventa difficile sperare in un esito diverso. A completare il quadro di una domenica da dimenticare ci si mette anche l'infermeria: filtra grandissima preoccupazione per le condizioni di Matteo Gabbia, costretto al cambio intorno al 20' del primo tempo. Per il difensore centrale si teme una lesione di alto grado al flessore sinistro; gli esami strumentali previsti per la giornata odierna definiranno i tempi di stop.

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