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Milan, summit di 6 ore in Germania con Glasner: ecco perché piace ai rossoneri

Daniele Triolo Redattore 
Vertice di sei ore a Monaco di Baviera (Germania) tra Gerry Cardinale e Oliver Glasner per la panchina del Milan dopo Massimiliano Allegri. Tutti i dettagli sul nuovo assetto e i nodi tattici in questo articolo

Il Milan accelera per il dopo-Allegri e punta dritto sul profilo internazionale di Oliver Glasner. Nella serata di martedì, un vertice blindato in Germania (con Monaco di Baviera come sede più accreditata) ha sancito l'apertura ufficiale dei dialoghi tra il club rossonero e il tecnico austriaco, reduce da un'importante esperienza in Premier League sulla panchina del Crystal Palace.

Summit di sei ore a Monaco: chi c'era al tavolo con Glasner

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L'incontro non è stato una semplice formalità: un faccia a faccia di sei ore utile a sviscerare piani e visioni future. La delegazione rossonera presente al summit testimonia l'importanza del momento storico e societario che il club sta attraversando:

  • Gerry Cardinale: managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan, sceso in campo in prima persona per blindare la scelta della nuova guida tecnica.
  • Massimo Calvelli: uomo di fiducia di Cardinale in RedBird, che ha ormai rilevato parte delle deleghe da amministratore delegato precedentemente in mano a Giorgio Furlani, tracciando il nuovo assetto dirigenziale.

  • Zlatan Ibrahimović: il Senior Advisor di RedBird per il Milan. Sebbene le fonti ufficiali non confermino la sua presenza, la sua impronta decisionale sulle questioni di campo e di spogliatoio è considerata cruciale in questo appuntamento conoscitivo.
  • Le condizioni di Glasner e il fattore Ralf Rangnick

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    L'appuntamento ha gettato le basi per un possibile futuro insieme, ma ha anche evidenziato diversi nodi da sciogliere. Glasner non cerca solo una panchina, ma un progetto strutturato. Durante il colloquio sono emersi interrogativi chiave sui quali le parti dovranno riaggiornarsi:

  • La definizione precisa della nuova struttura societaria e delle catene di comando.
  • La gestione strategica del settore giovanile, da sempre pilastro della filosofia di RedBird.
  • Le linee guida del calciomercato estivo, tra investimenti mirati in entrata e cessioni dolorose ma necessarie.
  • La candidatura di Glasner stuzzica particolarmente Cardinale e potrebbe concretizzarsi a prescindere dall'eventuale sbarco a Milano di Ralf Rangnick nel ruolo di direttore tecnico. Proprio Rangnick fu il mentore che lanciò Glasner ai tempi del Salisburgo: un binomio che, se ricomposto in rossonero, garantirebbe una sinergia totale tra area tecnica e dirigenza.

    Evoluzione tattica: perché Glasner non è un allenatore "alla Fàbregas"

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    Il profilo di Oliver Glasner porta in dote un curriculum internazionale di assoluto rispetto. Nel suo palmarès spiccano la conquista dell'Europa League nel 2022 con l'Eintracht Francoforte e ben tre trofei (F.A. Cup, Community Shield e Conference League) conquistati nel biennio d'oro al Crystal Palace.

    Dal punto di vista tattico, l'austriaco predilige uno stile di gioco moderno, verticale e spiccatamente offensivo, basato storicamente su moduli come il 3-4-2-1 o il 3-4-3. Una scelta che rappresenta una netta virata strategica da parte del Diavolo. Glasner, infatti, è un tecnico pragmatico e di rottura. Molto lontano, però, dall'idea iniziale della dirigenza che cercava un profilo "alla Cesc Fàbregas" – votato a un possesso posizionale e a una filosofia di gioco differente – per raccogliere l'eredità di Massimiliano Allegri.