Leonardo de Araújo, ex calciatore, tecnico e dirigente del Milan, ha parlato anche dei rossoneri al 'Quotidiano Sportivo'. Le dichiarazioni
Milan, Maldini e Milanismo: la stoccata e l'auspicio dell'ex Leonardo
Leonardo Nascimento de Araújo, ex calciatore, allenatore e dirigente del Milan, ha parlato anche dei rossoneri al 'Quotidiano Sportivo' oggi in edicola. Ecco, dunque, uno stralcio delle sue dichiarazioni.
Ex Milan, Leonardo: "Giocare a San Siro crea ansia"
Sulla pressione che esiste a tutti i livelli nel calcio: "Per esempio, giocare a San Siro ti crea ansia, è una sollecitazione non facile da reggere. Ma da allenatore o dirigente tocca a me capire come il calciatore possa liberarsene. E comunque la pressione non c’è solo a San Siro ma da tutte le parti. Ci sono addirittura giocatori che preferiscono partire dalla panchina per essere più tranquilli".AC Milan Leonardo 25 marzo 2025
"Allenatore al Milan in un momento particolare. I difensori ..."
Sulle difficoltà a farsi capire dai giocatori quando ha fatto l'allenatore: "Si, certe situazioni le ho vissute, anche se l’allenatore l’ho fatto poco. Ho cominciato col Milan in un momento particolare: Ricardo Kaká era stato venduto, Paolo Maldini aveva smesso. Insomma, parecchie novità. Iniziai l’annata senza vincere per 5-6 partite. Tutti mi invitavano a non condividere con i calciatori scelte o sistemi di gioco e io invece andavo in palestra e dicevo ... “giochiamo in modo spericolato e rischiamo“. In realtà i difensori non volevano (sorride, n.d.r.) ma col tempo digerirono l’idea. Vero, fu un azzardo, ma in tanti dicevano che il “4-2-fantasia“ era bello e divertente. Tutto cominciò nella terza partita di Champions a Madrid, avevamo schierato una squadra molto sbilanciata in avanti e vincemmo 3-2. Mai successo al 'Bernabéu' ..."."Via Maldini dal Milan e con lui un grande pezzo di passione"
Sul Milan privo di milanismo dentro e fuori lo spogliatoio: "Ma c’era, si chiamava Paolo Maldini e da dirigente ha vinto uno scudetto ed è arrivato in semifinale di Champions. Poi è stato mandato via, e con lui un grande pezzo di passione. Oggi se ne sono accorti tutti, il Milan è vuoto, senz’anima. Ma sono cicli, passerà. Anche perché credo che in società abbiano capito di aver sbagliato". LEGGI ANCHE: Calciomercato, Milan in corsa per il gran talento della Premier League >>>© RIPRODUZIONE RISERVATA