Milan, Allegri ha messo ordine imponendo il suo codice: i dettagli che fanno la differenza
Vero, siamo soltanto a settembre e fino a maggio 2026 c'è una lunga strada da fare: ma, per il 'Corriere della Sera' oggi in edicola, è già un dato di fatto che il nuovo Milan di Massimiliano Allegri sia ben diverso da quello visto nella passata stagione. In 80 giorni di lavoro Allegri e il suo staff stanno riuscendo dove Paulo Fonseca prima e Sérgio Conceição poi avevano fallito. Ovvero creare un gruppo e renderlo una squadra.
Il 'CorSera' ha sottolineato come - naturalmente - l'apporto tattico di Allegri stia contribuendo a ridare solidità al Milan. Con il 3-5-2, il Milan, per esempio, ha blindato la difesa. A centrocampo, poi, le stelle Luka Modrić e Adrien Rabiot - con qualità, leadership ed esperienza - forniscono le linee guida a tutti gli altri.
Massimiliano Allegri AC Milan allenamento Milanello
Milan, il codice Allegri: dalla tavola al 'dress code'
Inoltre, c'è la credibilità di un tecnico vincente che, già con la propria presenza, trasmette ai giocatori del Milan fiducia e compattezza. In allenamento si lavora duro, poi, si ride e si scherza tutti insieme. Però, per il quotidiano generalista, ci sono anche molti dettagli quotidiani che stanno facendo la differenza.
Fin dal suo arrivo, infatti, Allegri ha imposto il suo codice e sta funzionando. Qualche esempio? A Milanello c'è la tavola quadrata, per evitare che si formino i gruppetti. Così come vige l'obbligo di parlare in italiano, di seguire un certo 'dress code' quando si va in trasferta e del ritiro pre-partita.
La nuova tavolata unica, a Milanello, ha una finalità tattica, più che logistica. Fino a qualche mese fa, ha rivelato il 'Corriere della Sera', i giocatori del Milan si dividevano in più tavoli. Con il risultato che si venivano a creare gruppetti separati. Ora questa nuova disposizione obbliga tutti a stare con tutti.
Il tecnico ripete spesso: "Siamo il Milan, non dimentichiamocelo mai"
E tutti a parlare italiano, come da regola imposta anche da Zlatan Ibrahimović. E che dire del 'dress code'? Non soltanto i giocatori, ma anche magazzinieri e cuochi devono presentarsi allo stadio, in trasferta, in giacca e cravatta. Sembra quasi di essere tornati al 'vecchio Milan', quello di Silvio Berlusconi.
È un messaggio di appartenenza. Allegri, le cui regole di condotta sono rigorose, ripete spesso ai suoi ragazzi: «Siamo il Milan, non dimentichiamocelo mai». E tutti seguono il loro capo perché sanno che può condurli, in questo modo, verso risultati davvero importanti.
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