PIANETAMILAN news milan interviste Capello: “Gli esoneri in blocco di Cardinale? Puro American Style. Ecco da chi ripartirei”
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Capello: “Gli esoneri in blocco di Cardinale? Puro American Style. Ecco da chi ripartirei”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Intervistato dai microfoni de Il Corriere della Sera, Fabio capello, ex Milan, ha voluto parlare della situazione dei rossoneri

Fabio Capello, ex allenatore del Milan, non si siede più su una panchina di un club da ormai quasi 20 lunghi anni, eppure continua a seguire con molta attenzione il mondo del calcio, ovviamente. L'ex tecnico, oggi opinionista per SkySport, ha visto di tutto durante la sua carriera, ma davanti all'ennesima rivoluzione del Milan non riesce a calmarsi.

Capello: "Iraola? Bournemouth una sorpresa"

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Intervistato dai microfoni del Corriere della Sera, l'ex allenatore rossonero ha voluto parlare di diversi temi: dalla crisi societaria del suo Milan, fino al tema allenatori in Serie A, con diverse panchine che stanno traballando. Tempo anche di consigli: Capello, infatti, ha voluto fornire sul suo pensiero sulla cura per i rossoneri.

Milan, licenziamento in tronco per allenatore e dirigenza:

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«Beh, direi in pieno Ame­ri­can style».

Su Iraola e il possibile no al Milan:

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«E per­ché dovrebbe volerlo? Le sue squa­dre gio­cano dav­vero bene, il Bour­ne­mouth è stata una sor­presa fin dall’ini­zio della Pre­mier Lea­gue. Adesso è come se stesse can­tando alla Scala. Allena in Inghil­terra, nel tor­neo più impor­tante di tutti. E lo lasce­rebbe per cosa? Pur­troppo noi non abbiamo più appeal. Invece lui sa benis­simo che con un altro anno così posi­tivo e con delle coin­ci­denze favo­re­voli potrebbe pre­sto ritro­varsi alla guida di un top club in lotta per il titolo in Pre­mier».

Su Allegri

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«Prima di giu­di­care il suo lavoro o quello even­tuale dei nomi che ven­gono fatti per la sua suc­ces­sione, serve che il Milan costrui­sca una diri­genza all’altezza».


Sulla scelta di Cardinale di ripartire da Ibrahimovic

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«Ma gli altri nomi che sento non mi tran­quil­liz­zano, tutt’altro. Leggo di pos­si­bili diret­tori spor­tivi inglesi o ame­ri­cani quando quelli ita­liani sono un’asso­luta eccel­lenza. Ma per­ché? Incre­di­bile. Sem­bra di essere alla fiera dell’est. Sono scioc­cato».

Da chi ripartirebbe?

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«Molti di quelli che sono scesi in campo nelle ultime par­tite li man­de­rei via. Nella prima parte di sta­gione hanno gio­cato un cal­cio quanto meno effi­cace. Ma se sei al Milan non puoi pas­sare da 100 a 50 nel giro di poche set­ti­mane».

Su cosa farebbe per curare il Milan

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«È una domanda dif­fi­cile a cui rispon­dere. L’errore più grave è che nes­suno è stato in grado di capire il motivo di que­sto tra­collo. Per­ché nelle prime 25 gior­nate la squa­dra ha perso solo una par­tita e nelle ultime 13 ben sette? Prima di man­dare via tutti, biso­gnava risa­lire a un per­ché. Se lo si indi­vi­dua, allora si è a buon punto. Sennò non si pos­sono fare delle scelte, è inu­tile tagliare teste. O chi arriva è un mago e usa la bac­chetta magica o non lo so. Auguri a chiun­que verrà nomi­nato».

Sulla rivoluzione delle panchine:

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«I pre­si­denti vogliono sem­pre dare le colpe agli alle­na­tori e mai agli acqui­sti. Poi magari qual­che tec­nico chia­mato in corsa non ha pie­na­mente sod­di­sfatto e que­sto spinge i club a cam­biare. I pre­si­denti ita­liani cono­scono meglio l’ambiente e stanno più attenti. Quelli stra­nieri invece pen­sano solo ai costi e rea­gi­scono in maniera più istin­tiva».

Per­ché pagano sem­pre gli alle­na­tori?

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«Per­ché si pensa che abbiano la for­mula magica, che il risul­tato dipenda solo ed esclu­si­va­mente da loro e che bastino le loro intui­zioni per far vin­cere le par­tite. Invece se non hai una mate­ria prima di qua­lità, vai da poche parti. I diret­tori spor­tivi par­lano troppo e fanno poco. Sanno quello di cui un alle­na­tore ha biso­gno ma spesso e volen­tieri non rie­scono a met­ter­glielo a dispo­si­zione per­ché non ci sono soldi. E quando ci sono, ven­gono spesi male»