PIANETAMILAN news milan interviste Braida: “Il Milan vive una crisi d’identità. Ecco quale sarebbe la soluzione ideale”
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Braida: “Il Milan vive una crisi d’identità. Ecco quale sarebbe la soluzione ideale”

Redazione PM
Ariedo Braida netto sul momento delicato che sta attraversando il Milan: le parole del dirigente ai microfoni di 'Stile TV'

Da 13 giorni il Milan si trova senza una dirigenza e senza una guida tecnica. Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic stanno intensificando i contatti con alcuni candidati come Ralf Rangnick e Oliver Glasner, ma ad oggi non è ancora stato raggiunto alcun accordo. Una situazione preoccupante a un mese dal ritiro e a pochi giorni dall'inizio dei Mondiali, dove il Senior Advisor di RedBird sarà impegnato come telecronista per 'Fox Sports'. In merito all'assenza di una società, si è espresso anche uno che di Milan e di dirigenze ne capisce: Ariedo Braida, ex direttore generale e direttore sportivo del club rossonero dal 1986 al 2013.

Braida striglia il Milan

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Nel suo intervento a 'Stile TV', ai margini della trasmissione 'Salite sulla giostra', il dirigente ha commentato la recente rivoluzione scatenata da Gerry Cardinale. Dopo la mancata qualificazione in Champions League, il proprietario del Milan ha licenziato con effetto immediato Allegri, Tare, Furlani e Moncada. Di seguito, un estratto delle dichiarazioni di Ariedo Braida.

"Osservando il Milan dall'esterno, ho l'impressione che ci sia una vera crisi d'identità. Al momento mancano punti di riferimento e valori solidi. Solo il tempo dirà come andranno le cose, poiché il tempo è sempre galantuomo. Quando una società decide di cambiare la dirigenza, significa che le cose non stanno funzionando. Al contrario, meno si cambia e meglio è per l'ambiente. La continuità è il vero sinonimo di successo. Modificare continuamente l'assetto costringe a ripartire sempre da zero".

Milan, la soluzione di Braida

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Dopo aver attaccato l'attuale gestione, Braida ha suggerito al Milan la linea ideale da adottare in questo momento.

“Bisogna concedere fiducia a un progetto: solo così, si possono raggiungere i traguardi prefissati. Molti grandi club hanno la forza di mantenere intatta la propria struttura nel corso degli anni. Anche sul mercato dovrebbe valere lo stesso principio. Quando acquisti un calciatore, l'obiettivo dovrebbe essere quello di trattenerlo per almeno dieci anni. Se un giocatore va via dopo una sola stagione, significa che l'investimento è stato sbagliato. Se si continua a cambiare continuamente, non si costruirà mai nulla di vincente".