Intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, l'ex portiere Emiliano Viviano ha voluto spendere alcune parole sul Milan di Amorim...
Viviano: "L'unica cosa che non mi piace del Milan è Musah. Ecco cosa spero che faccia Amorim"
Il calciomercato del Milan continua a far discutere. Ospite ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, l'ex portiere di Serie A Emiliano Viviano si è schierato a favore delle scelte fatte da parte del club rossonero, rispondendo con assoluta sincerità ad alcune questioni.
Milan, Viviano sul mercato rossonero: "Speriamo che trovino un equilibrio"
"Non sono d'accordo con il voto di Giuseppe Pastore. Do la sufficienza, perché ha preso un centravanti molto forte come Goncalo Ramos, perché ha preso dei giocatori giovani tipo Moreira e Hutchinson, perché ha preso un gran bel difensore che è ora il migliore che hanno in rosa come Gila. Anche Hutchinson può essere un bel colpo, un colpo in prospettiva. È riuscito a cedere Leao, che sembrava impossibile!"
Quindi vi dico: secondo me 5 è un po' ingeneroso. Il mio è un 6 dato di pancia, di sentimento. L'unica cosa che non mi piace è Musah: spero che il Milan trovi un equilibrio per far giocare Rabiot in mezzo. Per me, tra l'altro, Jashari è fortissimo: è un giocatore di alto livello e non lo ha ancora dimostrato.
Se la struttura generale della rosa convince l'ex portiere, restano comunque alcuni nodi da sciogliere, soprattutto per quanto riguarda la mediana:
- Musah, quanti dubbi: è l'unica nota stonata nel pensiero di Viviano, che spera di vedere un assetto diverso mirato a valorizzare il talento di Rabiot
- Jashari: profilo ancora inespresso ma, secondo l'ex portiere, con tantissime potenzialità.
Poi noi molto spesso, facciamo dei ragionamenti legati all'equilibrio perché siamo ancorati a un calcio che non c'è più. Cioè, se la squadra riesce a essere corta e aggressiva in avanti e tu giochi in quaranta metri... beh, a quel punto l'equilibrio non esiste! Esiste come riesci a fare il recupero palla, quanto riesci a essere aggressivo in avanti e quanto prima riesci ad arrivare vicino al pallone. Giochi talmente corto che gli unici a doversi preoccupare veramente di correre all'indietro sono i difensori"
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