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Pioli, prima missione riuscita: ha restituito serenità e fiducia al Milan

Daniele Triolo

Stefano Pioli, da due mesi sulla panchina rossonera, ha avuto un inizio difficile per via di un calendario complicato. Ora però inizia a vedersi la sua mano

"NEWS MILAN - È sempre stato definito, a furor di popolo, il 'normalizzatore'. Ovvero quell'allenatore che viene chiamato in casi disperati e, come se avesse la bacchetta magica, riesce a sistemare anche le situazioni più complicate. Il campionato è ancora lungo, la classifica è ancora (tanto) deficitaria, ma, senza dubbio, Stefano Pioli è riuscito a completare, quasi fosse in un videogioco, la sua prima missione sulla panchina rossonera.

"Il tecnico emiliano, infatti, subentrato a Marco Giampaolo agli inizi del mese di ottobre, è riuscito a restituire, in tempo relativamente breve, fiducia e serenità ad un gruppo che sembrava essere allo sbando, oberato, tatticamente, da troppe nozioni teoriche mai digerite negli allenamenti a Milanello e frustrato, soprattutto, dalla mancanza di brillantezza e risultati sul terreno di gioco settimana dopo settimana.

"Rispetto al suo predecessore, Pioli ha immediatamente capito che, innanzitutto, andavano riportati i calciatori nelle zone in cui sono maggiormente abituati a giocare, abiurando, in partenza, qualsiasi esperimento di conversione degli stessi in giocatori polivalenti: un allenatore intelligente come l'ex Parma, Bologna, Lazio, Inter e Fiorentina, infatti, ha voluto parlare con tutti i suoi nuovi ragazzi, prima di iniziare ad allenarli sul campo, per recepirne volontà e desideri.

"Quindi, Pioli ha puntato sulla semplicità degli schemi e delle giocate, instaurando con i suoi calciatori un rapporto umano molto aperto e socievole, benché estremamente professionale, chiedendo loro di impegnarsi al massimo per il bene comune ed auspicando che, così facendo, i calciatori del Milan potessero ritrovare grinta, voglia, spunto nelle giocate e quella scintilla di fuoco sacro che sembrava non esistere nella prima parte di stagione.

"I risultati, all'inizio, sono stati inferiori a quelli di Giampaolo, un po' per sfortuna (il 2-2 di 'San Siro' contro il Lecce, dopo una partita ottimamente giocata dal Diavolo, è arrivato al 92' con un gol dalla distanza imparabile per Gigio Donnarumma), un po' per via di un calendario complicato, che ha visto i rossoneri affrontare, nelle susseguenti cinque gare, ben quattro avversari di livello superiore al Milan di quest'anno, ovvero Roma, Lazio, Juventus e Napoli.

"Poi, però, già a partite dal match contro i partenopei, il Milan ha preso a mietere punti, convincendo sul campo per atteggiamento, prestazione e gioco corale: non è un caso, infatti, che i rossoneri abbiano espugnato due campi storicamente ostici e difficili come il 'Tardini' di Parma ed il 'Dall'Ara' di Bologna al termine di due partite molto ben giocate rilanciando, di fatto, le proprie ambizioni in classifica. Certo, c'è ancora tanto da limare: la squadra segna poco rispetto a quanto crea e incassa troppo rispetto quanto subisce, ma su questo Pioli ci sta lavorando.

"Il lavoro del 'normalizzatore', dunque, ha iniziato a dare i suoi concreti frutti: come sembrano lontani i tempi del #PioliOut, hashtag lanciato su 'Twitter' dai tifosi rossoneri, scontenti del mancato arrivo di Luciano Spalletti, e finito ben presto in tendenza mondiale! Adesso, addirittura, c'è già chi chiede la conferma del tecnico emiliano, sotto contratto con il Diavolo fino al 30 giugno 2021. Lui, Pioli, non sente nessuno: tira dritto per la sua strada e spera di poter riportare il Milan nelle zone più nobili della graduatoria della Serie A.

"Magari, da gennaio, potrebbe anche contare sull'apporto di un fuoriclasse come Zlatan Ibrahimovic: per le ultime sul centravanti svedese, continua a leggere >>>

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