Pianeta Milan News Milan Interviste Ex Milan, parla Giacinti: "Ganz? Il suo arrivo per me è stato un problema, ho chiesto la cessione"

Ex Milan, parla Giacinti: "Ganz? Il suo arrivo per me è stato un problema, ho chiesto la cessione"

Alessia Scataglini
Intervenuta ai microfoni di 'the Rising Ginat', l'ex calciatrice del Milan Valentina Giacinti ha parlato del suo passato rossonero

Valentina Giacinti torna a parlare del tuo passato nel Milan femminile e lo fa a cuore aperto senza nascondere i momenti più bui della sua carriera. Ospite del podcast 'The Rising Giant' condotto dall'ex compagna di squadra Domenika Conc, l'attuale attaccante della Roma e della nazionale italiana ha voluto parlare del suo passato.

Milan, Giacinti: "Ero nel club in cui sognavo di stare"

L'attaccante ha ripercorso gli anni trascorsi rossonero, svelando alcuni retroscena inediti sul rapporto con l'ex tecnico Maurizio Ganz e sulla sofferta decisione di lasciare il Milano. L'a ventura con la maglia del Milan ha rappresentato un punto d'arrivo fondamentale per la carriera di Giacinti, legata anche da una profonda passione familiare:
«Per me è stato veramente importante e mi ha responsabilizzato molto. Cercare di far crescere il Milan era il mio obiettivo principale. Sono stati anni intensi e belli. Diventare capitano e giocare con quella maglia per me aveva un significato molto importante: mio fratello è milanista, i miei amici sono tutti milanisti! Ero nel club in cui sognavo di stare e volevo farlo crescere, volevo che si vincesse qualcosa. Gli obiettivi erano alti, quando arrivi lì e non vinci la testa inizia a pesare. Inizi a sentire il peso delle aspettative».

I veri problemi sono emersi con il passare delle stagioni e con l'evolversi dal rapporto tecnico con l'allora allenatore rossonero Maurizio Ganz, un'incomprensione tecnica diventata poi un macigno emotivo troppo pesante da superare:

«Il suo arrivo per me è stato un problema al primo anno. Io non giudico mai un allenatore, penso che ti porti e insegni sempre qualcosa, ma il problema è quando dopo 1-2 anni inizia a non portarti niente, non senti più che stai crescendo e migliorando. Questa cosa ha iniziato a tormentarmi dentro, tant’è che è coinciso con un periodo difficile della mia vita dove ho vissuto anche la depressione. Arrivavo al campo e gli allenamenti andavano male. Non imparavo niente, non sentivo più quello stimolo che mi teneva viva, cioè il calcio. Quando sono arrivate giocatrici importanti come Vero Boquete o Hasegawa, loro sono state le prime che mi dissero: ‘Vale, ma che allenamenti sono?’. E io mi sentivo quasi colpevole di avere in squadra giocatrici così forti e offrire quello che ci chiedeva lui. La soluzione migliore per me era andare via dal Milan dal momento in cui mi è stata tolta la fascia senza una motivazione, senza avermi parlato prima. Per me quella è stata una delusione fortissima. Mi sono sentita come se non ce l’avessi fatta e da lì non ho più avuto la forza di reagire. L’unica cosa che ho chiesto è stata la cessione».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la revoca della fascia da capitano: un gesto vissuto come un'ingiustizia profonda che ha spinto l'attaccante a chiedere la cessione immediata. In quel momento di profonda crisi, la figura di Paolo Maldini si è rivelata determinante. L'allora direttore dell'area tecnica rossonera, affiancato da Massara, ha saputo comprendere la situazione della calciatrice, concedendo il via libera per ritrovare la serenità altrove:

«Sono andata a parlare direttamente con Maldini, perché con Elisabeth Spina non avevo più rapporti. Gli ho detto che mentalmente avevo bisogno di andar via. Sia Massara che Maldini hanno capito e mi hanno detto: ‘Va bene, non preoccuparti, noi ti aspettiamo’. Se tornassi indietro adesso ne parlerei. Avevo delle reazioni dove ho sbagliato: a volte con Elisabet ho usato toni sbagliati, non perché c’era un motivo particolare, ma perché non sapevo esternare quello che provavo dentro. È stato un mio errore alzare la voce. In quel momento hanno visto solo la calciatrice e non la persona».