Milan, Furlani: "Il nostro progetto si basa sul successo sportivo"
Nella giornata di oggi Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, ha parlato al Social Football Summit - evento che è nato nel 2018 e che è ancora oggi l'unico evento B2B mondiale in Italia sulla Football Industry e che si tiene allo Stadio Olimpico di Roma - di diversi temi. Ecco le sue dichiarazioni, riportate da TuttoMercatoWeb, sul mondo Milan e non solo.
Sul progetto stadio: “Preferisco non fare pronostici, fare progetti stadi in Italia non è facile. San Siro è abbandonato, puntiamo su San Donato al momento”.
Sul progetto del Milan: “È un progetto che si basa sul successo sportivo. Sono convinto che debba essere così, nel medio periodo gli interessi del tifoso e dell’azionista sono gli stessi. Il successo sportivo crea un successo finanziario. È strano dirlo e ripeterlo. Ma le risorse che vengono create vengono reinvestite nel prodotto calcio per avere più successo”.
Sul Decreto Crescita: "Noi ci troviamo come calcio italiano in una situazione in cui abbiamo tante forze contro di noi. L'impossibilità di fare stadi è una, la pirateria è un’altra. Poi ci sono cose più piccole che rendono il calcio italiano meno competitivo rispetto agli altri campionati. Il Decreto Crescita è l'unica leva per rendere competitivo il campionato rispetto ad altri. Il calcio non è un giocattolo. È un’industria che attrae capitali stranieri, grazie al Decreto Crescita le squadre italiane sono tornate ad attrarre talenti che prima non riuscivamo a permetterci e grazie a questi abbiamo avuto successo. Quindi a me sembra un totale controsenso andare a cambiare una norma che è quella che ci permette di andare verso la strada giusta e che insita nella parola ha 'crescita'. Mi sembra una pazzia”.
Ancora sul Decreto Crescita e sull'impatto nel calcio italiano: “Tristemente non abbiamo fatto i Mondiali nel 2018 e nel 2022. Ma mi sembra difficile dire che la Nazionale a causa del Decreto Crescita non vada a bene. Se guardiamo le giovanili poi, le nazionali hanno fatto benissimo. Se c’è una preoccupazione, come ho sentito, che il Decreto Crescita impatti sui vivai, allora dico di sederci a un tavolo e parlarne. Cerchiamo di affrontare questo problema. Noi come Milan siamo disposti a impegnarci nello sviluppo dei nostri calciatori. Tagliare il Decreto Crescita però vuol dire ridurre le risorse che sarebbero tolte anche dai settori giovanili".
Sull’Arabia Saudita: "Da economista dico che non può non essere una cosa buona. Il suo ingresso è un’opportunità per tutti”.
Su che Milan sarà tra tre anni: "È un percorso continuo di crescita, vogliamo implementare il business. Odio fare pronostici prima delle partite, figuriamoci a tre anni. Spererei di aver avanzato di più il progetto stadio”.
Sugli obiettivi: "È difficile sia vincere lo Scudetto che arrivare al pareggio di bilancio. Ma se vinci lo Scudetto è più facile pareggiare il bilancio”.
Sulla Serie A: "Se sul campo siamo rivali, con gli altri 19 club dobbiamo lavorare insieme e far crescere il prodotto calcio. Due grandi sfide di sistema: lotta alla pirateria, che è un dramma per il calcio italiano, e gli stadi. Noi ci stiamo impegnando sul nostro progetto stadio, ma sono felice che anche altre squadre stiano intraprendendo altri progetti”.
Sui Diritti TV: “Arrivare al canale della Serie A con ricavi maggiori è un’idea innovativa, interessante, ma non è senza rischi. Non c’è una prova che io conosca in giro in Europa che dimostri che sia la strada giusta, ma secondo me non è stata fatta nemmeno abbastanza analisi per capirlo. È chiaro che è un concetto interessante. Abbiamo deciso che non eravamo pronti e di andare dunque con la forma tradizionale. Il contratto che abbiamo sarà per le prossime cinque stagioni, chissà come cambierà il calcio dopo”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA