Pianeta Milan News Milan Interviste Italia, Malagò frena su Maldini e lancia l'indizio sul nuovo CT: "Non deve farlo per soldi"

Italia, Malagò frena su Maldini e lancia l'indizio sul nuovo CT: "Non deve farlo per soldi"

Daniele Triolo
Il neo-Presidente della Federcalcio parla a 'Repubblica' dopo il trionfo: contatti anche con Del Piero, Baggio e Buffon. I paletti per la panchina azzurra

Il giorno dopo lo schiacciante trionfo elettorale che lo ha visto salire alla guida della F.I.G.C. con il 68,58% dei voti (contro il 29% dello sfidante Giancarlo Abete), Giovanni Malagò detta le prime, importanti linee guida del suo mandato. All'ex numero uno del CONI spetta l'oneroso compito di rifondare e rilanciare un movimento calcistico italiano ferito dal pesante fallimento della mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali.

Se le prime indiscrezioni giornalistiche trapelate questa mattina delineavano un quadro societario ormai definito – con il binomio composto da Paolo Maldini nel ruolo di Direttore Tecnico del Club Italia e il ballottaggio Antonio Conte-Roberto Mancini per la panchina –, il neo-Presidente ha scelto di frenare i facili entusiasmi attraverso le colonne dell'edizione odierna di Repubblica, offrendo una panoramica più prudente e complessa.

La smentita su Maldini: "Nulla è ancora deciso"

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l'accordo tra il nuovo vertice federale e la leggenda rossonera sarebbe stato addirittura "cosa fatta". Malagò, tuttavia, ha voluto precisare la reale natura dei contatti in corso, confermando la stima per l'ex dirigente del Milan ma allargando l'orizzonte ad altre storiche figure del nostro calcio:
"Vorrei un ex calciatore ma non ho parlato con nessuno di ruoli specifici. Mi sento con Maldini, ho incontrato Del Piero, ho abbracciato Baggio e ho sentito Buffon, ma nulla è deciso".

La strategia della nuova governance, dunque, punta sì a inserire una figura dall'altissimo profilo internazionale nell'organigramma del Club Italia, ma la rosa dei candidati resta aperta e le consultazioni ufficiali devono ancora iniziare.

I paletti per il nuovo CT della Nazionale

Molto più perentorio è stato il passaggio relativo all'identikit del futuro Commissario Tecnico azzurro. Malagò ha tracciato una linea di demarcazione netta rispetto al passato, ponendo precise condizioni etiche e professionali per chiunque si siederà sulla panchina dell'Italia:
  • Entusiasmo e convinzione: sposare il progetto azzurro deve essere una priorità assoluta guidata dalle motivazioni, non dal mero tornaconto economico.
  • Nessun paletto logistico: la Federazione non accetterà compromessi su orari, calendari o disponibilità lavorative.
  • Impegno biennale: il nuovo tecnico dovrà garantire una presenza costante e un progetto a lungo termine per i prossimi due anni.
"La componente economica esiste, ma se una persona comincia a mettere troppi paletti sugli orari o sulle disponibilità, può essere la più brava del mondo ma non mi interessa. Ho bisogno di qualcuno convinto", ha specificato il Presidente.

La suggestione straniera: il sogno porta a Pep Guardiola?

In chiusura, Malagò ha aperto a uno scenario che potrebbe letteralmente stravolgere i canoni storici della Nazionale Italiana: "Straniero? Mai dire mai". Un'affermazione che ha immediatamente scatenato le fantasie degli addetti ai lavori e dei tifosi.
Dietro questa apertura diplomatica, nei corridoi federali cova forse l'ambiziosa e suggestiva idea di sondare il terreno per una figura del calibro di Pep Guardiola. Portare il tecnico catalano alla guida degli Azzurri rappresenterebbe il manifesto programmatico della rivoluzione totale promessa da Malagò. Un colpo da urlo per ridare all'Italia il ruolo di centralità sportiva che merita nel mondo.